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08 nov 2010

Caro Dottore, mi chiamo Patrice e sono subacquea da ben 27 anni; ho 38 anni e ho avuto la fortuna di avere un’istruzione sia civile che militare presso i commando della marina francese.

Mi permetto una domanda concernente la pressione parziale (PP) dell’ossigeno (O2), secondo la didattica CMAS la PPO2 è calcolata in immersione ricreativa a 1.6 atmosfere relative. Altre didattiche tipo SSI (sempre ricreativa) a 1.4; presso la Camera iperbarica di Laveno Mombello viene somministrato a livello terapeutico dell’ossigeno a 18 metri di profondita pari a 1,8 bar relativi;  in ambito militare si calcola e si usa la PPO2 tra i 2.2 e i 2.8 per le brevi incursioni.

La domanda è la seguente, qual’è il livello di PPO2 più appropriato per le immersioni con deco in ossigeno puro?

La ringrazio per la sua gentile elucidazione e le porgo i miei più cordiali saluti

Patrice Etienne

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5 Risposte a “Ossigeno: pressione parziale?”

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Patrice, ti ringrazio per l’attenzione e la stima.
    In base ai dati statistici sugli incidenti causati dalla tossicità da ossigeno, gli esperti raccomandano una pressione parziale di ossigeno massima di 1,6 atmosfere (atm) per la decompressione con ossigeno. Preciso che l’ossigeno deve essere respirato in ambiente protetto (campana, camera iperbarica) come prevedono le procedure dell’immersione industriale e anche le nuove tabelle U.S. Navy. I subacquei non professionisti che respirano ossigeno direttamente in acqua devono essere consapevoli delle conseguenze di una crisi iperossica in acqua, con possibile sindrome da sommersione (nella mia esperienza ho seguito tre gravi incidenti).
    La ppO2 ideale nella miscela di fondo dipende da diversi fattori (lo stato fisico, le condizioni ambientali come il freddo, la formazione, l’allenamento e la pressione parziale di anidride carbonica nel sangue, quindi il livello di fatica in immersione o quanto sia dura la respirazione nell’erogatore).
    In generale una pressione di 1,4 atm è statisticamente correlata con un livello ragionevolmente accettabile (cioè basso) di incidenti da tossicità da ossigeno.
    I subacquei militari hanno regole diverse perché sono sottoposti ad accurata visita medica, formazione e allenamento, inoltre hanno obiettivi militari.
    In camera iperbarica si utilizza una pressione parziale massima dell’ossigeno di 2,8 atm perché è necessaria per alcuni obiettivi terapeutici (per esempio: effetto battericida nella terapia della gangrena), inoltre l’ossigeno viene somministrato in ambiente asciutto con assistenza sanitaria.
    Un caro saluto, Pasquale

  2. Antonio Colacino on

    Relativamente all’impiego dell’ossigeno puro la Marina Militare Italiana lo impiega ad una profondità massima di m12 mentre è noto che la Marine Nationale lo impiega sino a m 18(La Plongèe-Marine Nationale), per contro la U.S.Navy non si spinge oltre gli 8 m (US.Navy Diving Manual).
    Ma anche l’immersione ad O2 puro ha una sua tabella relativa ai tempi di esposizione tratta dal manuale U.S.Navy ed osservata dalla MMI che prevede alla massima quota di m 12 una permanenza sino a 15′, mentre a m 3 consente una permanenza di 180′.
    Per le immersioni tecniche invece l’O2 puro in decompressione parte dalla profondità di m6.
    Un cordialissimo saluto,
    Antonio Colacino

  3. mariano sciacca on

    Cari Amici, sapete che la respirazione di ossigeno puro o di miscele iper-ossigenate a pressioni superiori a quella atmosferica, danneggia in modo grave e irreversibile le cellule nervose di tutto il nostro sistema nervoso?
    Esiste una “Tecnopatia da Ossigeno” per il subacqueo, a medio e lungo termine, davvero SCONCERTANTE: invecchiamento precoce, non solo del Sistema Nervoso ma di tanti altri organi. Tendenza all’Alzahimer. Fate attente osservazioni e vedrete. Con i migliori saluti, Mariano Sciacca

  4. Pasquale Longobardi on

    caro Antonio, ti ringrazio per l’attenzione e per l’autorevole contributo che condivido. E’ un piacere averti tra gli amici del Centro iperbarico Ravenna e corrispondente del blog. Ciao, Pasquale

  5. Pasquale Longobardi on

    caro Mariano, ti ringrazio per l’attenzione e per il contributo alla discussione. Comprendo la tua preoccupazione per la tossicità da ossigeno. In realtà il danno da ossigeno dipende dalla pressione parziale del gas e dal tempo di esposizione (come segnalato da Antonio Colacino). Nell’ambito dell’attività subacquea industriale è spesso utilizzata la decompressione in ossigeno puro che talvolta inizia alla profondità di dodici metri. Siccome è prevedibile il rischio di convulsioni, è obbligatoria la decompressione in campana.
    I subacquei sportivi, per i quali la decompressione è in acqua e senza la campana, devono adottare un atteggiamento prudenziale (come indicato nella prima risposta di questa discussione).
    Ciao, Pasquale

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