1327
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

13 gen 2011

Salve, sono un medico. Vorrei porti un quesito a proposito del forame Ovale Pervio (FOP): che iter diagnostico proponi ai sub che vogliono sottoporsi a screening per il FOP? Prima di arrivare all’invasivo ecodoppler tranesofageo (TEE) li sottoporresti all’ecodoppler transcranico (TCD) ? Puoi fornirmi qualche notizia in più rispetto al test ossigeno?. Grazie! Stefano

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

2 Risposte a “Forame Ovale Pervio: la migliore procedura per la diagnosi?”

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Stefano, ti ringrazio per l’attenzione. Troverai la risposta alla tua domanda digitando PFO e/o Forame Ovale Pervio nella finestra “cerca all’interno del blog” sulla destra.

    In sintesi, in base alla ventennale esperienza e alla competenza acquisita presso il Centro iperbarico Ravenna, cerchiamo la presenza di shunt destro sinistro in qualsiasi sede possa trovarsi (cuore, polmoni, altrove). La nostra procedura è la seguente:
    1) indagini di primo livello
    - test ossigeno: due emogasanalisi eseguite durante respirazione in aria ambiente e dopo trenta minuti di respirazione in ossigeno puro ad alto flusso
    - ossimetria transcutanea con elettrodo posto nella spazio sopraclaveare sinistro (contemporaneamente al test ossigeno)
    - ecodoppler transcranico con contrasto sonografico (a riposo e durante manovra di compressione addominale / squat)

    Preferiamo eseguire più test perchè la procedura è più sensibile e specifica. In linguaggio matematico: per più punti passa una sola retta.

    Qualora i risultati siano positivi (almeno in un test), si procede alle indagini di secondo livello:
    - scintigrafia polmonare perfusionale con valutazione delle statistiche al cranio e rene (per escludere shunt destro sinistro extracardiaco)
    - ecodopplere transesofageo (subacqueo sveglio e mentre esegue manovra di compressione addominale / squat)

    Se lo shunt fosse presente e aperto (all’atto della visita) ma piccolo, siccome il problema sono le bolle e non il FOP, si consiglia al subacqueo una serie di raccomandazioni per evitare l’innesco di un numero di bolle significativo per l’aumento della probabilità di incidente da decompressione.

    Se lo shunt fosse significativo si consiglia la chiusura solo se localizzato esclusivamente a livello cardiaco. E’ inutile chiudere il FOP se ci fosse anche shunt polmonare o in altra sede (cosa che è stata rilevata in alcuni subacquei che continuavano ad avere problemi di incidente da decompressione cutanea e/o linfedema in immersione anche dopo la chiusura del FOP).

    In Ravenna è stato reclutato, formato un gruppo interdisciplinare di medici per l’esecuzione dei diversi test (Club Romagnolo Interdisciplinare Medico Iperbarico – CRIMI). Il gruppo viene costantemente (una riunione al mese) aggiornato sulle novità in medicina subacquea e sui casi clinici esaminati (due / tre ogni settimana).

    Un caro saluto, Pasquale

  2. alfano on

    sono ecocardiografista, e trovo parecchi shunt sx–>dx al livello del setto interatriale di piccola entità.trovo regolarmente una pregressa diagnosi di FOP.Bisogna far capire ai medici in generale che il FOP e’ rarissimo vederlo perchè c’è uno shunt invertito e che il DIA è un capitolo a parte da non confondere con il FOP.Ormai nelle richieste leggo
    prevalentemente riscontro di FOP o ricerca di FOP.
    grazie.

Rispondi

  • (will not be published)