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26 nov 2014

Buonasera, le scrivo per le lesioni a entrambe le gambe di mia madre che sono comparse da maggio 2014.

Mia mamma è diabetica, attualmente in terapia orale, ha una neuropatia obliterante a causa della quale ha già subito due rivascolarizzazioni nella stessa gamba, cardiopatica con fibrillazione atriale. Assume lasix verapamil coumadin clopidogrel e triatec.

Ha già subito l’amputazione di due dita del piede e da maggio 2014 ha lesioni su entrambe le gambe. Inizialmente comparse sotto forma di vesciche piene di liquido chiaro e grandi poco più di una moneta, dopo alcuni di consulti da vari specialisti le è stato diagnosticato un possibile pemfigoide bolloso.

È stato trattato con dosi massicce di cortisonici per un mese e in effetti la situazione è migliorata, ad oggi però le gambe appaiono gonfie e molto dolenti.

Alcune lesioni hanno un piccolo diametro ma sono molto fonde, inoltre ne ha due sulla tibia con fondo giallastro e sembrano non guarire.

Cosa è possibile fare? Grazie mille

 

 

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UnoRisposta a “Ferite alle gambe da sei mesi: cosa è possibile fare”

  1. Elisa Ronzullo on

    Buongiorno Cinzia,
    Mi dispiace molto per la situazione che lei e soprattutto la sua mamma state vivendo. Purtroppo sono condizioni molto invalidanti, non solo dal punto di vista fisico ma particolarmente dal punto di vista emotivo.

    Leggendo il quesito, Lei mi parla di pemfigoide bolloso (malattia autoimmune)diagnosticata dal dermatologo. Solitamente nell’evoluzione della malattia queste bolle” tese”, tendono a rompersi e se non vengono sottoposte a traumi, si risolvono senza lasciare cicatrici.
    Quello che non mi è chiaro è se le lesioni presenti ad oggi, sono quelle nate e diagnosticate come pemfigoide bolloso oppure sono state successive ad un trauma.

    Per quanto riguarda il problema delle gambe gonfie potrebbe essere una conseguenza di diversi fattori: cardiopatia scompensata, problemi circolatori e stasi venosa prolungata.
    Essendo cardiopatica sarebbe opportuno effettuare una visita cardiologica per controllare che la funzionalità cardiaca sia compensata e per controllare anche la terapia in atto.

    Da come mi descrive il problema, potrebbe trattarsi di un problema arterioso.
    In questo caso sarebbe opportuno una visita dal chirurgo vascolare e l’ esecuzione di un ecocolordoppler artero-venoso per stabilire la condizione circolatoria.
    Presso il nostro Centro è possibile prenotare una prima visita dove vengono effettuate una serie di esami non invasivi quali : rilevazione dell’indice di Winsor o indice di pressione caviglia e braccio, l’ ossimetria transcutanea che valuta la perfusione/ l’ossigenazione dei tessuti e la valutazione con LaserDopplerFlussimetria, indagine importantissima per valutare sia la sintetizzazione del monossido di azoto che diagnosticare il danno neuropatico. Questi esami hanno un valore predditivo per il successo della camera iperbarica.

    Un’altra terapia utile per l’ attivazione del microcircolo che viene associata alle altre terapie è la neurostimolazione FREMS. E’ una tecnologia costituita da segnali elettrici biocompatibili generati da neurostimolatori computerizzati e somministrati attraverso elettrodi transcutanei. Nel caso specifico serve per stimolare il microcircolo negli arteriopatici indipendentemente dalla presenza di lesione.
    Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e nel caso decidesse di prenotare una prima visita in modo da studiare meglio la terapia su misura può contattarci al 0544/500152 o [email protected].

    Un caro saluto,
    Elisa Ronzullo

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