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30 dic 2014

morbo di kienbockGiuseppe è arrivato al Centro Iperbarico a metà marzo 2014. Aveva da poco scoperto che quel fastidioso dolore che non lo faceva più sorridere era in realtà una necrosi avascolare del semilunare, un ossicino che abbiamo nel polso. Se trascurata, questa malattia porta a una progressiva inabilità funzionale della mano e dell’arto superiore e Giuseppe era molto preoccupato.

Buongiorno Giuseppe, ci racconti come ha scoperto questa necrosi
Da qualche mese avevo uno “strano” dolore al polso. Il mio reumatologo pensava si trattasse di artrite reumatoide, quindi mi aveva prescritto delle infiltrazioni di cortisone. Non avendo avuto nessun miglioramento,  al termine della cura ho pensato di eseguire a Savona una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto, che ha riscontrato senza dubbi un morbo di Kienbock fortunatamente ancora al primo stadio.

Cosa significa al primo stadio?
Al primo stadio significa che il perimetro esterno dell’osso era ancora ben conservato, anche se all’interno erano presenti segni evidenti di necrosi.

Quali terapie le hanno suggerito?
Per l’ortopedico che mi stava seguendo la soluzione era facile: una osteotomia di accorciamento del radio e innesto vascolare! L’idea di affrontare un’operazione così, a 81 anni, mi ha spaventato molto.

Ma lei non si è dato per vinto e ha cercato altre strade. Dalla Liguria come è arrivato a Ravenna?
Anche se non sono più giovanissimo me la cavo con Internet, quindi ho cercato terapie alternative per la mia patologia e ho trovato il sito del Centro Iperbarico. Ho chiamato subito e le gentilissime ragazze della segreteria mi hanno dato appuntamento per la settimana successiva, facendomi però parlare prima con un medico che mi ha spiegato bene il percorso che mi attendeva. Così sono arrivato a Ravenna già sapendo che avrei dovuto fare 30 sedute di ossigenoterapia iperbarica. Durante la visita poi avremmo valutato se potevo fare due sedute al giorno: il medico mi ha spiegato che è un ottimo sistema per stare a Ravenna la metà dei giorni, ovviamente senza che questo vada a influire negativamente sull’efficacia della terapia.

Finito il primo ciclo di trenta sedute è tornato ad Albenga e ha fatto anche una bella scoperta.
Soffro di osteoporosi avanzata e diffusa, perciò circa un mese dopo il ritorno a casa ho eseguito una MOC (mineralometria ossea computerizzata) di controllo, come faccio da anni a questa parte. Il medico è rimasto sbalordito dal risultato: aumento del 7% della densità ossea. Gli ho spiegato che l’unica cosa diversa dal solito che avevo fatto era la camera iperbarica. Ha detto che si sarebbe informato subito ed era davvero entusiasta!

Oggi come sta Giuseppe?
Sono guarito! Già a marzo dopo poche sedute non sentivo più dolore. Sono tornato comunque a Ravenna a ottobre per un ciclo di richiamo: al controllo il fisiatra (dr Fontana) e il dr Lega hanno confrontato gli esami strumentali prima e dopo la terapia e la necrosi era quasi praticamente risolta. Ho fatto solo altre quindici sedute per consolidare il bel risultato ottenuto.

Cosa si “porta” ad Albenga di Ravenna?
Il bello di quest’esperienza è che ho unito l’utile al dilettevole. Insieme a mia moglie ogni giorno, finite le terapie, ci siamo “trasformati” in turisti in giro per la vostra meravigliosa città e dobbiamo ammettere che ci ha stupito per la sua bellezza.

Poi sicuramente il ricordo del fantastico personale del Centro Iperbarico… in poche parole una famiglia!

Un’ultima cosa: da quando sono tornato non perdo occasione di farvi pubblicità. Tutti vi dovrebbero conoscere, e io nel mio piccolo voglio contribuire alla diffusione della “cultura iperbarica”!

Sul blog del Centro Iperbarico di Ravenna puoi leggere anche la storia di Emanuel, anche lui guarito dal Morbo di Kienbock grazie all’Ossigenoterapia Iperbarica.
Per conoscere meglio questa patologia dal punto di vista medico invece consulta la relazione presentata dal Dott. Longobardi al Convegno di chirurgia della mano che si è svolto a Modena il 25 settembre 2010.

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