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24 lug 2014

Buongiorno Dottore,

Sono il Dr Barbieri Mauro Farmacista in Massarosa (LU).

Mia madre è attualmente ricoverata all’ospedale di Massa (MS), ora al reparto infettivi, passando prima da medicina poi in rianimazione, con diagnosi di spondilodiscite provocata da Stafilococco aureus. A questa diagnosi, si è arrivati molto in ritardo dopo avere escluso tubercolosi ossea e mieloma.

Mia madre è ipertesa, ha un solo rene (uno asportato nel 1991 a causa di un carcinoma fortunatamente localizzato). Nel mese di gennaio è stata riscontrata un’embolia polmonare, quindi è stata ricoverata, sottoposta a terapia con coumadin e poi dimessa.

Nel mese di aprile, in seguito ad un improvviso svenimento, è stata di nuovo ricoverata. Dato che accusava già da diverso tempo forti dolori alla schiena sono state fatti vari accertamenti (TAC RMN RX), tutti con esito negativo.

Per controllare questi dolori, sono state effettuate infiltrazioni di cortisone a livello vertebrale, ma i dolori sono continuati e sono stati applicati anche cerotti a base di Fentanil, che la stordivano e basta, poi è stata dimessa.

Le condizioni di salute a casa andavano sempre peggiorando tanto che, a seguito del controllo dell’INR, dato che continuava a prendere il Coumadin, il valore era schizzato a 12.5 quindi è stato necessario nuovo ricovero per riportarla a valori normali.

I valori sono stati riportati a valori normali, ma prima di essere dimessa è comparsa la febbre (38°) con allucinazioni e mia madre straparlava perciò l’hanno ricoverata di nuovo.

I medici brancolavano nel buio perchè non riuscivano a capire le cause della febbre, in quanto tutti gli esami risultavano negativi. Per questo hannno deciso di effettuare una PET, dove sono stati riscontrati 6 focolai distribuiti a livello lombare e toracico.

Isolato il batterio (stafilococco aureus), sono stati somministrati vari antibiotici: Rifadin, Vancomicina, Tazocin, Cubicin, Merrem, ma senza che questi abbiano sortito alcun effetto.

La febbre persiste ormai tra alti e bassi da circa due mesi, ultimamente ha avuto anche delle crisi epilettiche, non sappiamo se causate dal batterio dai farmaci somministrati o dalla febbre alta associata ad elevati innalzi pressori (si è arrivati anche a 250 di pressione massima), tanto che poi, da medicina, è stata trasferita in rianimazione, dove è stata intubata e riportata in condizioni più stabili e poi mandata nel reparto infettivi.

Le condizioni si sono aggravate nella giornata di ieri, ci hanno detto che mia madre era entrata in coma, e i medici del reparto infettivi hanno chiamato i medici della rianimazione, i quali ci hanno riferito che un loro intervento, avrebbe sottoposto nuovamente mia madre ad operazioni invasive quali intubazione ecc. e che per loro sarebbe stato solo accanimento terapeutico.

Di conseguenza, ci hanno chiesto il consenso per non ritrasferirla in rianimazione e noi, io e mia sorella, abbiamo firmato.

Mia madre ha comunque passato la notte in condizioni che per quel che ne so io non sono da coma perché ha parlato in continuazione anche se ha straparlato più che parlato ( e succede quando la temperatura è alta).

So bene che le informazioni che le ho dato sono abbastanza frammentarie e incomplete, ma vorrei un suo consiglio su come comportarmi,se posso fare ancora qualcosa e se è il caso di trasferirla presso la vostra struttura, considerando anche le condizioni molto critiche in cui si trova mia madre.

Grazie,
Cordiali saluti
Barbieri Mauro

 

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UnoRisposta a “Spondilodiscite provocata da Stafilococco Aureus: mia madre è in gravi condizioni”

  1. Andrea Galvani on

    Buongiorno Dottor Barbieri,
    ho letto con molta attenzione la storia clinica di sua madre. Purtroppo il quadro è molto complesso ed instabile e non essendo noi dotati di posti letto per la degenza dei Pazienti, il trasferimento risulterebbe particolarmente difficile e poco indicato.
    La Spondilodiscite è un processo patologico che interessa il disco intervertebrale ed il tessuto osseo adiacente; Il nostro percorso terapeutico per questo tipo di patologia prevede l’associazione di:

    - Antibioticoterapia mirata;
    - L’ossigenoterapia Iperbarica (3 settimane);
    - Valutazione dell’idoneità per l’immunoterapia aspecifica (detto anche “vaccino”) quando il batterio isolato lo Stafilococco;
    - Eventuale terapia fisica e riabilitativa.

    Stando a quello che Lei mi comunica con la sua gentile lettera, vi sono però purtroppo troppe controindicazioni assolute alla Terapia Iperbarica (in particolare di tipo polmonare e neurologico) per cui –nel suo caso- i rischi sarebbero superiori ai benefici.
    Mi auguro che il quadro di sua madre si possa comunque risolversi al più presto.
    Un grande in bocca al lupo ed un caro saluto.

    Cordialmente,
    Dott. Andrea Galvani

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