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22 gen 2013

Salve Dott. Longobardi,

Le scrivo per conto di mia moglie, BASONI ANGELA TERESA, che ha avuto l’opportunità di sperimentare il Centro iperbarico Ravenna e la elevatissima professionalità di tutto il personale e, in particolare, della cara caposala, Patrizia Baroni.

Le scrivo per avere un conforto informativo relativamente alla erogabilità della terapia iperbarica da parte del Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.)

Il Consiglio Superiore della Sanità (CSS), quasi vent’anni fa, ha protocollato patologie e numero di sedute convenzionabili.

Ora, dalla lettura del protocollo, al sottoscritto sembra che il limite di numero di sedute sia riferito al periodo massimo di sperimentazione protocollata, utile e sufficiente a valutare l’efficacia della terapia iperbarica in riferimento alla patologia osservata.

Se è questa la ratio della regolamentazione dell’utilizzo della terapia iperbarica allora non si comprendono i limiti che vengono frapposti alla cura dell’ulcera che affligge da oltre dieci anni mia moglie e che discende da una probabilissima (ormai praticamente certa) insufficienza circolatoria periferica che produce NECROSI DEI TESSUTI CON CONSEGUENTE INFEZIONE DELLA ZONA INTERESSATA (immediatamente sopra la caviglia) e espansione della necrosi con allargamento progressivo della ferita.

La situazione all’epoca dell’ingresso al Centro iperbarico Ravenna è perfettamente nota al vostro personale sanitario.

Se la lettura che il sottoscritto da alla regolamentazione della terapia iperbarica fornita dal CSS è corretta, mia moglie deve continuare la terapia iperbarica in presenza di questi requisiti: 1) ASSENZA DI ALTERNATIVA TERAPEUTICA; 2) EFFICACIA DELLA TERAPIA IPERBARICA; 3) LIMITI REDDITUALI.

Nel frattempo la situazione sta riprecipitando dopo essere giunti ad un livello di regressione dell’ulcera che poteva essere completato se solo avesse potuto continuare la terapia iperbarica per uno o due cicli ancora.

Io la strada da seguire ce l’ho già presente: è tortuosa, insidiosa e soprattutto mi costringerà ad assumere una condotta irreversibile dal momento che dovrò esporre determinate circostanze relative all’ultima esperienza nella nostra città di residenza (in Puglia).

Vorrei solo un conforto che, insieme alla determinazione che ho raggiunto, mi aiuti a cominciare il percorso inevitabilmente giudiziario.

Grazie Dottore e cordiali saluti (speravo di conoscerla personalmente ma le nostre cure in Ravenna hanno coinciso con le sue ferie).

Nicola Memeo

p.s.: un caro saluto a tutto il personale del Centro anche dalla piccola Eva (mia figlia) che per 15 giorni ha scorazzato nel Centro.

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5 Risposte a “Ossigeno iperbarico nella vasculite: lo Stato paga la cura?”

  1. Pasquale Longobardi on

    gentile avvocato Nicola, grazie per l’attenzione e la gradita stima. Sono molto orgoglioso che, in mia assenza, il personale sanitario del Centro iperbarico Ravenna sia stato utile a sua moglie. Mi dispiace che, attualmente, la signora Angela Teresa sia soffrendo per un peggioramento della ferita.

    Patrizia Baroni, caposala del Centro iperbarico Ravenna, consiglia alla signora Angela Teresa di utilizzare le medicazioni che le sono state utili:
    - Bionect Start (della Fidia – contenente acido Ialuronico sale sodico 0,2%, collagenasi, paraffina liquida leggera e vaselina bianca), oppure
    - Holoil (della Ri. Mos. – contiene due principi attivi naturali: Azadiractina e Iperforina. Ha proprietà antinfiammatoria, antimicrobica, antiedemigena, lenitiva, favorisce l’ambiente umido, controlla la qualità e la quantità dell’essudato sulla superficie della ferita, favorisce la granulazione e la riepitelizzazione della lesione)
    - bendaggio medicato all’ossido di zinco (terapia compressiva leggera). E’ terapia importante da associare a una delle precedenti.

    Il costo della ossigenoterapia iperbarica presso il Centro iperbarico Ravenna è a carico del Servizio Sanitario Nazionale fin quando sarà ritenuta appropriata per il miglioramento dell’ulcera (la decisione sul numero delle sedute di terapia iperbarica è demandata ai medici del Centro iperbarico, con verifica periodica sulla appropriatezza delle prescrizioni da parte della Ausl Ravenna).

    Il Servizio Sanitario Regionale varia da Regione a Regione e spesso, all’interno della stessa Regione, da un’Azienda sanitaria all’altra. Non conosco come funziona il Servizio Sanitario in Puglia e, in particolare, nella città dove vivete.

    La signora Angela Teresa è affetta da vasculite. Per il bene della signora, è bene precisare che – prima della ossigenoterapia iperbarica – è importante definire bene la diagnosi precisa del tipo di vasculite.

    Per “vasculite” si intende un processo infiammatorio che interessa i vasi sanguigni di diverso calibro e in varie sedi che conduce ad alterazioni del flusso ematico e a danno dell’integrità del vaso. La definizione esatta (Sergent) è “infiammazione e necrosi dei vasi istologicamente dimostrabile, in associazione con sindromi cliniche in cui le manifestazioni dominanti possono essere giustificate dalla infiammazione vascolare”. Le vasculiti possono essere primitive (cioè limitate all’ulcera della pelle) o secondarie ad altre malattie. Pertanto è essenziale definire prima la diagnosi precisa. Solo dopo sarà possibile individuare la terapia efficace.

    I fattori che maggiormente influenzano la prognosi (possibilità di miglioramento e conquista della autonomia) del paziente vasculitico sono:
    a) creatininemia : inferiore a 1.58 mg/dl ;
    b) proteinuria : inferiore a 1 grammo al giorno;
    c) assenza di grave coinvolgimento del tratto gastroenterico: infarto intestinale, ad es. ;
    d) assenza di cardiomiopatia ;
    e) sistema nervoso centrale nella norma.

    A ognuno di questi 5 fattori, viene assegnato un punto. Per predire il rischio di mortalità a cinque anni, vengono definiti tre classi di punteggio:
    classe 0 (fattore prognostico tutti assenti o normali);
    classe 1 (è presente un fattore prognostico alterato);
    classe 2 (sono presenti 2 o più fattori prognostici alterati).

    I farmaci più utilizzati sono il cortisone, gli immunosoppressori, i farmaci biologici.

    La classe 0 è caratterizzata da prognosi favorevole e può giustificare il ricorso ai soli steroidi (cortisone) senza ricorrere al farmaco immunosoppressore. Il riscontro di classe 1 (o, a maggior ragione, di classe 2) impone senza indugio il ricorso alla consulenza del reumatologo per la eventuale prescrizione dei farmaci imunosoppressori.

    Nella terapia delle vasculiti si utilizza molto il cortisone. Questo è certamente indicato (gold standard) nel caso della Malattia di Horton e dell’Arterite giganto-cellulare.

    Nelle ulcere da vasculite crioglobulinemia, l’impiego del cortisone è controversa per i possibili effetti “negativi” di questo farmaco sulla replicazione del virus. Quindi la terapia deve essere diversa.

    Nel caso della panarterite nodosa correlata con l’epatite B e della crioglobulinemia mista essenziale correlata con la epatite C si utilizza, con risultati buoni, l’interferone-pegilato associato alla plasmaferesi. Nei pazienti affetti da patologie virali (come l’epatite), l’utilizzo di immunosoppressori è altamente rischioso.

    Gli immunosoppressori sono invece indicati in altre forme di vasculite. La granulomatosi di Wegener interessa il sistema respiratorio e frequentemente i reni. Insieme alla poliangioite microscopica e alla sindrome di Churg-Strauss, rientra nel gruppo delle vasculiti ANCA-associate, cioè di quelle vasculiti caratterizzate dalla presenza in circolo degli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA). Fino agli anni ’70 la sopravvivenza media dei pazienti affetti da Granulomatosi di Wegener era di circa 5 mesi. Con l’avvento della ciclofosfamide (un farmaco immunosoppressore), invece, la percentuale di sopravvivenza a 10 anni è del 75%.

    I farmaci biologici (molto costosi, come l’Etanercept ) sono utilizzati in caso di fallimento delle altre terapie (cortisone, immunosoppressori e altro).

    Quanto sopra per ribadire l’importanza di una diagnosi accurata che permetta di individuare la giusta terapia farmacologia, alla quale associare le medicazioni che ho indicato sopra e la ossigenoterapia iperbarica.

    Il Centro Cura Ferite Difficili del Centro iperbarico Ravenna indirizza i pazienti affetti da vasculite al dr. Paolo De Angelis, reumatologo presso l’Ospedale di Lugo (Ausl Ravenna). Inoltre è attiva la collaborazione con il dr. Carlo Salvarani presso l’Arcispedale S. M. Nuova di Reggio Emilia e con l’Ambulatorio Lesioni Cutanee da Vasculiti presso il Policlinico Umberto I di Roma gestito dalla infermiera Maria Luisa Veneziano.

    Per ogni chiarimento e informazione mi contatti volentieri presso il Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: [email protected])

    Cordiali saluti alla signora Angela Teresa e a lei. Pasquale Longobardi

  2. Nicola Memeo on

    Caro Dott. Longobardi, La ringrazio infinitamente per l’attenzione prestata. Lei è una persona straordinaria ed è quindi logico che il Centro da Lei diretto funzioni in modo perfetto giacchè tutti i Suoi Collaboratori sono davvero speciali: a tal proposito volevo sottolineare (nel messaggio precedente mi era colpevolmente sfuggito…) oltre alla notevolissima competenza, l’educazione, la dignità, la modestia del Dott. Giuliano Benini: un uomo straordinario ed esemplare.

    Caro Dottore, la Sua risposta è preziosissima e, ancor di più, mi stimola a tutelare il diritto più prezioso che abbiamo, costituzionalmente garantito, che spesso viene messo sotto i piedi da individui turpi, meschini, viscidi, insensibili, indecorosi, che nulla dovrebbero avere a che fare con la Medicina e che purtroppo sempre più frequentemente si incrociano nella vita, solo per necessità.
    E questi malfattori si nutrono di questa necessità e, laddove ed appena possono, speculano senza pietà, senza remore, senza scrupoli sulle sciagure altrui, anche adottando un malcelato metodo mafioso, supportato da un eccesso di potere consentito dall’inerzia e dalla disattenzione e, in taluni casi anche dalla connivenza, degli organi di controllo superiori gerarchicamente.
    Ciò che più mi preme è ESTIRPARE ed ESSICCARE questa erbaccia con tutte le mie forze, fosse anche l’ultima cosa che farò.

    Se mi autorizza, Le trasmetto le ultime consulenze vascolari di mia moglie e le ultime foto della ferita, così anche la cara Patrizia potrà darne visione.
    Del resto, La terrò informato, naturalmente.
    Un abbraccio forte.

  3. Pasquale Longobardi on

    caro avvocato Nicola, grazie per i graditi complimenti al dr. Giuliano Benini, alla caposala Patrizia Baroni e – in generale – allo staff del Centro iperbarico Ravenna.
    Comprendo la sua collera verso i sorprusi ai danni di persone indifese e malate. La sua conoscenza della Dottrina legale Le permette di vedere meglio di altri ciò che non funziona o funziona in maniera criminale.

    Per quanto riguarda Sua moglie, sarà un piacere ricevere informazioni (foto, referti) nell’auspicio di esserVi utili per facilitare la guarigione. Invii la documentazione all’email [email protected] e [email protected]; fax 0544-500148 (telefono 0544-500152).

    La saluto cordialmente, Pasquale

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