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23 ott 2014

Egregio Dr. Longobardi, mi rivolgo a Lei per un consiglio per mia madre premettendo che è una paziente dializzata.

Questo è quanto risultato dalla angio tac: esame eseguito a strato sottile per studio vascolare e completato con ricostruzioni multiple e tridimensionali. Modesta scoliosi destro convessa dell’aorta addominale sottorenale senza segni di dilatazione con parete estesamente calcifiche. Grossolane calcificazioni ostiali sono presenti in corrispondenza del tripode celiaco dell’arteria mesenterica superiore e delle arterie renali. Piccola arteria accessoria a destra. Regolarmente opacizzata l’arteria mesenterica inferiore. Estesamente calcifiche le arterie iliache comuni e le ipogastriche che appaiono tenuamente opacizzate. A sinistra l’arteria iliaca comune è lunga 5 cm con calibro di cm 1,5 l’arteria iliaca esterna misura 8 mm Calcificata la femorale comune. Buona opacizzazione della femorale profonda. La femorale superficiale presenta numerose placche calcifiche con alcune stenosi brevi al terzo medio ove sono altresì apprezzabili circoscritte placche molli. Occlusione quasi estesa per 4 cm dell’arteria poplitea con ricanalizzazione attraverso circoli collaterali. Buona opacizzazione dell’arteria tibiale anteriore e dell’interrosea. Pallidamente opacizzata la tibiale posteriore che presenta numerose placche di parete. A destra l’arteria iliaca è lunga cm 5,7 con calibro di 1,2cm l’arteria iliaca esterna misura 8,5 mm. Estesamente calcifica la femorale comune. Buona opacizzazione della femorale profonda. Lesione ischemica di gamba superficiale poco dolente mentre il tallone che presenta sempre lesioni è molto dolente specialmente a riposo la notte.

Adesso viene medicata tre volte alla settimana con betadine ma di recente si è aggiunto un problema alla mano destra perché sta andando in cancrena e dovrebbero amputargli delle dita (così ci hanno detto nei giorni scorsi). Per questa operazione dovrebbero però spostare la fistola che serve per fare la dialisi nel collo, ma ci hanno detto che è molto rischisa e di lasciare perdere tutto.

So che il quadro clinico è molto grave ma avendo letto del vostro centro mi chiedevo se è possibile fare qualcosa magari per evitare amputazione della gambe e fare qualcosa per la mano destra. La ringrazio anticipatamente e resto in attesa di una sua risposta .  

Gloria

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UnoRisposta a “Dialisi con rischio di amputazione gambe e mani: si può evitare?”

  1. Pasquale Longobardi on

    Gentile Gloria, grazie per l’attenzione e la stima verso il Centro iperbarico Ravenna. Mi dispiace per la sofferenza della mamma. Come hai intuito, il quadro vascolare è grave.

    La situazione della mamma è frequente nei pazienti in dialisi da molto tempo: le pareti dei vasi sanguigni diventano dure, calcificate, si chiudono progressivamente. Questo comporta l’arrivo di poco sangue alle mani e ai piedi che soffrono (dolore) e muoiono (necrosi).

    La medicazione con Betadine è utilizzata in chirurgia per asciugare la ferita, seccare ed evitare l’infezione: accelera la morte del tessuto con l’obiettivo di evitare che la lesione si infetti o diventi più grande.

    Al Centro iperbarico Ravenna abbiamo personale competente ed esperto, apparecchiature mediche (ossimetria transcutanea, laserdopplerflussimetria) e procedure (test durante la respirazione in aria; in ossigeno puro a pressione ambiente; durante respirazione in ossigeno in camera iperbarica) che consentono di prevedere se la situazione è migliorabile (con la terapia iperbarica associata ai farmaci e alle infusioni di prostaglandine) oppure se la parete dei vasi sanguigni è talmente danneggiata da non rispondere più neanche a terapie avanzate.

    Per ulteriori informazioni contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (telefono 0544-500152; email: [email protected]).

    Un cordiale saluto,
    Pasquale Longobardi

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