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03 set 2010

Il prof. Alf Brubakk (Norvegia) durante la riunione del Diving Medical Advisory Committee (DMAC) – Stavanger, 1 settembre 2010, ha presentato i risultati di una sua ricerca sulla decompressione con computer subacquei.

Jones (2006) ha evidenziato che la rilevazione tramite doppler, al termine dell’immersione, di un grado III di bolle (bolle presenti in oltre la metà dei battiti cardiaci) è correlato con una probabilità di incidente da decompressione (pDCI) compresa tra il 7 e il 20%. In base a questa considerazione suggeriva di evitare le immersioni che determinano un grado doppler  III (circa 20% delle immersioni al limite della curva di sicurezza)

Il prof. Alf Brubakk ha testato  dieci diversi computer (sia con algoritmo compartimentale, tipo ZH 16 ADT che a controllo delle bolle, tipo RGBM). Sono stati rilevati: tempo di decompressione previsto dal computer; quantità di bolle per centimetro quadro (misurate nel rilevamento ecocardiodoppler); gradazione doppler delle bolle (secondo una scala da 0 a 4); gradazione doppler delle bolle dopo quaranta minuti dalla emersione; presenza di bolle nel circolo sanguigno arterioso. I computer erano utilizzati da incursori (militari) e subacquei ricreativi. Nessun subacqueo ha subito incidente da decompressione (DCI). Il test ha dimostrato che i computer attualmente più utilizzati non eliminano l’innesco delle bolle. Nel profilo 24 metri/30 minuti con tempo di decompressione di cinque minuti vi è stato un significativo passaggio di bolle dal circolo venoso a quello arterioso (nel 35% dei subacquei), pur avendo verificato che nei subacquei non vi fosse shunt destro/sinistro.

Questa ricerca è importante perchè evidenzia che i computer subacquei, attualmente in commercio, permettono l’innesco della formazione delle bolle durante la risalita. Per evitare che questo comporti l’insorgenza dell’incidente da decompressione è importante evitare i fattori di rischio (vedi articolo “Mondo sommerso di agosto: articolo sulla sicurezza in immersione”).

Grado bolle rispetto a diversi profili di immersione (A. Brubakk)

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18 Risposte a “Computer subacquei”

  1. Claudio on

    …caro Pasquale, a questo punto, vista la molteplicità di informazioni ad oggi divulgate , alcune delle quali anche contrastanti, .. quali comportamenti, protocolli di risalita, …valori fisiologici, algoritmi ecc.. ti sentiresti di suggerire per minimizzare rischi nelle immersioni ricreative > 40mt …quando si cercano risposte in ambito didattico o strumentale, ognuno dice la sua.
    Grazie e buone bolle !
    Claudio

  2. Pasquale Longobardi on

    Antonio ha inviato questo commento in Facebook. Lo riporto nel blog perchè interessante.
    “Caro Pasquale ho letto l’articolo, molto interessante..e inquietante, fortunatamente non mi fido “troppo” dei computer e faccio sempre qualche stop in più oltre la fermata di 1′ alla metà della profondità massima, uso un aladin pro ed un Xtender della Scubapro, l’Aladin è più permissivo, l’Xtender se sali un tantino più velocemente , tra i m 6 ed i 5 ti ferma per 3′ comunque, effetto circa 200 immersioni l’anno in aria e trimix ma con il trimix adopero le tabelle del Vplanner.
    Una precisazione, nell’articolo si parla di incursori militari, io sono un ufficiale di Marina Palombaro/sommozzatore, per dati certi so che gli incursori non sono subacquei, in quanto generalmente si limitano ad usare l’ARO per nuoto sotto la superficie per l’avvicinamento all’obiettivo e, usando l’ARO, non avrebbero necessità alcuna di usare un computer.
    Saluti e grazie per le preziosissime notizie, Antonio

  3. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio e Antonio, vi ringrazio per l’attenzione. Vi rispondo immaginando immersioni ricreative respirando aria (quindi entro al massimo i cinquanta metri di profondità – limite operativo dei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco). In base alle recenti ricerche vi consiglio di inserire la sosta profonda solo se la profondità massima sia superiore ai 25 metri (per immersioni più superficiali la probabilità di incidente da decompressione è minore e l’inserimento della sosta profonda risulta meno utile). Preferisco che la sosta sia inserita a metà della massima pressione assoluta di esposizione (oppure a metà della profondità massima meno cinque metri, p.es. per una immersione a -40 metri la sosta profonda sarà a -15 metri). Il tempo della sosta dovrebbe essere di almeno due minuti (un minuto è insufficiente). Inoltre è essenziale una corretta idratazione (ematocrito inferiore al 47%) e un corretto equilibrio acido/basico (pH urine di 6,5-7).
    Grazie Antonio per le importanti informazioni sui computer e, in particolare, per il chiarimento in merito agli incursori (era la mia traduzione dall’inglese “combact divers”).
    Mi piace avervi come lettori del blog. Un abbraccio, Pasquale

  4. Rosario Forestieri on

    Ciao Pasquale
    mi inserisco anch’io in questa interessante discussione (e come non potrei visto che si parla di bolle arteriose in assenza di shunt dx > sx, che sono il mio pane quotidiano).
    Bolle arteriose in 4 su 12 soggetti per l’immersione di 24 mt/30 min contro 2 su 12 per l’immersione 33mt/15 min lascerebbero abbastanza perplessi. Mi sarei aspettato almeno numero uguali se non peggiori nel secondo profilo. Certo bisogne conoscere “materiali e metodi” di indagine.
    Allora da dove arrivano queste bolle?
    Il 30% della popolazione normale sappiamo che ha uno shunt, per cui o la diagnosi di shunt non è stata fatta bene, o si aprono cortocircuiti polmonare arterovenosi normalmente chiusi (valli a dimostrare senza un’angiografia) oppure da dove spuntano fuori ??
    Mi è già venuta la voglia di andare al lago-scuola vicino Castelfranco Veneto e sottoporre ad ecocardiogramma e/o al Doppler Carotideo con analisi computerizzata che io ho messo a punto, un cero numero di sub appena dopo l’emersione da immersione con i profili sopracitati. Verificare perciò personalmente la presenza di queste bolle.
    Se trovo le giuste collaborazioni non è detto che non lo faccia davvero.
    Solo confrontandosi si migliora.
    Ciao Pasquale e grazie sempre per le tue puntuali informazioni.
    Rosario

  5. Pasquale Longobardi on

    caro Rosario, grazie per l’attenzione. Ricambio la stima, adoro la tua passione e abilità, come esperto in ecodoppler, per la ricerca degli shunt destra / sinistra nei subacquei.
    I dati sperimentali del prof. Alf Brubakk (non ancora pubblicati nella letteratura medica) meritano un accurato chiarimento.
    Il Diving Medical Advisory Committee (DMAC) ha deciso di organizzare un workshop sulla decompressione in emergenza durante immersione in saturazione (lavoro subacqueo industriale) che si terrà in marzo 2011. Ho proposto l’Italia (Pisa o Ravenna) come sede dell’incontro. Attendo la decisione in merito dell’Internartional Maritime Contractor Association (IMCA).
    Comunque altri studi hanno rilevato come il grado doppler di bolle sia principalmente correlato al tempo trascorso sul fondo. Cioè il grado doppler di bolle sarebbe maggiore nei profili a profondità minore (più vicino alla superficie) con tempo di esposizione prolungato rispetto ai profili con profondità maggiore e durata inferiore.
    In particolare risultano “bulligeni” alcuni profili con profondità – 30 metri.
    Se tu riuscissi a effettuare una piccola ricerca sul campo, potremmo sottoporla agli esperti del DMAC….. con un pò di sano orgoglio italiano!
    Un abbraccio, Pasquale

  6. Claudio on

    Caro Pasquale,
    mi domando se Dan Europe, non abbia elementi relativi alla ” bollosità ” di profili nel range indicato, rilevati sul campo …
    ma forse sono fuori tema.
    Un ringraziamento per ogni tua info, sempre appropriata e utile.
    Ciao

  7. Redazione on

    caro Claudio, il tuo commento è assolutamente appropriato. Il Divers Alert Network (DAN) ha investito ingenti risorse nella valutazione del grado doppler di bolle relativo ai vari profili di immersione. Le raccomandazioni che ho segnalato sopra per l’esecuzione della sosta profonda derivano, prevalentemente, dalla ricerca del DAN. Appena mi sarà possibile, pubblicherò una sintesi in italiano delle ricerche pubblicate in merito. Un abbraccio dalla magica Praga, oggi splendidamente soleggiata. Pasquale

  8. Claudio on

    Caro Pasquale, approfitto della tua cortesia e disponibilità per sottoporti alcune domande :
    1 ) Ho sospeso le mie immersioni dalla fine di Settembre, periodo in cui mi sono immerso alle Tremiti a profondità variabili tra i -30 e i -40 mt con tempi di decompressione dell’ordine di 3/5′ in parte smaltiti durante la risalita.Dopo due giorni dall’ultima ho accusato dolori muscolari nella parte dorsale/lombare da me attribuiti a sforzi per la movimentazione attrezzatura ma che ha tutt’oggi persistono anche se in forma saltuaria…può essere conseguenza di postumi da MDD asintomatica ? come posso verificare ?

    2 ) nell’ultimo esame ecocardiodoppler mi é stata diagnosticato : “Lieve ipertrofia parietale concentrica del ventricolo sinistro. lembo mitralico anteriore ispessito, insufficienza mitralica lieve. Piccolo aneurisma del setto interiatrale senza evidenza di shunt “….devo appendere le pinne al chiodo , o la mia storia subacquea consente di continuare in sicurezza ?

    3) Vista l’età ( 64 a.) vorrei passare a nitrox 32 con computer ( tempi ) settato ad aria…cosa ne pensi ?…in tal caso le deep stop hanno un ancora validità ?

    Grazie e scusa l’invasione ! :)..solo per stima !

  9. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio, grazie per l’attenzione e la stima.
    Con tutta la prudenza di una consulenza medica “virtuale” tramite web, ritengo che il mal di schiena non sia dovuto a un incidente da decompressione. E’ necessaria la valutazione di un fisiatra. Molto probabilmente hai dei problemi posturali (connessi con malocclusione dentale, danni alla colonna vertebrale o difetto della deambulazione). E’ necessario capire dove sia il danno e curarlo se possibile. Un ciclo di ginnastica posturale ti sarà sicuramente utile. Se lo desideri contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152) per chiedere il nome dei fisiatri che collaborano attivamente con noi (dr. Francesco Fontana o il fisioterapista Luca Bartoli di Media Sport).
    Per il problema del cuore, mi servirebbe conoscere la dimensione della radice aortica (in millimetri) e la frazione di eiezione ventricolare (EF o FE). Per essere certi che lo shunt (travaso di sangue) da destra a sinistra sia assente, ti consiglio di prenotare – presso il Centro iperbarico Ravenna – un test ossigeno (consiste in due emogasanalisi eseguite durante respirazione in aria e dopo respirazione di ossigeno puro a elevato flusso per trenta minuti). Il test è normale (negativo) se la pressione dell’ossigeno nel tuo sangue fosse di almeno 400 millimetri di mercurio, altrimenti ci sarebbe una “perdita” e dovremmo indagare più approfonditamente.
    In conclusione: mantieni l’attrezzatura subacquea in efficienza, tornerai a immergerti in sicurezza. Prima però, controlliamo schiena (fisiatra) e cuore (test ossigeno e visita al Centro iperbarico Ravenna).
    Ti aspetto, Pasquale

  10. Claudio on

    Grazie Pasquale della tua pronta e professionale risposta…..
    come richiesto ti anticipo i dati richiesti, rilevati il 14/12/2009.

    Diametro radice Aorta 33,8 cm – EF ( Teich ) 79,41%……

    …mi attiverò per un nostro incontro a Ravenna ! …hai un periodo particolare ?

    A presto
    Claudio

  11. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio, in base alle tue informazioni, i dati del cuore ti candidano a una visita medica che possa essere coronata dall’idoneità.
    Segui le istruzioni per l’aspetto fisiatrico.
    La mia agenda è rigido dominio di Claudia Assirelli, mia assistente, contattala.
    Ciao, Pasquale

  12. Claudio on

    Grazie Pasquale…..già contattato tua assistente per appuntamento in Aprile, ..dalle tue parole devo preoccuparmi ???…é utile rifare ecocardiodoppler ?
    Claudio

  13. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio, se l’ecocardiografia fosse datata dicembre 2009, per piacere ripeti l’esame entro al massimo un mese precedente la visita medica che hai prenotato presso il Centro iperbarico Ravenna in aprile 2011.

    Ti chiedo ciò solo per controllo, perchè la visita medica per l’idoneità all’attività suabcquea ha valore di medicina preventiva e delle regole legali da rispettare.

    Un caro saluto, Pasquale

  14. Claudio on

    Grazie …
    in sintesi :
    Ecocardiografia
    Emogasanalisi
    Esami sangue ed urina ( Qualche esame in particolare ? )
    Visita OTO
    Visita Finale

    Altro ?….
    A presto e una calorosa stretta di pinne |

  15. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio, gli esami del sangue (quelli di routine + PT, INR, creatinina, proteina S, transaminasi) l’ecocardiografia e la scintigrafia polmonare perfusionale (con valutazione delle statistiche al cranio e al rene) potrai farle dove riterrà opportuno il tuo medico di famiglia.
    Il test ossigeno (emogasanalisi) preferisco sia effettuata presso il Centro iperbarico Ravenna.
    L’ecodoppler transcranico con contrasto sonografico (se non l’hai eseguito già) sarebbe da fare presso uno specialista di mia fiducia (chiedi i contatti alla segreteria del Centro)
    La visita otorino non è necessaria (se non hai problemi specifici) perchè presso il Centro iperbarico Ravenna eseguiamo anche l’audiometria.
    ti aspetto. pasquale

  16. Claudio on

    …ci vediamo il 5 Aprile !
    per la scintigrafia e ecodoppler transcranico, preferirei aspettare dati emogasanalisi ….cosa ne dici ?.( non amo eccedere con test e contrasti vari…) …ma il medico sei tu…

    Un caro saluto
    Claudio

  17. Pasquale Longobardi on

    caro Claudio, la tua decisione è saggia per quanto riguarda la scintigrafia polmonare. Se il test ossigeno e l’ecodoppler transcranico fossero nella norma, la scintigrafia sarebbe inutile.
    Invece è necessario l’ecodoppler transcranico perchè importante per la decisione finale (come in geometria: “per due punti passa una sola retta”, due esami mi permetteranno di darti un parere definitivo). Inoltre, in questo caso, il contrasto è solo una flebo di fisiologica con delle microbollicine (non ci sono sostanze artificiali).
    Ciao, Pasquale

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