1310
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

30 mar 2015

Gent.Prof. credo di aver già trovato una risposta al mio problema in un suo post del 28 aprile 2011 rivolta a una signora di nome Elena.

Mia madre, diabetica da 6 mesi, ha una ferita da contusione  alla caviglia. Di recente è stata curata con Iruxol ma si è formato un buco.

Sarei grata se mi indicasse dove farla vedere in Puglia, possibilmente vicino a Brindisi, perché ha molto dolore e la notte non dorme.

Saluto e ringrazio.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “Ferita da contusione alla caviglia, mia madre non dorme più la notte”

  1. Elisa Ronzullo on

    Cara Silvia,
    la ringrazio per averci contattato. Mi fa davvero molto piacere che abbia seguito le storie dei nostri pazienti sul Blog del Centro Iperbarico, ma è importante tenere in considerazione che, per quanto le risposte possano sembrare simili, in realtà ogni paziente ed ogni ferita sono differenti. L’obiettivo del nostro lavoro al Centro iperbarico di Ravenna è proprio quello di creare un percorso personalizzato per ognuno dei nostri pazienti.

    Tengo sempre a precisare che la ferita è una complicanza di un problema di base perciò è importante valutare non solo la lesione, ma lo stato di salute della persona nel suo insieme.

    Nel caso di sua madre la condizione patologica portante è il diabete, perciò come prima cosa è necessario un attento monitoraggio della glicemia e dell’emoglobina glicata. Sarebbe quindi opportuna una consulenza diabetologica per verificare che non ci siano condizioni di scompenso.

    Al Centro Iperbarico di Ravenna analizziamo questo tipo di ferite con metodi e strumenti non invasivi e non dolorosi come:
    - Rilevazione dell’Indice di Winsor (Abi): pressione caviglia/braccio utile per valutare il grado della terapia compressiva.
    - PtcpO2: Ossimetria transcutanea periferica per rilevare l’ossigenazione della zona lesa.
    - LaserDoppler flussimetria al primo dito del piede leso: indagine approfondita della microcircolazione e studio della sintesi di monossido di azoto. Questo esame è fondamentale in quanto ha un valore predittivo di successo per la camera iperbarica.
    - Esecuzione di Ecocolordoppler artero venoso presso il Chirurgo Vascolare, indagine necessaria e non trascurabile per valutare la presenza di compromissioni circolatorie.
    - Test del monofilamento di Semmes-Weisten: determina la sensibilità pressoria ai piedi.

    Per accellerare la guarigione della ferita il nostro protocollo prevede l’associazione di diverse terapie, tra le quali anche l’utilizzo della neurostimolazione F.R.E.M.S. costituita da segnali elettrici biocompatibili che svolgono un’azione antalgica (di riduzione del dolore) e stimolano l’attivazione del microcircolo.

    L’Ossigenoterapia iperbarica, con la sua azione sistemica, prevede la respirazione di Ossigeno in una camera pressurizzata. Durante la seduta, s’innesca il rilascio di un gas, il Monossido di azoto, che serve per accelerare la guarigione.

    Dopo aver valutato lo stato circolatorio con esami come l’ABI, Tcpo2 e ecocolordoppler artero-venoso, eseguiamo una terapia compressiva associata a medicazioni che vengono scelte di volta in volta in base allo stato in cui si trova la ferita.

    Se avesse la possibilità di prenotare una visita al Centro Iperbarico saremmo felici di poter aiutare sua madre a fare queste valutazioni sulla ferita e a trovare la cura più adatta a lei. Può contattare la nostra segreteria al numero 0544 500152.
    In alternativa le suggerisco il contatto dell’Ambulatorio di Vulnologia e del Piede Diabetico a Corato (BA) gestito dalla Dott.ssa Garrubba Angela, coordinatrice AIUC Puglia. Il numero è 080 3608608.

    Un grande in bocca al lupo,
    Elisa Ronzullo

Rispondi

  • (will not be published)