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23 nov 2010

Salve, mio padre di 84 anni dal 3 giugno presenta un’ulcera al penultimo dito del piede destro. Per 3 mesi è stato curato erroneamente da un dermatologo. Lamentando sempre dolore l’ho portato da un podologo che altro non ha fatto che infettare l’ulcera riaprendo la ferita che superficialmente sembrava rimarginata ma non lo era internamente. L’ho portato al pronto soccorso dove lo hanno indirizzato alla clinica dermatologica che finalmente ha inquadrato il vero problema: la cattiva circolazione (da anni mio padre lamentava crampi al polpaccio quando camminava ma il medico di famiglia sosteneva che era colpa dell’età!!). Sottoposto a terapia antibiotica con AUGMENTIN, urgentemente è stato visitato dal ch. vascolare il quale, al 13/10/10, l’ha sottoposto ad un intervento di angioplastica che ha risolto in parte il problema circolatorio (prima dell’intervento aveva l’occlusione superficiale dell’aorta, dopo stenosi serrata).  All’ultimo ecocolordoppler del 14/11/10 la circolazione era abbastanza buona e la ferita era migliorata notevolmente e sembrava quasi completamente rimarginata. Mio padre, però, continua a lamentare dolore e fastidio alla pianta del piede esattamente sotto la lesione, a momenti alterni, a volte mentre cammina o durante la notte, mai quando è fermo. La settimana scorsa, durante la medicazione, hanno trovato la ferita di nuovo macerata, dopo 2 medicazioni era migliorata ma oggi (23 novembre 2010) hanno riscontrato sulla garza siero e pus: immediatamente ha iniziato nuovamente la terapia antibiotica con AUGMENTIN e giovedì vogliono fargli un tampone.

Purtroppo non so più come aiutarlo a guarire nè so più dove e da chi farlo visitare. Ho visto in internet questo sito e mi chiedevo se la terapia iperbarica potesse essere indicata per il suo problema. Le chiedo cortesemente un suo parere, un consiglio e qualche indicazione su come comportarmi. Io vivo a Trieste. La ringrazio anticipatamente. Daniela

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UnoRisposta a “Ulcera vascolare in anziano”

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Daniela, ti ringrazio per l’attenzione e la stima. Comprendo il dispiacere per il ritardo nella diagnosi e guarigione della ferita del papà.
    Hai già fatto molto: la rivascolarizzazione è la terapia elettiva nelle ulcere arteriose.
    Ritengo che adesso sia necessario valutare bene la situazione del circolo sanguigno.
    Presso il Centro iperbarico Ravenna rileviamo:
    - tramite doppler velocimetria, il rapporto tra la pressione alla caviglia e quella al braccio (Ankle Brachial Index – ABI): sotto 0,45 vi è ischemia critica.
    - la tensione transcutanea dell’ossigeno: sotto 40 mmHg vi è ischemia grave e sotto 20 mmHg (se anche l’ABI fosse basso) sarebbe probabile che la rivascolarizzazione non abbia funzionato
    - laserdoppler flussimetria sia basale che dopo riscaldamento e ischemia reattiva.

    Se il flusso ematico alla gamba fosse scadente (ABI minore di O,45; ossimetria inferiore a 20 mmHg, laserdoppler flussimetria positiva per ischemia) sarebbe da ricontattare il chirurgo vascolare.
    Se il flusso ematico fosse accettabile (ABI = 0,45; ossimetria tra 20 e 40 mmHg; laserdoppler flussimetria ai limiti della norma) sarebbe utile il trattamento con ossigenoterapia iperbarica, monitorando la funzionalità del cuore.
    Utile l’associazione di prostanoidi (un farmaco per uso ospedaliero che si somministra per via endovenosa) magari somministrati con una pompa.
    Per il controllo del dolore e per migliorare la circolazione periferica sarebbe utile anche la valutazione dello specialista in terapia antalgica (catetere peridurale, blocco nervi periferici).
    Anche la ossigenoterapia iperbarica è utile ed efficace se l’ABI fosse intorno a 0,45 e l’ossimetria tra 20 e 40 mmHg.
    Qualora lo ritenessi opportuno contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (0544-500152). Oppure cerca il Centro iperbarico più vicino alla tua abitazione sul sito della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (www.simsi.org) – sulla destra c’è il link “centri iperbarici”.
    Tienimi aggiornato. Cordiali saluti, Pasquale Longobardi

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