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07 nov 2013

Gent.le Dott.,
sono una donna di 51 anni e da circa 6- 7 mesi ho dolore all’inguine e alle anche (maggiormente lato dx).

Il Referto del RX del bacino e anche è: non si apprezzano lesioni scheletriche traumatiche o a focolaio. Iniziale sclerosi subcondrale del tetto acetabolare bilateralmente; conservate in ampiezza le rime articolari.

Referto RM Bacino: si apprezza alterato segnale con disomogenea ipointensità in T1 e iperintensità in STIR che interessa la testa e il collo del femore dx prevalentemente sul versante esterno; il quadro è compatibile con edema dell’osso spongioso su base algodistrofica. In corrispondenza della testa del femore sx è presente una piccola formazione con diametro di circa 13 mmn.a margini netti e sclerotici, a carattere benigno. Una piccola lesione sottocentrica a carattere benigno nella regione sopraacetabolare dx.

La diagnosi di uno  specialista è stata: algo distrofia anca dx-.Trattamento CEMP per 50 gg. , Clody 100 per 2 mesi e laser terapia.  

Secondo un altro specialista invece: borsite trocanterica prevalente a dx in lieve displasia.- Infliltrazione di cortisone- massoterapia/tecarterapia /laser.

Io continuo ad avere dolore e un osteopata conosciuto in vacanza mi ha consigliato l’ossigenoterapia iperbarica. La terapia iperbarica può risolvere  il mio problema e i dolori che ho? Grazie per la sua risposta. 

 

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UnoRisposta a “Edema dell’osso spongioso: l’iperbarica può servire?”

  1. Nedjoua Belckacem on

    Gentile Maria,
    la ringrazio per il suo interesse al nostro blog. Proverò a spiegarle la differenza tra l’algodistrofia e l’osteonecrosi (o necrosi ossea asettica) alla testa del femore in maniera chiara e utile.

    L’algodistrofia della testa del femore si presenta con un edema transitorio conosciuto anche come osteoporosi transitoria della testa del femore. La malattia è indistinguibile da una osteonecrosi in fase iniziale e sembra sorgere improvvisamente, infatti i fattori che la causano sono ignoti. Provoca dolore acuto e inabilità all’anca senza una causa apparente e persistente anche a riposo, con una durata compresa tra i 2 e i 12 mesi.

    L’osteonecrosi invece è la morte di un frammento di tessuto osseo dovuta a un’interruzione della circolazione sanguigna. Questo da luogo a un infarto dell’osso: le trabecole ossee del tessuto morto non si rinnovano più e finiscono per cedere.

    In poche parole, l’agodistrofia è un ischemia dell’osso (mancanza di afflusso di sangue) transitoria mentre la necrosi e un ischemia che evolve verso la morte dell’osso.
    Mentre nell’edema transitorio il tessuto osseo superstite riesce comunque a garantire una restituzione del tessuto osseo e a riacquisire le caratteristiche meccaniche e biologiche dell’osso sano, nella necrosi questo non avviene ed il tessuto muore progressivamente con l’evolvere della patologia.

    Studi recenti hanno evidenziato che le cellule staminali mesenchimali contenute in piccola parte nella testa del femore mostrerebbero forti indizi del sorgere delle due malattia mostrando attività e vitalità alterata fin dai primissimi stadi.

    l’ossigenoterapia iperbarica può dare buoni risultati in ambedue le malattie se praticata assieme a una fisioterapia adeguata, magnetoterapia e alla terapia farmacologica che attiva il metabolismo necessario per la riparazione del tessuto osseo. Inoltre è necessario che il paziente cammini per alcuni mesi con il bastone in modo da scaricare dal peso l’arto colpito.

    L’ossigenoterapia iperbarica aumenta la frazione di ossigeno disciolta nel plasma (sangue) e ne permette così la diffusione ai tessuti in modo più rapido e più intenso. Di conseguenza attraverso l’ossigenazione del tessuto osseo sofferente, l’ossigeno iperbarico permette la formazione di nuovi vasi sanguigni irroranti quest’ultimo e va a stimolare le cellule responsabili della formazione di tessuto osseo nuovo (comprese le sovracitate cellule staminali mesenchimali).
    L’ossigenoterapia iperbarica è molto utile e spesso risolutiva nella fase in cui l’osso conserva ancora la sua forma integra. E’ una terapia non invasiva: si tratta di inalare dell’ossigeno puro in un ambiente dove l’area e compressa e portata ad una pressione superiore alla pressione atmosferica.

    Mentre la necrosi rientra tra le malattie prese in carico dal Sistema Sanitario Nazionale (ovvero parte del costo è a carico dello Stato), questo non vale per l’algodistrofia.
    Pertanto le consiglio di consultare il suo ortopedico per una diagnosi il più possibile precisa. Dopodichè le suggerisco di contattare per un appuntamento la nostra segreteria al numero 0544 500148 oppure via mail all’indirizzo [email protected]

    Grazie e a presto,
    un caro saluto,
    dott. Nedjoua Belkacem

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