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21 mag 2013

Egr. dott. Longobardi,
Le sottopongo la problematica che affligge mia madre e la mia famiglia da ormai 5 anni:
mia madre soffre di arteriopatia da 15 anni, è cardiopatica, è una paziente “coagulata” (coumadin) ed ha subito numerosi interventi tra cui 1 by-pass femoro-femorale ed uno femorale alla gamba sinistra (successivamente alla comparsa dell’ulcera sul tallone), innesti cutanei (falliti), iperbarica, nonché vari interventi di “pulizia” della ferita, .

Attualmente, tramite l’ADI territoriale, viene sottoposta a medicazioni con varie tipologie di medicazioni specifiche ma, ad oggi, non ha avuto risultati soddisfacenti: la ferita produce essudato, liquido trasparente che, a contatto con le garze della medicazione, bagnano letteralmente la caviglia ed il piede, eccentuando il dolore e contrastando la guarigione dell’ulcera.
All’esame doppler, la circolazione risulta scarsa ma presente.
Lei è allo stremo delle forze e qui in Abruzzo, nessuno ha idea di come procedere con il trattamento di questa patologia.

Chiedo, cortesemente, a Lei ed al Suo staff un parere professionale ed eventuali consigli sulla possibilità di risolvere il problema o su come alleviare, se possibile, le sue sofferenze.

Ringrazio per la cortese attenzione ed augurando buon lavoro,
porgo i più cordiali saluti.
Giovanni Smigliani.

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UnoRisposta a “Ulcera arteriosa a tallone e caviglia sinistra”

  1. Nedjoua Belkacem on

    Caro Giovanni,
    La ringrazio per l’ attenzione che dimostra per il nostro blog e mi dispiace per le sofferenze che affliggono voi e vostra madre.

    Davanti ad una ferita che non guarisce per un lungo periodo, come quella che affligge sua madre, è necessario ricercare il fattore generale o locale che ne ostacola o ritarda l’avvenimento. L’istinto dei tessuti e dell’organismo è comunque quello di evolvere verso il processo ripartivo.

    Numerosi fattori generali e locali influenzano la guarigione delle ferite come lo scarso stato nutrizionale, lo stato debole delle nostre difese contro le aggressioni esterne, la presenza di disturbi del metabolismo come il diabete, la situazione psico-sociale del paziente, l’alterazione della circolazione all’interno delle arterie o vene. Ma la singola e più importante causa di ritardo è sicuramente l’infezione della ferita o l’infezione dell’osso sottostante, chiamata osteomielite.

    Quindi nel caso di sua madre bisogna valutare:
    - le sue condizioni generali con esami che ricercano carenze nutrizionali
    - l’importanza e la stabilità della sua cardiopatia (visita cardiologica – elettrocardiogramma e ecocardiogramma)
    - Rivalutare lo stato della circolazione arteriosa dopo l’intervento di ricanalizzazione (By-pass femoro-femorale dell’arto sinistro) che lei riferisce scarsa con un recente ecodoppler arterioso e venoso
    - Ricercare l’infezione della ferita (osservandone l’aspetto) o dell’osso sottostante (con radiografia della gamba, risonanza magnetica e/o scintigrafia con leucociti marcati). Sottolineo particolarmente quest’ultimo fattore che considero altamente probabile visto il fallimento degli innesti ripetuti. Se venisse confermata questa ipotesi, verrebbe data la priorità al trattamento dell’osteomielite cronica e diventerebbe necessario eseguire una visita ortopedica per valutare l’opportunità di fare un trattamento chirurgico per

    Il trattamento diventa efficace solamente dopo aver curato e eliminato tutti fattori sopra citati che compromettono la cicatrizzazione della ferita.

    A questo punto vi consiglio di realizzare medicazioni avanzate adeguate e supportate dall’ossigenoterapia iperbarica (per un minimo di 3-4 settimane) per aiutare ed accelerare la guarigione della ferita e/o in preparazione all’innesto.

    Se su mamma è interessata a percorre questa strada con noi può contattare la nostra segreteria al numero 0544 500152 per prendere un appuntamento e la visiteremo insieme alla documentazione descritta sopra.

    Rimaniamo a disposizione per ogni dubbio o perplessità.
    Un saluto cordiale,
    Dr.ssa Belkacem Nedjoua

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