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12 mag 2011

Buongiorno dottore, sono la mamma di Federica di 15 anni. La ragazza è nata con una labiopalatoschisi ed è seguita al Bambin Gesù di Roma. Inoltre presenta dei problemi all’orecchio sinistro dove la TAC ha evidenziato la “mancata evidenza della lunga apofisi dell’incudine….lievemente meno pneumatizzate la mastoide e la rocca petrosa ma entro i limiti della norma”.

Mi hanno rassicurato sul tutto ma Le chiedo se Federica potrà fare subacquea. Tutte le volte (tre) che l’ho fatta immergere con me accusava dolori alle orecchie! Le chiedo se le componenti che la contraddistinguono (labioschisi , problemi all’orecchio) possano essere di ostacolo per il raggiungimento del suo sogno…fare la biologa marina. Grazie, Nuccia

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UnoRisposta a “Labiopalatoschisi e alterazioni congenite dell’orecchio: potrò diventare biologa marina?”

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Nuccia, ti ringrazio per l’attenzione. Il desiderio di Federica di diventare biologa marina è meraviglioso. In Ravenna c’è la sede dell’indirizzo di studi in Biologia Marina dell’Università di Bologna: seguo gli studenti e mi piace l’entusiasmo per il loro lavoro.

    Al Centro iperbarico Ravenna, per l’idoneità all’immersione, seguiamo le raccomandazione dell’European Diving Technology Committee (con il quale collabora attivamente). E’ necessario verificare quattro aspetti:
    1) capacità di indossare l’attrezzatura, essere autonomi in acqua. E’ necessario verificare che la labiopalatoschisi non comprometta la tenuta in bocca dell’erogatore per il tempo di una immersione. Federica si è già immersa quindi ritengo che eventuali problemi siano piccoli e magari correggibili con un boccaglio adeguato
    2) l’immersione non deve peggiorare la patologia. Non credo che questo accada in Federica (il danno è congenito)
    3) la patologia non deve creare problemi correlati con l’immersione. In caso di malformazione del palato potrebbe esserci una alterata funzionalità del palato e della compensazione. Spesso vi è un calo significativo (anche del 50%) dell’udito per una fibrosi. E’ necessario verificare la situazione di Federica. Serve un esame audiometrico e un esame impedenziometrico con prove di funzionalità tubarica (praticamente l’otorino, con una strumentazione elettromedicale, vede se compensando in vario modo si riesca ad aprire la tuba che collega il naso con l’orecchio medio)
    4 – assenza di rischio per la sicurezza dei compagni di immersione. Non credo ci siano problemi in tal senso.

    In definitiva dopo l’esame impedenziometrico contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (chiedi di Francesca Cappai, assistente alla Direzione sanitaria, tel. 0544-500152) e concorda l’invio del referto (email: [email protected]) o una visita per valutare l’idoneità all’immersione. Precisa con Francesca che potrebbe essere necessario anche testare la compensazione in camera iperbarica (ambiente asciutto nel quale è possibile visualizzare, con l’otoscopio, se Federica esegua tecnicamente bene la compensazione, altrimenti le verrà spiegata la tecnica corretta).

    Per i consigli che ti ho suggerito mi sono consultato con il prof. Paolo Marcolin (Napoli), docente ed esperto in Otorinolaringoiatria e attività subacquea. E’ Presidente della Associazione Otosub (www.otosub.it) della quale sono orgoglioso di essere socio fondatore.

    L’otorino con il quale collaboro attivamente è il dr. Guglielmo Arrabito che opera presso Riolo Terme (Ravenna).

    Vi aspetto o, comunque, tienimi informato. Ciao, Pasquale

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