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19 mag 2014

Buongiorno Dott. Longobardi, sono a chiedere un aiuto sulla difficile situazione di mio papà che ha 87 anni.

Da ormai 5 anni ha una ferita difficile (ulcera arto inferiore ) che non si chiude, anzi aumenta sempre di più. Vari ospedali della nostra città hanno tentato terapie  ma sempre senza esito e ultimamente è sopraggiunto un carcinoma verrucoso che preoccupa ancor di più dato che non è possibile intervenire chirurgicamente per lo stato  difficile del sistema venoso/arterioso.  

Vorrei  salvargli la gamba per il tempo più lungo possibile e per questo chiedo al vostro Centro se abbiamo una possibilità .

grazie per il lavoro che fate per tutti noi

Massimo Giachero

 

 

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UnoRisposta a “Ferita difficile a 87 anni. E’ possibile salvare la gamba di mio padre?”

  1. Klarida Hoxha on

    Caro Massimo,
    mi dispiace della situazione e mi dispiace soprattutto per le sofferenze che il papà sta passando e il vostro dolore che lo accompagna. Sono sicura che state facendo il meglio per lui e la cosa più importante è l’amore con cui lo affiancate in questo percorso tortuoso.

    La situazione è delicata per cui dare dei consigli diventa difficile senza avere bene presente la realtà. Sono da prendere in considerazioni diversi aspetti tra cui: lo stato funzionale globale, il grado di autonomia fisica inteso sia come di stato di salute che di compimento di attività semplici quotidiane come la cura della propria persona, ADL (Activity of Daily Living); la presenza di altre patologie, lo stato emotivo e lo stato nutrizionale fondamentale per costruire i “mattoncini” per le ulcere.

    Dal momento che non è possibile intervenire chirurgicamente, l’ obiettivo è quello di mantenere una buona qualità di vita.
    Si possono valutare anche diversi parametri per stabilire lo stato circolatorio attraverso vari strumenti quali:
    • Doppler Velocimetria per valutare l’Ankle Brachial Index (ABI) che indica quanto sangue arriva alla caviglia (Ankle) rispetto al polso (Brachial). Il valore normale deve essere superiore al 45% (0,45);
    • Ossimetria transcutanea (tcpO2) che indica quanto sangue ossigenato arriva in periferia;
    • LaserDopplerFlussimetria che permette di valutare la circolazione del sangue al piede attraverso il Toe Brachial Index (TBI, valore accettabile maggiore di 0,2) e l’Indice di Reazione PostOcclusiva (capacità della parete vascolare di produrre il monossido di azoto essenziale per i processi riparativi). Il test permette anche di valutare la presenza di eventuale neuropatia periferica (test del Riscaldamento e test di Variazione Posturale).

    La terapia iperbarica può essere di aiuto perché è un potente acceleratore dei processi di guarigione e riduce l’infiammazione, ma prima deve essere fatta un’attenta valutazione del caso specifico.

    Se desidera fare una prima visita per il papà noi siamo a disposizione. Nel caso decidesse per questa opzione può contattare la Segreteria del Centro Iperbarico al numero 0544/500152: potremmo scegliere insieme un percorso idoneo e dare indicazioni su come seguirlo anche una volta tornati a casa (o dare dei punti di riferimento in base alla zona in cui abitate).

    Un caro saluto e in bocca al lupo,
    Klarida Hoxha

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