1330
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

03 giu 2014

Il problema è nato da una  ulcera venosa sopra al malleolo della gamba destra. Premetto che da anni soffro di stasi venosa con frequenti eczemi molto pruriginosi alle gambe e ho  diagnosi di connettivite indifferenziata che, all’ultima visita, risultava in stasi.

Faccio i miei controlli ematici e degli organi vitali da circa 10 anni ma ora non faccio nessuna cura. Soffro di ernia iatale e ho bisogno di lanzoprazolo per lo stomaco. Nel lontano luglio 2013 per far guarire l’ulcera alla gamba sono venuta all’ambulatorio ferite difficili del P.O. di Ravenna. Il Dott. Morisi ha prescritto crema Ecoval e Revamil miele e per tre mesi  ho effettuato tale cura con fasciature continue. L’ulcera sembrava un po’ rimarginata ma verso settembre si é riaperta con  bruciore e  dolore così ho deciso di farmi seguire da un flebologo che mi ha fatto una sclerosante. Non ancora sfasciata ho accusato un dolore forte nel lato opposto della gamba che si era arrossata e gonfiata. Il medico generico mi ha diagnosticato una flebite superficiale e mi ha detto di iniziare una terapia con Clexane 4000 e prescritto un ecodoppler dal quale é risultata la flebite.

Da allora (2 novembre) sono stata seguita dal Dott. Bucherini che fin dall’inizio mi ha avvisata  che sarebbe stato un percorso lungo per i problemi di connettivite. Avrò fatto circa 200 punture in pancia (Clexane e arixtra) e terapia con Vessel, un ciclo di Medrol e continua calza elastica cl. 2, la parte della gamba interessata però ha continuato a darmi frizzate di bruciore continue. Il medico generico alla sua vista la scorsa settimana mi ha mandato d’urgenza dal dermatologo a Forlì che mi ha praticato un bendaggio con Ecoval, unguento Leniens, Viscopast e Coban che ho tenuto per circa 10 gg. Al controllo mi è stato dato del detergente Xemose e della crema XERA CALM e poi mi è stato suggerito di proseguire con calza elastica. Mi è stato detto anche che se il bruciore continua significa che deriva da un problema interno venoso.

L’ecodoppler non ha rilevato più segni di flebite ma incontinente la crosse della piccola safena destra, con reflusso fino al terzo distale di gamba e varicosità della grande safena stessa. IVC di grado elevato con ipercromia cutanea alla gamba destra.

Gradirei a questo punto un consulto da Voi  in quanto ho dei continui passaggi di bruciori insopportabili nella parte ipercromatica che mi perdurano anche supina impedendomi il riposo e rendendo impossibile anche portare la calza elastica prescritta.

Cordiali saluti

 

 

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “Ulcere trofiche in fase avanzata non mi permettono più di dormire. Cosa fare?”

  1. Nedjoua Belkacem on

    Gentile Adriana,
    grazie per l’interesse verso il nostro Centro. Leggendo con attenzione la sua storia, la mia preoccupazione si focalizza sul capire di quale origine sia la sua ulcera alla gamba.
    Le sono state diagnosticate sia un IVC di grado elevato sia una connettivite di natura non precisata. Considerando che entrambe le patologie possono generare delle ulcere, diventa fondamentale identificare la responsabilità dell’una o dell’altra nella insorgenza della lesione.
    La risposta potrebbe essere suggerita dall’aspetto e dalle caratteristiche morfologiche dell’ulcera e confermata dall’analisi di un prelievo di tessuto lesionato che viene eseguito nella ferita (biopsia).

    Le connettiviti sono un gruppo di malattie croniche dette autoimmuni e dovute ad un’alterata risposta del sistema immunitario che si attiva contro i tessuti e gli apparati del nostro stesso organismo, tra cui la pelle, generando così delle ulcere vasculitiche.
    Il termine connettivite richiama un processo infiammatorio del tessuto connettivo che è poi un tessuto presente in quasi tutti gli organi e che può essere considerato come il cemento che tiene unite le cellule degli organi stessi. Le connettiviti sono malattie che possono essere controllate con terapie per indurre una remissione completa, ovvero per creare la condizione in cui la patologia è presente ma il paziente non ha disturbi perché non ci sono i sintomi. La guarigione completa non è invece possibile con le attuali terapie, per questo sono patologie croniche.
    Le ulcere in queste malattie sono chiamate vasculitiche e sono causate dall’infiammazione con conseguente occlusione dei piccoli vasi della cute.

    D’altro canto, le ulcere venose sono un disturbo piuttosto diffuso, richiedono una cura lunga e tediosa. Sono causate dalla cattiva circolazione sanguigna nel sistema venoso.
    La sede più frequente delle ulcere è nella zona della caviglia, della faccia interna della gamba e sulla tibia.
    Queste ulcere sono preannunciate dalla comparsa di una sorta di livido, talvolta accompagnato da una sensazione di prurito. Possono essere del tutto asintomatiche, ma anche molto dolorose quando è presente un’infezione.
    Al di la delle tecniche di medicazione, che rivestono comunque un ruolo secondario, il cardine del trattamento è rappresentato dal bendaggio elastocompressivo per correggere l’ipertensione venosa e/o la stasi linfatica.
    Il processo di guarigione purtroppo è lungo e richiede molta pazienza, tuttavia se il trattamento elastocompressivo è ben effettuato, nel giro di 3-6 mesi (a seconda grandezza della lesione e del tipo di insufficienza venosa cronica) l’ulcera si rimargina con successo.
    Le ulcere venose tendono a ripresentarsi a distanza di qualche mese. Per prevenire le recidive, infatti, è importante mettere in atto una serie di norme terapeutiche, come le calze elastiche della classe seconda e della classe terza di compressione.

    L’esatto inquadramento del tipo di malattia deve quindi sempre costituire la tappa iniziale per evitare un approccio terapeutico empirico ed approssimativo e fornire invece la giusta cura.
    Le ricordo che la precisa valutazione del tipo di medicazione e del percorso terapeutico da intraprendere viene suggerita dall’aspetto e le caratteristiche morfologiche della lesione e dalle condizioni generali cliniche.
    Il nostro Centro segue da molti anni ferite difficili croniche e effettua anche medicazioni avanzate perciò se le interessa una valutazione della ferita allo stato attuale può prendere contatto con la nostra segreteria per un appuntamento (0544 500152).

    Spero di avere presto sue notizie.

    Un saluto cordiale,
    Dott. Nedjoua Belkacem

Rispondi

  • (will not be published)