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04 nov 2014

Gentile Dr. Longobardi e staff,

mio padre é affetto da una nefropatia in via di guarigione.

Purtroppo questa gli ha provocato un gonfiore esteso a tutto il corpo importante (anasarca). Per via di questa patologia e di altre (insufficienza respiratoria), é costretto a letto da oltre due mesi. Ha quindi sviluppato una piaga da decubito di terzo grado che il personale medico sta trattando. Tuttavia specie alle gambe e all’addome, laddove la pelle é molto tonica e sottile per via dell’anasarca, sta presentando piccole ulcere molto essudanti.

Le ulcere sono al massimo di lunghezza 1 cm ma perdono molto liquido (10 gocce al minuto), chiaro e poco viscoso. Vista la relativa piccola entitá di queste, il personale non sta intervenendo in alcun modo. Io mi limito a cercare di asciugare la zona circostante.

Cosa posso fare di piú concreto? grazie mille in anticipo per la vostra considerazione, cari saluti

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UnoRisposta a “Piaghe da decubito e nefropatia”

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Angela, la ringrazio per averci contattato. Mi dispiace molto per il papà e anche per voi che gli state vicino.

    Il fatto di essere costretto a letto sicuramente non gli è d’aiuto perché non potendosi muovere il suo fisico, già debole per la presenza delle patologie concomitanti, non riesce a reagire per la guarigione. La non mobilità infatti non premette ai liquidi di circolare come dovrebbero.

    Le ulcere nate nelle gambe sono conseguenza della ritenzione dei liquidi e il linfedema è un travaso di questi nell’interstizio, cioè nel tessuto sottopelle. La pressione di questi liquidi, incapaci di ritornare in circolo, ha portato la pelle a rompersi per sfogare la pressione. Come sappiamo, la pelle è già molto delicata visto la presenza dell’anasarca.

    In questo caso, oltre alla terapia medica diuretica a cui sicuramente dov’è ricoverato il papà stanno già provvedendo, sarebbe utile la ginnastica (anche passiva), il massaggio linfodrenante, bendaggi per aiutare il riassorbimento dei liquidi e un’accurata pulizia della cute.

    Innanzitutto sarebbe da valutare se il cuore e i polmoni sono in buono stato per ricevere la quantità di liquido che in questo modo andrebbe su, poi bisognerebbe valutare anche il sistema vascolare per capire se è possibile effettuare i bendaggi che lo aiuterebbero a stare meglio.

    Se non fosse possibile effettuare i bendaggi, eventualmente sarebbe da valutare la possibilità di utilizzare calze elastiche da associare a medicazioni a piatto.
    Per questo tipo di problemi al Centro Iperbarico di Ravenna effettuiamo esami diagnostici che ci aiutano a stabilire dei percorsi di cura personalizzati:
    a) Eco color-Doppler, che permette di apprezzare i flussi e la presenza di placche aterosclerotiche.
    b) Misurazione dell’ Indice caviglia/braccio (ABI): con un manicotto per la misurazione della PA si rilevano i valori pressori al braccio ed alla caviglia. Normalmente la Pressione a livello degli arti inferiori è leggermente superiore a quella degli arti superiori (valori attorno ai 10-20 mmHg). Quindi con un semplice rapporto poniamo in relazione le 2 pressioni ottenute: i valori normali sono dati da un ABI ≥ 1.

    La nefropatia rappresenta un fattore di rischio e compromette la guarigione soprattutto per l’ulcera sacrale che da quello che lei riferisce è in uno stadio avanzato. Per questo motivo va tenuto sotto controllo e vanno adottati tutti gli accorgimenti antidecubito:
    - Cambiare posizione con frequenza e regolarità
    - Mantenere sempre la cute pulita e asciutta
    - Utilizzare medicazioni non occlusive e cambiarle spesso
    - Se possibile usare materasso antidecubito
    - Assumere una dieta adeguata ricca di proteine

    Per qualsiasi ulteriore chiarimento siamo a disposizione. Può chiamare la Segreteria del Centro Iperbarico al numero 0544 500152.

    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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