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05 giu 2013

Buongiorno,
mio papà ha una ferita molto estesa alla gamba partita da una safenoctomia per un triplice by pass. La ferita chirurgica si è aperta  e si è infettata, dopo unpercorso ad ostacoli raggiungiamo finalmente i medici del reparto di chirurgia vasolare di Imperia che hanno aperto l’arteria per far arrivare piu sangue, asportato l’escara e pulito a fondo la ferita. Sta assumendo antibiotici da circa 2 mesi e mezzo, viene medicato 3- 4 volte a settimana e lentamente sta ricostruendo i tessuti. La lesione è molto estesa dal malleolo a meta tibia. Vi chiedo gentilmente se potete aiutarmi e consigliarmi sulla strada da percorrere e dove poterci rivolgere per un consulto specialistico. Vi ringrazio della Vs risposta e Vi saluto cordialmente

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UnoRisposta a “Ferita di II Intenzione da safenoctomia per triplice bypass”

  1. Klarida Hoxha on

    Carissima Margherita,
    grazie per averci scritto. Cercherò di rispondere alla sua domanda nel modo più completo possibile.

    La ferita chirurgica si è riaperta (deiscenza di ferita) perché non vi arrivava più il sangue, infatti i chirurghi vascolari hanno dovuto intervenire per la riapertura dell’arteria. La situazione non è facile considerando che il sistema circolatorio, sia venoso che arterioso, è compromesso e la dimensione dell’ulcera è notevole. Anche se l’approccio utilizzato è quello giusto, sarebbe opportuno cercare di ridurre il più possibile i tempi di guarigione, sia per alleviare le sofferenze del papà, sia per voi che lo seguite.

    Il percorso che adottiamo al Centro iperbarico di Ravenna per ridurre i tempi di guarigione anche nelle deiscenze delle ferite chirurgiche prevede innanzitutto un innesto: si preleva un sottile velo di pelle dalla coscia e si pone sul letto della ferita. Poi si associa l’utilizzo di una macchina chiamata Terapia a Pressione Negativa (TPN): sulla ferita si mette una schiuma o una medicazione e si copre con una pellicola trasparente in modo da non fare passare l’aria, a questo punto si inserisce un tubicino che esce dalla medicazione e viene collegato a un piccolo dispositivo che funziona da pompa. Aspirando in continuazione si crea la pressione negativa che mette la ferita ‘’sotto vuoto’’ permettendo così di assorbire il liquido in eccesso che fuoriesce dalla ferita e di aiutare l’innesto ad aderire meglio, accellerando così la guarigione (favorisce il tessuto di granulazione).

    null

    Insieme all’utilizzo della TPN il nostro protocollo terapeutico prevede anche un ciclo di 20 sedute di Ossigeno Terapia Iperbarica di frequenza quotidiana (se ne possono fare anche 2 al giorno per accelerare i tempi). In questo modo le due terapie (TPN e ossigenoterapia) lavorano in modo sinergico, ovvero lavorano insieme per produrre un risultato che singolarmente non si può ottenere.

    Ovviamente il percorso indicato è quello standard e viene adattato a seconda della situazione e delle necessità del paziente che vengono valutate nella prima visita in cui si raccolgono tutti i dati necessari sulle sue condizioni.

    Inoltre non so che tipo di antibiotici sta facendo il papà, ma dopo due mesi e mezzo sarebbe bene fare anche una consulenza infettivologica per capire se è il caso di smettere o cambiare il tipo di farmaco.

    Spero che i miei consigli possano esserle d’aiuto.

    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

    Se volete prenotare una visita presso il nostro Centro potete chiamare allo 0544/500152 o mandare una e-mail a [email protected]

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