1307
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

25 nov 2014

Mia moglie (73 anni), persona molto attiva e dinamica, ha sempre goduto di ottima salute fino a quando improvvisamente il 27 luglio scorso accusò dolore lombare progressivamente ingravescente.

Ricoverata al pronto soccorso fu sottoposta a pesante trattamento con antidolorifici (anche morfina), con esito molto scarso. Il giorno successivo (28/7), trasferita in reparto (chirurgia) dove a seguito di esami strumentali (TC e Ecografia addominale) sono emersi grossolani calcoli alla colecisti; il 30/7 è stata sottoposta a colecistectomia laparoscopica.

Nei primi giorni in reparto è emerso uno stato febbrile (con temperature oscillanti) trattato con Piperacillina/Tazobactam) ed è stata eseguita emocoltura, risultata positiva per Streptococcus piogenes (non è stata individuata la fonte del germe). In base all’antibiogramma l’antibiotico è stato sostituito con Clindamicina in vena per 10 giorni. Nel frattempo la febbre è scomparsa. Durante la degenza (28/7) è stata valutata dall’Ortopedico “stazione eretta difficoltosa, dolore palpatorio in sede paravertebrale lombare, non dolore alla palpazione del rachide, non segni di irritazione delle radici nervose”. Dimessa l’11/8 (a tale data segnalata PCR 3.38 mg/dl.), in post-ricovero il 14/8 è stata sottoposta a RNM con MdC con la quale è stata riscontrata una spondilodiscite-osteomielite L3-L4, con sporgenza di tessuto in canale che impronta la dura, radici ben visibili. Al ché la terapia antibiotica è stata sostituita con Amoxicillina/Ac. Clavulanico (1 g. ogni 6 ore) ed è stato prescritto un busto B (lombare) da indossare durante il giorno.

Sottoposta a visita chirurgica vertebro midollare in data 18/8 che obiettivamente riscontra “marcia nella norma, anche su punte e talloni; rachide lombare non dolente alla pressione e percussione dei processi spinosi, ipomobile (in anteroflessione insorge dolore lombare); non riferisce alterazioni della sensibilità e non si rilevano deficit di forza; ROT: nella norma e simmetrici i rotulei, spenti gli achillei; alluci muti alla stimolazione cutanea plantare; Lasegue e Valsalva negativi”.

Successiva visita infettivologica (3/9) segnala esame obiettivo “buone condizioni generali; apiretica stabilmente; Algie al rachide con NRS 5”. Dopo aver contattato la microbiologia che eseguì l’emocoltura durante il ricovero è stata modificata la terapia antibiotica prescrivendo Levofloxacina 500 mg ogni 12 ore. Durata del trattamento: 12 settimane. Controllo RNM con MdC a fine terapia. Successivo (10/9) controllo TDM per Levofloxacina ha consigliato di ridurre il dosaggio della Levofloxacina 500 mg a 1 capsula ogni 24 ore. Controlli della PCR dopo la dimissione: 18/8 – 12.07 mg/L (laboratorio diverso); 26/8 – 1.39 mg/dl; 10/9 – 10.87 mg/L; 23/9 – 10.00 mg/L.

Allo stato attuale mia moglie lamenta ancora dolori lombari e si affatica con facilità (penso che possa dipendere anche da una perdita di tono muscolare considerato il riposo consigliato: può essere?).

Considerata la Vostra esperienza, gradirei conoscere la Vostra opinione sul caso: in particolare il livello di gravità; la Vostra valutazione sulla cura somministrata e se l’andamento della PCR è da ritenersi soddisfacente. Ho ben compreso che i tempi di cura sono piuttosto lunghi, ma avrei piacere di conoscere la Vostra opinione e se si può prevedere un buon recupero. Ci sono trattamenti che potrebbero risultare utili per accelerare la cura ed il recupero?

Ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrete riservarmi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “Mia moglie è affetta da spondilodiscite, cosa suggerite per un veloce recupero?”

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Signor Dario, sono molto dispiaciuta nel venire a conoscenza delle problematiche di sua moglie.

    Il percorso che attuiamo presso il centro Iperbarico di Ravenna per le Spondilodisciti (infiammazione delle vertebre e dei dischi della colonna vertebrale) prevede una fase Diagnostica e una fase Terapeutica.

    Per quanto riguarda la Diagnosi, è necessario effettuare la Risonanza Magnetica o la Tac del Rachide a cui deve seguire una diagnosi microbiologica tramite biopsia della regione malata per individuare il microrganismo responsabile dell’infezione e l’antibiotico a cui esso è sensibile.

    Per quanto riguarda la Terapia è da capire se sua moglie necessita o meno di una pulizia Chirurgica del sito infetto. Va attuata una terapia antibiotica mirata al microorganismo responsabile, associata a terapia Iperbarica per potenziare l’effetto del farmaco in quanto la camera iperbarica favorisce l’arrivo del medicinale in maggiori quantità là dove serve. Inoltre l’Ossigeno terapia ha un azione batteriostatica/battericida e antiinfiammatoria che aiutano a migliorare il quadro clinico e velocizzare la guarigione, in aggiunta favorisce l’attività degli osteoblasti a deporre nuovo osso nella sede di lesione.

    Per la gestione del dolore va prescritta un adeguata terapia antalgica che la aiuti a trascorrere giornate più serene. Molto importante è anche una terapia riabilitativa e di preservazione della postura tramite Massofisioterapia e/o Fisioterapia, ciò preserva il tono muscolare e migliora la sensazione di stanchezza costante che questi pazienti provano.

    E’ difficile giudicare il quadro clinico di sua Moglie senza visitarla e senza visionare tutti gli esami svolti, ritengo comunque che stiate ben seguiti nel vostro percorso.

    Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti
    Cordiali saluti
    Dott.ssa Claudia Rastelli

Rispondi

  • (will not be published)