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12 mag 2012

 

orecchio

Stefano, in aprile 2012, all’emersione dopo una serie di immersioni in apnea per la pesca subacquea ha subito un calo dell’udito, vertigini e un fischio all’orecchio (acufene) con una intensità soggettiva di 4 (su una scala da 0 a 10).  Prima di immergersi aveva praticato un enorme sforzo per indossare la muta stretta (aiutato da due amici). Viene al Centro iperbarico Ravenna per la cura del fastidioso problema e viene visitato, in maniera collegiale, dal dr. Antonino Di Liberto (specialista in otorinolaringoiatria e collaboratore del Centro) e dal dr. Pasquale Longobardi (medico subacqueo). 

Le indagini evidenziavano:

  • audiometria: ipoacusia bilaterale sui 6000 e 8000 Hertz;
  • potenziali evocati uditivi (ABR): ritardo della onda V e un picco delle onde I e V nell’orecchio sinistro; 
  • esame vestibolare: nistagmo bilaterale maggiore a destra.
  • all’esame obiettivo si evidenziava un deficit posturale: extrarotazione dei piedi, ginocchio varo, contrattura del muscolo psoas sinistro (che collega la coscia alla schiena); ridotta sensibilità agli arti superiori; rigidità dei muscoli del collo

La diagnosi è di barotrauma dell’orecchio medio con danno all’orecchio interno. L’indagine posturologica (vedi sotto) ha ipotizzato che lo sforzo per indossare la muta abbia provocato una distorsione del rachide cervicale e un difetto intervertebrale minore del tratto dorsale in paziente con pregressa alterazione posturale (anterorotazione del capo e alterazione sul piano sagittale) e colonna vertebrale del collo rigida con scarsa tolleranza ai movimenti.

Verificata la buona capacità di compensazione (all’atto della visita) ed esclusa la rottura di una membrana che protegge l’orecchio interno (fistola perilabirintica), Stefano è stato trattato con ossigenoterapia iperbarica (dieci sedute a 2,5 bar per 120 minuti ciascuna, con frazione inspiratoria dell’ossigeno in maschera superiore al 90%, quotidianamente per sei giorni su sette). Durante il trattamento iperbarico l’udito è stato stimolato con stimoli semplici uditivi (dispositivo elettronico che invia segnali all’orecchio e registra il tempo di reazione necessario al subacqueo per percepire il segnale e premere un bottone; il valore è espresso in millesimi di secondo – in media un tempo di reazione normale è intorno ai 200 millesimi di secondo). E’ stata associata terapia farmacologica.

Stefano ha recuperato l’udito ma permane l’acufene seppure con andamento fluttuante. Il suo desiderio è l’eliminazione del fastidioso rumore.

Il percorso di diagnosi e cura per gli acufeni del Centro iperbarico Ravenna per Stefano si è basato sulle seguenti indagini e terapie:

  • esami del sangue di routine che, in Stefano, hanno evidenziato qualche errore alimentare: aumento dei trigliceridi (313 milligrammi per 100 ml di sangue – valore normale: minore di 200); urine acide e un pò dense (pH 5, densità 1021) e sono stati dati consigli su una corretta alimentazione (meno grassi e proteine, almeno cinque dosi al giorno di frutta e verdura) . L’ematocrito (concentrazione dei globuli rossi nel sangue) era nella norma (43,2%). 
  • Radiografia del collo: rettilineizzazione della fisiologica lordosi cervicale.
  • Risonanza magnetica con gadolinio dell’angolo ponto-cerebellare che, in Stefano, ha escluso la presenza di un tumore (neurinoma del nervo acustico e/o facciale);
  • consulenza ORL presso Centro termale (dr. Guglielmo Arrabito, Riolo Terme – Ravenna) per la valutazione della funzionalità tubarica, della capacità di compensare, l’esclusione di eventuali anomalie delle fosse nasali e le cure del caso (per esempio: insufflazioni tubariche con acqua termale salsobromoiodica). E’ stata eseguita rinofaringoscopia con fibroscopio che ha evidenziato, in Stefano, congestione della mucosa nasale (turbinati  inferiori); iperemia della mucosa faringolaringea; normale la funzionalità tubarica e l’orecchio medio.
  • consulenza posturologica (dr. Lorenzo Baldini), con particolare attenzione per eventuali deficit della testa e collo. La valutazione ha evidenziato che Stefano è affetto da lieve scoliosi lombare con postura spostata in avanti di 6,5 centimetri rispetto all’asse normale. Le ginocchia era tenute all’indietro (retroposizione), il tronco e la testa in avanti (anteroposizione). I test muscolari sul collo evidenziavano dolore articolare (che aumentava l’acufene) alla flessione forzata; alla estensione muscolare del trapezio sinistro. I test dinamici  con o senza occlusione (dell’arcata dentale) confermano lo spostamento in avanti sul piano sagittale. E’ stata eseguita manipolazione per ridurre il fastidio nei punti dolenti (terza e quarta vertebra cervicale; tra settima vertebra cervicale e prima dorsale; tra dodicesima vertebra dorsale e prima lombare). Sono stati potenziati i muscoli estensori del collo.

Grazie alla ossigenoterapia iperbarica e alla riabilitazione posturale, l’udito è tornato normale. Rimane l’acufene anche se si è ridotto notevolemente, una particolare sensibilità al rumore e alle variazioni di pressione; vertigini occasionali. Il percorso di cura prevede ulteriori indagini e terapie:

  • consulenza odontognatodontica con valutazione posturale relativa alla alterazione occlusale destra (dr.sa Lia Pappagallo)
  • consulenza ORL per eventuale Tinnitus Retraing Therapy (dr.sa Sara Zucchini, Divisione ORL Ospedale Civile di Forlì – primario: prof. Claudio Vicini; tecnico: Stefano Ciavorella)
  • TAC ad alta definizione dell’orecchio interno senza mezzo di contrasto per escludere la eventuale deiscenza del canale semicircolare superiore (DCSS ) determinata da mancanza di osso del canale superiore. La DCSS costituisce una cosiddetta “terza finestra mobile”, per la quale tutte le stimolazioni meccaniche (sonore e/o pressorie di altro genere) in grado di attivare la coclea inducono flussi endolinfatici anche all’interno del canale semicircolare superiore (CSS), generando l’insorgenza di sintomi vertiginosi e altri disturbi.

In medicina subacquea i percorsi di cura sono multidisciplinari e, spesso, complessi. La gioia è assicurare al subacqueo infortunato la migliore assistenza possibile. Per informazioni sui percorsi di diagnosi e cura erogati dal Centro iperbarico Ravenna i contatti sono: telefono 0544-500152; email: [email protected]

Pasquale

 

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