1327
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

12 giu 2013

Per una claudicatio intermittens giova il trattamento iperbarico?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “Difficoltà di deambulazione e terapia iperbarica”

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Walter,
    la ringrazio per l’attenzione che ha riservato al nostro blog e per la fiducia che ci dimostra. Spero di poterla aiutare a risolvere il problema che l’affligge.
    Con il termine Claudicatio Intermittens definiamo una difficoltà a camminare caratterizzata da importante dolore alla gamba colpita che diminuisce e scompare con il riposo: questo è segno di un alterato flusso del sangue arterioso (cioè il sangue che dal cuore porta ossigeno e nutrimenti alla periferia). La causa principale di questo sintomo è l’aterosclerosi cioè la formazione di placche di colesterolo che diminuiscono il flusso del sangue e che portano una scarsa irrorazione sanguigna ai muscoli della gamba.
    La gravità del disturbo si misura in base ai metri che la persona riesce a percorrere prima che si presenti il dolore: minore è la distanza percorsa, peggiore è l’irrorazione vascolare.
    I Fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di tale sintomo e che quindi andrebbero tenuti sotto controllo sono: l’obesità ,il fumo, l’ ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia.
    Per questo tipo di problemi al Centro Iperbarico di Ravenna effettuiamo esami diagnostici che ci aiutano a stabilire dei percorsi di cura personalizzati:
    a) Eco color-Doppler, che permette di apprezzare i flussi e la presenza di placche aterosclerotiche.
    b) Misurazione dell’ Indice caviglia/braccio (ABI): con un manicotto per la misurazione della PA si rilevano i valori pressori al braccio ed alla caviglia. Normalmente la Pressione a livello degli arti inferiori è leggermente superiore a quella degli arti superiori (valori attorno ai 10-20 mmHg). Quindi con un semplice rapporto poniamo in relazione le 2 pressioni ottenute:
    - valori normali: ABI ≥ 1;
    - pz al II stadio di Lériche presentano valori tra 0,8 e 0,5;
    - pz al III-IV stadio: ABI ≤ 0,5.
    - un ABI < 0,3 è considerato un segnale di malattia molto avanzata.
    Con un ABI maggiore di 0,45 la camera iperbarica risulta utile al miglioramento della vascolarizzazione periferica.

    Un altro dato utile è la TcpO2 cioè la misurazione dell’ossigenazione periferica dei tessuti attraverso una sonda che si pone sulla cute: se la TcpO2 risulta con valori tra i 20 e i 40 è indicata la terapia iperbarica, mentre valori inferiori ai 20 indicano una scarsa ossigenazione per un ridotto flusso di sangue.

    A seconda dei dati ottenuti da questi studi il paziente seguirà percorsi personalizzati e specificatamente indicati a risolvere la patologia che sta alla base del sintomo.

    In ogni caso è di PRIMARIA IMPORTANZA un consulto e la collaborazione con il CHIRURGO VASCOLARE per valutare se sia opportuno o meno un intervento per liberare i vasi dall’ostruzione o per creare una via alternativa al sangue. In associazione ad un eventuale intervento chirurgico la camera iperbarica è utile a consolidare gli effetti benefici dell’operazione e alla formazione di nuovi circoli sanguigni collaterali (neoangiogenesi).
    Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti e nel caso volesse intraprendere con noi un percorso diagnostico e terapeutico può contattarci attraverso la mail: [email protected] o telefonicamente allo 0544-500152.

    Cordiali Saluti
    Dottoressa Claudia Rastelli

Rispondi

  • (will not be published)