1334
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

20 lug 2012

In questi giorni al Centro Iperbarico di Ravenna è venuto a farci visita un paziente speciale: il sig. Livio  Ventrucci, famoso cantante romagnolo della celebre orchestra “Ivano Nicolucci”. Il Signor Ventrucci è molto conosciuto in Romagna e data la sua disponibilità e simpatia gli abbiamo fatto una piccola intervista sulla sua passione per la musica e per il liscio romagnolo.

Partiamo dalle sue origini: quando ha incominciato ad interessarsi alla musica?

Molto presto: 5 anni suonavo l’armonica a bocca, poi ho iniziato a studiare fisarmonica con il maestro Vittorio Borghesi. Compiuti i 15 anni il maestro mi propose di diventare il suo braccio destro e suonare con lui e la sua orchestra, purtroppo però questo sogno non si è mai realizzato a causa di un infortunio sul lavoro che mi ha fatto perdere l’utilizzo di un dito.
Amo la musica e dato che non potevo più suonare ho deciso di prendere lezioni di canto dal maestro Giovanni Pullini, ex tenore con cui ho studiato per 22 anni. Dopo la sua scomparsa ho deciso di aprire una scuola di canto e tuttora continuo a esercitarmi e studiare: nella musica non si smette mai di studiare e fare esercizio, ci vuole tanta costanza.

Molti cantanti hanno un nome d’arte, lei ne ha uno?
No, io sono conosciuto come Livio Ventrucci. In realtà ho due nomi: Emilio e Livio, fin da piccolo però mi hanno sempre chiamato Livio.

Quali furono le sue prime esperienze canore?
A 20 anni ho fatto dei tour in tutta Europa con il quartetto di Mario Placuzzi: ho girato la Norvegia, Finlandia, Germania ed Olanda. Successivamente ho avuto altre importanti proposte, tra cui anche tour mondiali, che però ho dovuto rifiutare perchè in quel periodo mio figlio era piccolo e ho deciso di rimanere in Italia con la mia famiglia. Devo dire che però ho ancora un po’ il rammarico di non essere andato in America, Giappone ed Australia.

Ivano Nicolucci fu un grande sassofonista e compositore italiano di liscio romagnolo, molto conosciuto anche perché fece parte dell’orchestra del maestro Secondo Casadei. Come lo conobbe?
Io ho fatto 25 anni di stagioni al mare, di giorno lavoravo e di sera cantavo e fu proprio durante un’estate a Cervia che negli anni ‘80 ebbi la fortuna di incontrarlo. Lui mi sentì e disse testuali parole: “ma chi è questo qui? questo deve essere il mio cantante”. Da quel momento ho fatto parte della sua orchestra, un’orchestra eccezionale composta da lui e da due violinisti rumeni bravissimi. Abbiamo suonato insieme fino al 1996 e mi creda, è stata un’esperienza eccezionale che mi ha dato tante emozioni. Tutt’ora il solo pensiero mi fa commuovere perché eravamo veramente uniti e molto apprezzati.

C’è una canzone che ha nel cuore più di tutte e che le suscita più ricordi ed emozioni?
Non ne ho una in particolare ma le mie preferite sono le canzoni melodiche, quelle napoletane ed internazionali: mi piacciono tanto Tom Jones e Sharaz Aznavour. Sa che mi ha fatto anche i complimenti? Mentre era in sala di incisione sentì una mia canzone e mi scrisse i complimenti sotto un mio video su Youtube! Il mio produttore mi chiamò e mi disse: “Livio sai che hai ricevuto i complimenti da Sharaz Aznavour?“ Io rimasi molto sorpreso perché quella infondo era solo una canzoncina, ma le canzoni suscitano dei sentimenti, delle emozioni.

Un’ultima domanda: come si è trovato al Centro Iperbarico?
Al Centro mi sono trovato molto bene, farei tante altre sedute perché sento che la terapia mi ha fatto molto bene.

Grazie Livio per la bella intervista e auguri per una pronta guarigione! 
Elisa Casadei, segreteria Centro Iperbarico Ravenna

P.S. Visto che ci siamo che ne dite se ci godiamo insieme la bellissima Granada cantata da Livio ?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “E vai col liscio! In camera iperbarica con Livio, cantante dell’orchestra Ivano Nicolucci.”

  1. Klarida on

    E’ stato un piacere averlo “accompagnato” in questo percorso come assistente in camera iperbarica. Mi ricordo molto bene che era uno di quei pazienti che non vedeva l’ ora di mettersi la maschera dell’ ossigeno e ha sempre ripetuto: mi farei altre 40 sedute!!
    In bocca al lupo Emilio, a presto

Rispondi

  • (will not be published)