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18 ott 2010

Buongiorno, lo scorso aprile 2010 mi sono recato in Sudan con la mia fidanzata. Siamo entrambi sub di vecchia data (ci immergiamo in tutti i mari del mondo dal 1994 e siamo stati titolari di un diving in Indonesia). La mia fidanzata dopo la prima immersione a 30 metri (in aria)  senza uscire dalla curva ha mostrato, dopo circa 60 minuti di intervallo di superficie, sintomi di MDD cutanea (rossore e irritazione a chiazze sulla pancia). Dopo 40 minuti di somministrazione di O2 i segni sono rientrati e dopo 24 ore ci siamo reimmersi. Dopo un ora di intervallo di superficie i sintomi sono ricomparsi e abbiamo deciso di fare ossigeno e 72 ore di stop. Successivamente la mia fidanzata si è immersa nuovamente facendo 10 minuti di O2 puro all’uscita dall’acqua. I sintomi non sono più comparsi ma al nostro ritorno a Pisa gli è stato diagnosticato un PFO attraverso vari esami (neurologico, etc). I cardiologi che abbiamo consultato sono molto interventisti e consigliano l’impianto dell’ombrellino per occludere il forame ma sinceramente visti gli effetti collaterali dell’operazione siamo un po’ dubbiosi e avremmo bisogno di un consiglio da parte sua. La ringrazio in anticipo e mi scuso per la lungaggine. Lorenzo Pacciardi

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2 Risposte a “PFO: lo chiudo?”

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Lorenzo, ti ringrazio per l’attenzione e la stima.
    Il tuo è un quesito che ricevo frequentemente. Riporto qui la risposta che ho già pubblicato.
    Inanzitutto è importante escludere che ci siano altri travasi (shunt) destra sinistra nell’organismo della tua fidanzata oltre a quello cardiaco, già accertato. A tal fine, suggerisco una scintigrafia polmonare perfusionale.
    Qualora lo shunt sia solo cardiaco lei avrà due possibilità:
    - non intervenire e applicare alcune misure cautelative in immersione (una sola immersione al giorno, preferibilmente repirando aria arricchita in ossigeno, entro curva di sicurezza, per un tempo alla massima profondità non superiore ai venti minuti, profondità massima trenta metri. E’ importante evitare sforzi durante la risalita in barca (togliere l’attrezzatura in acqua). Tutto ciò mi pare eccessivamente limitativo per il profilo della vostra coppia (siete subacquei esperti, spesso in viaggio).
    - chiudere il PFO e, qualora il controllo dopo sei mesi sia negativo, potrai inmergerti senza limitazioni (nell’ambito di quanto consentito dal tuo brevetto).
    In tal caso è essenziale farsi operare da un cardiologo competetente. Preferirei qualcuno abituato a trattare i subacquei come (solo perchè li conosco e non perchè siano gli unici) la dr.sa Elisabetta Varani dell’Ospedale Civile di Ravenna o il dr. Umberto Berrettini di Ancona.
    Farsi operare da uno specialista competente è importante perchè ho seguito due subacquei, operati altrove, nei quali si è ripresentato il passaggio delle bolle per malposizionamente del dispositivo.
    Ai pazienti che seguiamo presso il Centro iperbarico Ravenna, consigliamo un percorso di “riabilitazione” all’immersione durante i sei mesi di “convalescenza” (prevede immersioni in acque delimitate e poi in mare a profondità e tempi crescenti).
    Finora tutti i pazienti operati in Ravenna e da noi seguiti non hanno avuto nessuna complicazione durante o dopo l’intervento e sono tornati in immersione senza più fastidi.
    Per informazioni sui contatti, il numero telefonico della segreteria del Centro iperbarico Ravenna è 0544-500152
    Ciao, Pasquale

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