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18 gen 2013

Egregio Dott.Longobardi, mi chiamo Raffaella e ho 29 anni. Nel 1990 ho scoperto di avere il morbo di Perthes. Sono stata in ospedale con la gamba in trazione; ho portato un tutore per anni, terapie ecc.

Ho sempre sentito del fastidio alla gamba: facevo la cameriera ed ero convinta che era per quello. Negli anni il dolore è aumentato. Nel 2010 feci una visita ortopedica. La diagnosi fu: “Esiti morbo di Perthes anca sinistra si richiede ecografia per tumefazione di natura da determinare in regione peritrocanterica. Dismetria 1,5 cm a sinistra. Metatarsalgia bilaterale in accentuata caduta metatarsale.”

Le chiedo un parere medico. Cordiali saluti, Raffaella

 

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3 Risposte a “Ho dolore alla gamba: avevo morbo di Perthes. Cosa faccio?”

  1. Pasquale Longobardi on

    gentile Raffaella,
    grazie per l’attenzione. E’ importante che, vista la tua giovane età, sia eliminato il dolore all’arto inferiore sinistro. Il dolore ai piedi (metatarsalgia) insieme alla dismetria immagino che provochino un disagio quando cammini e, inoltre, predispongono a danni alla colonna vertebrale.
    Il Centro iperbarico Ravenna ha notevole esperienza nella cura del morbo di Perthes.

    Per i lettori del blog che non conoscono questa patologia (malattia di Legg-Calvè-Perthes) , segnalo che si tratta di una patologia benigna con sofferenza della testa del femore, causata da vari fattori: infiammatori, traumatici, vascolari. Colpisce più i maschi che le donne, in genere tra i 5 e i 10 anni (incidenza è di 1/20.000 nati). L’esordio clinico può essere subdolo all’inizio con sintomi vaghi come dolore alla coscia con trascinamento dell’arto, specie dopo sforzo. Successivamente, nel giro di qualche settimana, il dolore si fa più costante. La zoppia da saltuaria diventa costante. Sono inoltre dolorosi i movimenti di rotazione dell’arto. La diagnosi si fa con la radiografia dell’anca e la malattia è suddivisa in quattro stadi. Il Centro iperbarico Ravenna interviene negli stadi 1 e 2. Lo scopo della terapia (ossigenoterapia iperbarica, tutori per scaricare l’arto, riabilitazione) serve per facilitare la ricostruzione sferica normale della testa del femore centrandola sull’acetabolo (la cavità dell’anca che contiene la testa del femore). Negli stadi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico allo scopo di limitare l’immobilizzazione, evitare la tendenza alla lussazione del femore, centrare la testa del femore nell’acetabolo e alleviare il dolore.

    Tu (Raffaella), avendo 29 anni, hai superato la fase acuta della malattia. E’ necessario valutare una radiografia del bacino per vedere la situazione attuale dell’anca ma è già chiaro che l’arto sinistro è più corto del destro. Questo altera l’appoggio sui piedi che, difatti, urlano per il dolore (metatarsalgia). Qualora l’urlo dei piedi non fosse ascoltato, la schiena comincerebbe a lamentarsi con fastidio e dolore.

    Il Centro iperbarico Ravenna offre un percorso riabilitativo che garantisce un risultato ottimale nella risoluzione del dolore. E’ prevista la valutazione del dr. Francesco Fontana, esperto in medicina riabilitativa che concorda – con la persona sofferente – un percorso di cura ottimale.

    Per Raffaella sarà certamente necessaria la valutazione della postura in posizione di riposo e mentre cammina; l’applicazione o il controllo della efficacia delle ortesi ortopediche nelle scarpe (plantari) per correggere la dismetria; la massofisioterapia e/o la riabilitazione in acqua per scaricare la tensione accumulata dai muscoli; l’ossigenoterapia iperbarica se fosse presente liquido (edema) nella testa del femore.

    Per informazione e appuntamento, contatta il Centro iperbarico Ravenna: tel. 0544-500152, email: [email protected]

    Ti aspetto, sono certo che ti sarà utile. Ciao, Pasquale Longobardi

  2. alberto on

    Buonasera a dottori..mi chiamo alberto all etá di 6 anni mi è stato diagnosticato il morbo di perthes che duró 4 anni con l’utilizzo della staffa di thommas,a la fine della malattia mi ritrovai con una scogliosi e con la gamba destra piu fine..mi venne prescritto un plantare di un cm che smisi di usare l’anno scorso poiche a ordine del dottore che mi diagnosticò la malattia non ho una gamba piu corta dell’altra,ora ho 23 anni ,la testa del femore e l’articolazione della gamba a parere di vari ortopedici è perfetta ma ho continuamente dolori al femore a la caviglia e al ginocchio e una stanchezza delle gambe continua,ora faccio il cuoco e vedendomi cosi stanco mi sono fatto ridurre le ore di lavoro ma non e cambiato niente,vi prego datemi qualche consiglio non so più come fare

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