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23 mag 2013

Buongiorno,
vi scrivo per mia nonna che da un anno e mezzo ha cominciato ad avere delle piccole ulcere venose alla gamba sinistra. Con il passare del tempo dalla forma di moneta che avevano sono passate a prendere l’intero gambale, ovvero dalla caviglia a sotto il ginocchio.
Ha provato diverse terapie con vari tipi di medicazione e, per di più, ha contratto anche un batterio che è lo pseudomonas aeureginosa. Non ce la fa più e oltre ai costi da sostenere vediamo che invece di migliore peggiora sempre.
Questa ferita espelle liquido in continuazione di colore verdastro.
Lei soffre di una linfagite che sale e le porta ad avere questo gonfiore che non le permette di coricarsi e quindi di scaricare gli arti.

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UnoRisposta a “Ulcere venose alla gamba sinistra: mia nonna non ce la fa più, aiutateci”

  1. Klarida Hoxha on

    Buongiorno Ludovica,
    grazie per averci scritto e mi dispiace per la situazione in cui si trova la sua nonna.

    Per capire se realmente si tratta di ulcere venose bisognerebbe fare un ecocolordoppler artero-venoso ed eseguire un indice ABI (Ankle Brachial Index) che indica quanto sangue arriva alla gamba rispetto al braccio. Inoltre la nonna ha bisogno di una valutazione completa di tutte le sue patologie, infatti molto spesso l’ulcera è una manifestazione di uno squilibrio dell’organismo dovuto allo scompenso delle malattie di base.

    Come ci ha raccontato, l’ulcera è insorta a forma di moneta e anche questo particolare potrebbe essere importante per classificarla. La persistenza dell’ulcera ha poi portato a inevitabile infezione: il liquido verdastro che esce dalla ferita è tipico dell’infezione da Pseudomonas, così come è classico anche l’odore. L’infezione ha poi causato la linfangite e ciò non aiuta la circolazione e i drenaggi dei liquidi, per questo le gambe rimangono gonfie.

    Al Centro iperbarico Ravenna abbiamo diversi percorsi terapeutici, uno dei quali proprio per l’ulcera vascolare infetta: i nostri medici valutano la persona e “correggono’’ le patologie di base migliorando lo stato di salute. Nel caso della sua nonna è probabile che richiedano la consulenza all’ infettivologo.

    Per quanto riguarda la cura della ferita, prima di medicarla è opportuno valutare se si può eseguire una pulizia strumentale tramite una macchina a ultrasuoni che aiuta a togliere le parti infette ed elimina il tessuto necrotico. Questo trattamento deve essere associato a una terapia antibiotica adeguata, inoltre è utile anche fare un ciclo di terapia iperbarica che riduce la quantità di microbi e migliora l’infiammazione e il dolore.

    Se si conferma la presenza di ulcera venosa, la nonna necessita anche di bendaggio elastocompressivo. Al Centro Iperbarico eseguiamo medicazioni con bende medicate alla cumarina per sgonfiare la gamba e pulire la ferita. Dato che la nonna non riesce a stare con le gambe in alto, si può applicare anche una benda elastica (lunga estensibilità) per comprimere e aiutare la circolazione.

    Se vuole prenotare una visita qui da noi può contattare la segreteria del Centro al numero 0544-500152 o all’indirizzo email email: [email protected]. Il costo della maggior parte delle prestazioni (anche della terapia iperbarica) è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

    Nel frattempo, le suggerisco di lavare la ferita con soluzione fisiologica o – meglio – Ringer lattato con aggiunto l’estratto di semi di pompelmo: è ottimo per combattere le infezioni da Pseudomonas Aeruginosa.

    Sperando di esservi stata utile, vi mando un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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