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10 ott 2011

Salve, mi chiamo Matteo Falcioni ho 29 anni e sono di Terni. Le scrivo per dirle che il 28 ottobre 2010 ho avuto un incidente stradale con la moto al quale riportavo diverse lesioni tra cui la frattura diafisaria scomposta esposta e pluriframmentata del femore dx. Sono stato operato il 5 novembre (ho dovuto trascorrere alcuni giorni in rianimazione per essere stabilizzato a causa di un trauma all’aorta toracica) alla gamba e mi hanno messo un chiodo endomidollare con 2 viti e 2 cerchiaggi. Successivamente ho iniziato la riabilitazione che sembrava andare per il meglio anche se con la frattura del polso sx non potevo usare tutte e due le canadesi. Dopo due mesi circa di riabilitazione insorgono forti dolori alla gamba che mi costringono al riposo totale. A circa cinque mesi dall’intervento mi tolgono le viti per cercare di “dinamizzare” in quanto c’era un ritardo di consolidamento della frattura e persiste il dolore. Successivamente inizio le terapie con Campi Elettromagnetici Pulsati (C.EM.P) e sembra iniziare un lieve miglioramento che si interrompe subito quando un giorno provo a effettuare riabilitazione in acqua (forse ho caricato eccessivamente senza accorgermene). Infatti appena esco dalla piscina insorgono dolori atroci alla gamba che mi ricostringono al riposo totale. A tutt’oggi mi ritrovo con la frattura ancora non consolidata e tanto dolore constante tutto il giorno.
Cosa posso fare? Puo essere utile la camera iperbarica per consolidare la frattura anche se ormai sono passati quasi sette mesi ?
Rinraziandola anticipatamente le porgo i miei piu cordiali saluti.
Matteo Falcioni.

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3 Risposte a “incidente moto: frattura femore che non guarisce dal 2010”

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Matteo, ti ringrazio per l’attenzione e per la fiducia nel Centro iperbarico Ravenna. In estate ci hai raggiunto per sottoporti al percorso terapeutico che prevedeva l’integrazione di più terapie.
    Il tuo danno è stato grave (frattura pluriframmentaria ed esposta). Utilizzo la tua segnalazione, molto chiara, per informare altre persone affette da ritardo di consolidamento sul percorso che permetta di accelerare la guarigione.

    Innanzitutto è necessario capire bene la situazione attuale dell’osso. E’ utile una scintigrafia ossea con leucociti marcati e una radiografia recente (per valutare lo stato della riparazione della frattura); gli esami del sangue (emocromo con formula e piastrine, quadro proteico elettroforetico, VES, PCR, fibrinogeno, glicemia, creatininemia, GOT, proteine totali, sideremia, ferritinemia, transferrina, esame delle urine) che aiutano (insieme alla visita medica) a capire se il ritardo di guarigione della frattura (in termine medico “pseudoartrosi”) sia secondario all’intervento di sintesi ossea e di rimozione dei mezzi di sintesi o primario (facilitato da altri fattori di compromissione). E’ necessaria anche una valutazione fisiatrica per valutare la situazione (in Ravenna utilizziamo la teletermografia che permette di capire se il processo di riparazione è attivo e/o ci sia edema nell’osso che ritardi la riparazione).
    Quando la “diagnosi” (il quadro) della situazione diventi chiaro, sarà abbastanza facile programmare il percorso terapeutico. Il Centro iperbarico Ravenna ha acquisito competenza e abilità nella gestione dei traumi sportivi. L’approccio, poco dopo l’incidente, è: inserire nell’osso quanto meno “ferro” (mezzi di sintesi) sia possibile; evitare l’apparecchio gessato; mobilizzazione precoce con la riabilitazione in piscina; terapia fisica (tecarterapia, magnetoterapia per ridurre l’infiammazione e pedana vibrante e – talvolta – le onde d’urto per favorire la sintesi di monossido di azoto che agevola la circolazione del sangue nell’osso); ossigenoterapia iperbarica che riduce l’infiammazione, innesca la sintesi del monossido di azoto (con la formazione di nuovi vasi sanguigni nell’osso) e la calcificazione della lesione.

    I lettori del blog, affetti da ritardo di consolidamento di frattura (pseudoartrosi), per ulteriori informazioni possono contattare la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: [email protected]) e chiedere del “percorso riabilitazione” che prevede una consulenza del dr. Francesco Fontana (nostro esperto in riabilitazione dei traumi sportivi) e mia.

    Per quanto riguarda te, caro Matteo, ti ringrazio per avermi dato spunto per affrontare un argomento interessante (e difficile da guarire). Fammi sapere come stai, mi interessa. Un caro saluto, Pasquale

  2. Matteo falcioni on

    Salve Doctor!!! Sono Matteo Falcioni.
    A tutt’oggi la situazione è quella di una deambulazione anora con stampelle anche se pian piano a volte cerco di toglierle per fare alcuni passi senza e quindi in miglioramento. La frattura al femore è ancora presente e il trapianto osseo effetuato il 7 giugno scorso con nuovo intervento chirurgico (nuovo chiodo endomidollare con 2 viti) radiograficamente sta attecchendo formando callo osseo intorno alla frattura anche se dall’ultimo controllo del 21 ottobre (distanze radiografiche ogni 45gg) il processo di guarigione sembrerebbe essersi un po rallentato. Ora il prossimo controllo lo faro’ il 30 novembre nel quale si decidera’ se togliere o meno una vite. Per ora l ortopedico mi ha consigliato di cercare di camminare e caricare il piu possibile la gamba cosa che sto facendo anche perche il dolore sul punto di frattura è minimo. Persistono alla lunga pero’ indolensimenti muscolari e all’articolazione del ginocchio percio’ continuo terapia in piscina , ginnastica isometrica , elettrostimolazione e magnetoterapia.
    La VES è scesa da 90 a 60 e la PCR da 3,48 a 3.
    In attesa di nuovi controlli la saluto cordialmente e le faro’ sapere al piu presto.
    Cari saluti Matteo.

  3. Klarida Hoxha on

    Caro Matteo, siamo curiosi di sapere come stai!
    In attesa di novità ti mandiamo un caro saluto da parte di tutto lo staff del Centro iperbarico di Ravenna
    Klarida Hoxha

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