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29 giu 2015

Buongiorno,
ho deciso di rivolgermi al vostro staff in quanto desidero ricevere chiarimenti su alcuni accertamenti che ho fatto in previsione di prendere il brevetto Open Water.

Ho 35 anni e da quando sono ragazzina pratico sport, non a livello agonistico, ma ad alto impatto, per cui non ho riscontrato problemi quando ho dovuto sostenere la visita per ottenere il certificato medico sportivo.

Ho fatto diversi accertamenti a livello cardiaco perché, avendo avuto il reumatismo articolare da piccola, periodicamente effettuo il controllo alle valvole mitraliche. Dall’ultima visita fatta l’anno scorso, mentre stavo già frequentando il corso da sub e in seguito a domande specifiche circa la mia idoneità per le immersioni, è emersa la possibilità di un controllo per verificare la presenza di PFO. Non riuscendo ad evidenziare la presenza dell’anomalia con una semplice ecografia, ho eseguito una eco con contrasto con il seguente referto:

Si conferma aneurisma del sia 2.5 cm, mobile con gli atti del respiro, non evidente shunt spontaneo sinx dx. All’iniezione di più bolle di soluzione salina agitata, si evidenzi il passaggio anche precoce di bolle da dx a sx. Conclusioni: PFO con inversione del passaggio durante valsalva.

A questo punto, dovendo ancora sostenere la prova pratica del corso e non avendo ricevuto dai medici che mi hanno visitata conferme circa reali rischi in cui posso incorrere, ho deciso di scrivere questa e-mail. Ad Ascoli al momento non so a quale professionista del settore rivolgermi.

Spero di poter ricevere un consiglio su come procedere per essere più tranquilla nel praticare questo sport e per sapere se ci sono ulteriori esami da fare in merito.

Grazie,

Alessia 

 

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UnoRisposta a “Forame Ovale Pervio: quali accertamenti devo fare per immergermi in tranquillità?”

  1. Luigi Santarella on

    Cara Alessia, grazie per la stima e l’attenzione.

    L’aneurisma del setto interatriale è una “ridondanza” del setto interatriale. All’esame ecocardiografico l’aneurisma appare come una struttura molto sottile, generalmente localizzata nella porzione centrale del setto, protrudente all’interno delle cavità atriali. I criteri utilizzati correntemente per la diagnosi sono un’escursione totale tra atrio sinistro e atrio destro dell’aneurisma del setto > 1.5 cm e una larghezza della sua base ≥ 1.5 cm.

    Questa formazione può essere fissa o mobile e fluttuare tra i due atri durante il ciclo cardiaco. Esistono diverse classificazioni dell’aneurisma che si basano sul suo movimento. La classificazione più usata è quella proposta da Olivares-Reyes e coll. secondo la quale l’aneurisma è di tipo 1R quando protrude fisso in atrio destro, 2L quando protrude fisso in atrio sinistro, 3RL quando protrude prevalentemente in atrio destro con fasiche escursioni in atrio sinistro, 4LR quando protrude prevalentemente in atrio sinistro con fasiche escursioni in atrio destro, 5 quando protrude allo stesso modo sia in atrio destro sia in atrio sinistro.
    Dal referto che hai riportato sembrerebbe che l’aneurisma di cui sei affetta sia tipo 5.

    Molti studi hanno evidenziato una correlazione tra aneurisma del setto interatriale (ASA) e/o forame ovale pervio (FOP) e ictus criptogenetici. Tuttavia, l’assenza di criteri diagnostici omogenei ha portato a risultati diversi e contraddittori. Pertanto, anche se il FOP e l’ASA sono attualmente riconosciuti come anomalie associate a embolia cardiogena, non è ancora certo un rapporto causa-effetto.

    Per quanto riguarda il Forame Ovale Pervio (FOP o PFO), circa il 30% di tutta la popolazione, anche quella subacquea, presente questa alterazione, ne consegue che molte persone e molti subacquei sono portatori di PFO ma, per fortuna, pochi sviluppano una malattia da decompressione.
    La presenza del Forame Ovale Pervio (PFO) può consentire il passaggio di bolle d’aria dal cuore destro a quello sinistro, evitando il filtro polmonare e causare fenomeni embolici sistemici.

    In considerazione della variabilità delle presentazioni cliniche, il Centro iperbarico Ravenna ha sviluppato un percorso di diagnosi personalizzato, valutando il subacqueo a 360 gradi con il fine di chiarire come la presenza del PFO possa essere significativo, in presenza o assenza di altre alterazioni fisiopatologiche.
    Tenendo conto delle diverse evidenze scientifiche e dei pareri dei massimi esperti del settore abbiamo sviluppato un percorso diagnostico che prevede:

    - ecodoppler transcranico con contrasto sonografico (la presenza fino a venti bolle evidenzia un problema lieve).
    - emogasanalisi durante respirazione in ossigeno puro con maschera a elevato flusso. Una pressione parziale dell’ossigeno nel sangue arterioso superiore a 400 millimetri di mercurio è nella norma, una pressione inferiore conferma la presenza di un shunt nel sistema circolatorio e permette di indicare quanto esso sia grande
    - ossimetria transcutanea per convalidare il dato della emogasanalisi

    La decisione finale è matematicamente certa:
    - meno di venti bolle e pressione dell’ossigeno nel sangue maggiore di 400 mmHg: si possono continuare le immersioni
    - oltre venti bolle e pressione dell’ossigeno nel sangue inferiore a 400 mmHg: a secondo della gravità del problema si decide se autorizzare le immersioni con regole cautelative o se procedere alla chiusura dello shunt.
    In caso di chiusura del PFO, viene suggerito un programma di immersioni controllate a scopo riabilitativo da iniziare dopo il primo controllo con ecodoppler transtoracico, eseguito dopo un mese dall’intervento. Dopo sei mesi dalla chiusura è prevista la visita finale per il via libera alle immersioni senza restrizioni (nell’ambito dei limiti posti dal brevetto).

    Per quanto riguarda il fumo, la letteratura è alquanto carente, ma è comunque stato evidenziato che il fumo di sigaretta, indipendentemente da altri fattori di rischio, può causare nei subacquei affetti da MDD la manifestazione di una sintomatologia più grave rispetto a quella dei non-fumatori.
    Quindi….non fumare!!
    Il mio consiglio, al fine di valutare la significatività del forame ovale pervio e come la sua eventuale presenza si inquadri nella fisiologia del tuo corpo, se lo desideri, è di intraprendere il percorso presso il Centro Iperbarico Ravenna (0544- 500152, [email protected]) con una visita del neurologo (dr. Paolo Limoni) per il doppler e una visita del medico subacqueo per le valutazioni finali. Si esegue tutto il martedì e l’impegno è di mezza giornata.

    Un caro saluto,
    Dott. Luigi Santarella
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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