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29 ago 2014

Buonasera dottore, sono la mamma di un bimbo di 4 anni al quale è appena stato diagnosticato il morbo di Perthes. Il bimbo è stato messo in trazione e da una settimana porta il tutore di Atlanta. E’ stato tutto talmente veloce e improvviso che stentiamo ancora a crederci, anche perché fino al mese scorso saltava e correva come un razzo, lamentando solo un dolorino e avendo una camminata un po’ dinoccolata.

Volevo quindi un suo parere riguardo il grado di gravità della malattia e una sua opinione riguardo la cura, ossia: stiamo facendo la cosa giusta mettendogli il tutore? Cos’altro si può fare? In cosa consiste la terapia iperbarica? Quali sport gli farebbero bene? Quale percentuale di guarigione c’è? Mi scusi per la miriade di domande ma spesso quando parlo faccia a faccia con i medici mi blocco!

Grazie di cuore per la disponibilità.
Romina

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UnoRisposta a “Mio figlio ha 4 anni e ha il Morbo di Perthes. Cosa possiamo fare per aiutarlo?”

  1. Nedjoua Belkacem on

    Cara Romina,
    La malattia di Legg-Calve-Perthes è una sofferenza della parte terminale del femore (testa del femore) tipo infarto osseo nei bambini dovuta ad una temporanea perdita di irrorazione sanguigna all’anca .

    Colpisce i bambini tra i 2 e i 12 anni, anche se ha una prevalenza più elevata nei bambini di 5-6 anni, ed è più comune nei maschi.
    E’ una malattia che a tutt’oggi rappresenta ancora uno dei misteri della medicina. La causa è dovuta a una sofferenza vascolare a carico della testa del femore che va così incontro ad una progressiva necrosi con conseguente deformazione. si può osservare una discrepanza nella lunghezza degli arti inferiori

    La causa della malattia non è nota. Sono state suggerite varie concause: ritardo della maturazione scheletrica, deficit della crescita e crescita spropositata, bassa statura, basso peso alla nascita, traumi, l’associazione con difetti congeniti.

    Il trattamento dipende dall’età del bambino e dalla gravità della condizione. Se il bambino ha meno di cinque anni o se l’anca è solo leggermente interessata può essere sufficiente un po’ di riposo a letto con semplice osservazione. Mentre per i bambini al di sopra dei cinque anni il trattamento mira a migliorare la mobilità dell’anca, in particolar modo se la mobilità diminuisce o le radiografie evidenziano lo sviluppo di una deformità in progressione.
    In tali casi può essere necessario un trattamento più complesso per trattenere la testa del femore all’interno dell’acetabolo e prevenire la deformazione della testa femorale esercitando una trazione, usando un tutor oppure con interventi chirurgici

    Il tutore di Atlanta è la terapia conservativa più frequentemente consigliata ma non sempre efficace. Il passo successivo sarebbe la chirurgia che secondo noi sarebbe da lasciare come ultima spiaggia anche se un recente studio ha suggerito che l’osteotomia femorale ha un’efficacia significativamente maggiore.

    L’ossigeno iperbarico si è verificata molto utile e spesso risolutivo nella fase in cui l’osso conserva ancora la sua forma integra. Questo grazie ai suoi effetti di:
    - Ossigenazione dell’osso sofferente
    - la formazione di nuovi vasi sanguinei irroranti quest’ultimo
    - la stimolazione delle cellule responsabili della formazione di tessuto osseo nuovo riparatore.
    Considerare che la terapia richiede la frequenza quotidiana o biquotidiana del centro per una durata minima di un mese .

    La gravità della malattia dipende dall’entità della necrosi della testa femorale e della deformità residua.
    La diagnosi precoce di solito comporta un esito migliore. Tuttavia la prognosi a lungo termine è quasi sempre buona, infatti dopo 18-24 mesi di trattamento la maggior parte dei bambini ritorna alle normali attività senza grandi limitazioni.

    Per qualsiasi informazione su terapia e aspetti organizzativi può tranquillamente contattarci al 0544-500152.

    Grazie per l’attenzione e l’interesse dimostrati per il nostro centro,
    un caro saluto,
    Dott. Nedjoua Belkacem

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