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14 nov 2013

Salve, io sono effetta di colite ulcerosa e dal 2006 prendo il cortisone.

Ho fatto l’intervento di proctocolectomia totale, confezionamento di j pouch ileale ed anastomosi pouch-anale double stapled. Pensavo che dopo l’intervento il mio problema si sarebbe risolto invece non è così.

Adesso ho la vasculite cutanea e l’osteoporosi con dolore alle ossa. Ogni volta che cerco di sospendere il cortisone mi viene male alle ossa e vengono fuori delle macchie (vasculite).

Sono seguita a ferrara da 7 anni ma senza nessun risultato.

Vi ho scritto per sapere se ce una cura al mio problema.

GRAZIE

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3 Risposte a “Patologia gastroenterologica e vasculite: esiste una cura?”

  1. Patrizia Baroni on

    Carissima Maroua, comprendo benissimo il suo problema e mi dispiace molto.

    La Colite Ulcerosa (CU) è una malattia infiammatoria intestinale che interessa il retto ed il colon. E’ una malattia cronica, debilitante, caratterizzata da fasi di attività alternate a fasi di remissione completa: nel corso delle fasi di attività l’infiammazione interessa la mucosa, ossia la superficie più interna della parete intestinale, che diventa arrossata, fragile ed ulcerata.

    A seconda dell’estensione delle lesioni a carico del colon possiamo distinguere schematicamente vari tipi di CU:
    • La colite distale (60% dei casi), che comprende la proctite (in cui solo il retto è interessato) e la proctosigmoidite (con interessamento anche del sigma).
    • La pancolite (15 % dei casi), che interessa il retto e la totalità del colon.
    • Le forme subtotali (25% dei casi) comprese tra le forme distali e la pancolite.

    Le cause dell’insorgenza della Colite ulcerosa restano attualmente sconosciute. Molteplici fattori possono essere implicati:
    • un fattore genetico: esiste una predisposizione genetica per la CU. La malattia è più frequente nei parenti di primo grado di un paziente affetto, rispetto alla popolazione generale ed è più frequente in determinate popolazioni. La presenza di un familiare di primo grado affetto da CU è, al momento, il maggior fattore di rischio per lo sviluppo della malattia.
    • un fattore infettivo: sembra che certi batteri o virus possano intervenire quantomeno nei processi di riacutizzazione della malattia.
    • fattori immunologici: anomalie a livello della regolazione del sistema immunitario sono state ben descritte nei pazienti con CU, soprattutto a livello del sistema immune….. della mucosa intestinale.
    • ruolo della flora batterica intestinale: vi è evidenza di una ridotta tolleranza immunologica nei confronti della propria flora batterica nei pazienti con MICI; inoltre, vi è evidenza di un’alterazione della flora con evidenza di aumento di batteri potenzialmente patogeni e riduzione delle concentrazione di batteri “protettivi”, come lattobacilli e bifido batteri, anche se un unico agente infettivo causale della malattia non è mai stato identificato.
    In ogni caso la CU non è né contagiosa né ereditaria in senso stretto. Nel 5-20% dei casi si manifestano complicanze extra intestinali a carico della cute: Eritema nodoso (nodulo sottocutaneo dolente ed arrossato); Pioderma gangrenoso (ulcerazioni che manifestano una certa difficoltà a guarire).

    Affrontando il problema da un punto di vista psicosomatico la lettura simbolica dell’intestino è strettamente collegata con quella del cervello.

    La psicosomatica è una branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo somatico e la sua causa spesso di natura psicologica. La psicosomatica si basa sul presupposto che corpo e mente sono strettamente legati tra loro, per cui spesso i problemi somatici che si manifestano nel nostro corpo sono da ricondurre a situazioni che ci fanno soffrire dal punto di vista psichico e che quindi vanno indagate per risolvere il problema.

    Intestino e cervello sono simili nel colore (chiaro) e nell’aspetto macroscopico: le circonvoluzioni cerebrali e le anse intestinali. Ma si assomigliano anche nelle funzioni: il cervello infatti assorbe stimoli ed impressioni dall’esterno, ne trattiene una parte sotto forma di memoria ed esperienza ed elimina l’altra in forma di sogni e pensieri di scarto. L’intestino in modo analogo, riceve il cibo ingerito, ne filtra una parte che andrà nei vasi sanguigni e che costituirà i mattoni del nostro corpo, ed elimina la parte residua in forma di feci. Esso si configura quindi come un cervello “in basso” , secondo la legge fondamentale dell’alchimia per la quale ciò che è in alto si trova in basso, un organo che si esprime non solo con le funzioni viscerali, ma anche gli istinti e le pulsioni che sono alla base del nostro essere.

    Il mondo basso è legato anche per analogia agli aspetti dell’essere umano giudicati inferiori: tutti siamo portati a considerare l’intestino e la funzione che esercita come sporchi. L’intestino diventa quindi il luogo simbolo in cui si svolge l’elaborazione di quei contenuti psichici che sono inaccettabili alla coscienza: sono giudicati inadeguati, trasgressivi, da censurare, oppure sono stati rimossi perché non corrispondenti all’immagine pulita che la persona ha di se stessa.

    Presso il nostro centro si segue un percorso terapeutico che si basa sulla presa in carico olistica del paziente quindi vengono considerati tutti i vari aspetti psicosomatici che ruotano attorno alla malattia.

    Per ulteriori informazioni o se vuole prenotare una visita presso il nostro centro può chiamare la segreteria al numero 0544 500152.

    Resto volentieri a sua disposizione per chiarimenti,
    un saluto cordiale,
    Patrizia Baroni

  2. maroua on

    Grazie mille per avermi risposto e per avermi spiegato perfettamente la mia malattia…ho chiamato il vostro numero per un appuntamento. GRAZIE

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