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11 mag 2011

Spett.le dott.re Longobardi, sono una ragazza di 42 anni della provincia di Livorno sub (brevetto Open Water Diver) da anni con circa 80 immersioni in repertorio in ARA e in nitrox. A seguito di tre episodi referibili a  ” cute marmorata” sempre ( e per fortuna) riassorbita nel giro di 4/6 ore senza fare nulla, ho cominciata a sospettare la presenza di Forame Ovale Pervico e per questo ho eseguito il Doppler Trans Cranico all’ospedale Pasquinucci di Massa e l’esito è stato positivo. L’ esame eseguito con somministrazione endovena di Emagel 9cc e 1cc di aria, ha rivelato 15 eventi precoci in condizioni basali e 30 eventi precoci durante la manovra di Valsalva. Il reperto è compatibile con shunt destro-sinistro di media grandezza. La mia decisione è quella di andare avanti poiché non voglio rinunciare alla subacquea e non cadere in ischemia o aneurismi vari.  Chiedo gentilmente a lei tutti i consigli possibili sul caso. Distinti saluti, Ilaria

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UnoRisposta a “Incidente da decompressione cutaneo, positivo per shunt destro sinistro: che fare?”

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Ilaria, ti ringrazio per l’attenzione e la stima.
    Innanzitutto ti do alcune informazioni che spero ti aiutino a superare la paura di ischemia o aneurisma cerebrale. E’ vero che in circa la metà delle persone che soffrono di emicrania è stato riscontrato un travaso di sangue dalla parte venosa verso quella arteriosa (shunt destro sinistro o “buco”) ma è stato verificato che la chiusura dello shunt non è correlata con un sicuro miglioramento dell’emicrania. Altrettanto vale per l’ischemia cerebrale (ictus). Non esiste correlazione tra shunt destro sinistro e aneurisma. In parole più semplici: emicrania, ictus, rottura di aneurisma cerebrale – se proprio devono capitare – accadono indipendentemente dalla eventuale chiusura dello shunt destro sinistro.

    Quindi limitiamo la scelta sulla chiusura o meno del “buco” alla decisione di praticare attività subacquea.

    La competenza e l’esperienza del Centro iperbarico Ravenna consigliano vivamente un approccio globale (olistico). Consigliamo di valutare se ci siano “buchi” nelle diverse parti del corpo (cuore, polmone, addome, altrove) e non limitarsi alla ricerca della pervietà del forame ovale (PFO o FOP) nel cuore.

    Il percorso proposto in Ravenna prevede una indagine che dovresti eseguire tramite prescrizione del tuo medico curante:
    - scintigrafia polmonare perfusionale con valutazione delle statistiche al cranio e al rene. quesito: escludere la presenza di shunt destro sinistro extracardiaco.

    Altre tre indagini possono essere eseguite presso il Centro iperbarico Ravenna nella stessa giornata (mercoledì):
    - ecodoppler transcranico con contrasto sonografico. Il dott. Paolo Limoni è bravo nel rilevare e contare le bolle che arrivino in entrambe i lati (destra e sinistra) del cranio. Tu hai già effettuato il test, valuteremo se le bolle che citi (15 a riposo, 30 dopo Valsalva) siano state contate da un solo lato del cranio, in tal caso il numero andrebbe orientativamente raddoppiato.
    - test ossigeno: emogasanalisi durante respirazione in aria e ossigeno a elevato flusso (valore normale superiore a 400 millimetri di mercurio dopo respirazione in ossigeno per trenta minuti).
    - ossimetria transcutanea.

    Solo se saremo sicuri che il “buco” sia nel cuore e non altrove, sarà appropriata l’ecocardiografia transesofagea in previsione della eventuale chiusura della pervietà del forame ovale.

    Esegui la scintigrafia polmonare e concorda con Francesca Cappai, assistente alla Direzione (0544-500152), il percorso per la ricerca dello shunt ds/sn. Per te è sufficiente il test ossigeno (emogasanalisi e ossimetria transcutanea). Nella stessa giornata è prevista la mia valutazione. Insieme decideremo come procedere per il ritorno alle immersioni in sicurezza (limitazioni alle immersioni o chiusura del “buco” nel cuore). Ti aspetto, Pasquale

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