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06 ago 2013

PiedeAurora ha 40 anni ed è affetta da una grave patologia autoimmune, una malattia di cui non si conosce la causa ma in cui l’organismo ha deciso di combattere se stesso. Circa due mesi fa è arrivata al Centro Iperbarico con una brutta ferita all’alluce che si era aperta spontaneamente da molti mesi e nonostante i tanti tentativi di cure non riusciva a guarire.

Ormai il dito di Aurora era diventato nero per necrosi e lei, presa dallo sconforto, aveva deciso di non guardarlo più. Una medicazione e il calzino tenevano il dito nascosto ai suoi occhi durante il giorno, ma il dolore continuava a non farla dormire la notte.

Quando è arrivata al Centro Iperbarico Aurora era scoraggiata, demoralizzata ed emotivamente a terra. La prima cosa che abbiamo fatto per farle ritrovare la fiducia è stata farle passare il dolore grazie ad una giusta terapia con farmaci di ultima generazione prescritti dai nostri analgesisti dopo aver valutato attentamente le sue condizioni. Eliminare il dolore in fretta è importantissimo per ridare almeno la serenità a chi soffre di queste ulcere così dolorose: quando le persone possono tornare a dormire serenamente iniziano a sentirsi meglio, tornano ad avere speranza e il loro atteggiamento pian piano cambia. A questo punto sono pronte per guarire.

Una volta eliminato il dolore il personale medico ha lavorato sulla cura della patologia e quello infermieristico sulle medicazioni. Aurora ha fatto 20 sedute di terapia iperbarica, utile per stimolare il microcircolo e per migliorare le molte patologie di cui era affetta, tra cui anche il morbo di Renault. Come per tutte le persone con ulcere vasculitiche anche per lei abbiamo poi utilizzato medicazioni inerti, ovvero che non agiscono sulla lesione ma aspettano i tempi di guarigione della ferita.

Le ulcere vasculitiche infatti non vanno gestite come una qualsiasi ferita perché sono autoimmuni: non è possibile determinarne la causa ma per la loro guarigione sono molto importanti l’atteggiamento mentale e il morale alto. Per questo al Centro Iperbarico tutto lo staff e soprattutto le infermiere si impegnano per far sentire i pazienti a casa, coccolati e per dar loro serenità: entrare nella loro “bolla mentale” è il modo giusto per aiutarli a guarire velocemente.

Dopo due mesi con noi al Centro Iperbarico, ieri Aurora ha avuto il coraggio di sbirciare il dito dopo la medicazione: “Ma è tutto rosa!” ha esclamato, poi è scoppiata a piangere ed è  scappata via per l’emozione e la felicità. Ormai erano sei mesi che non lo guardava senza la benda e da ancora più tempo non lo vedeva di quel colore.

Ora Aurora sta continuando le medicazioni ma è in procinto di essere dimessa. E’ molto felice e finalmente può guardare il suo piede e sorridere di gioia.

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