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10 lug 2015

Buongiorno, vi contatto per un parere.

Martedì 2 giugno ho effettuato un’immersione in ARA di circa 45 minuti. La profondità massima raggiunta durante l’immersione è stata di 31 metri, (per pochi minuti) ma la profondità media è stata di circa 14.4 metri.

La risalita è stata fatta rispettando i 10 mt/m (anche qualcosa in più) ed è stata fatta la sosta di sicurezza a 6 metri per 3 minuti.

Ieri sera, a distanza di una settimana dall’immersione, ho iniziato ad avvertire un formicolio al braccio  sinistro e stamattina ho il braccio intorpidito. Non ho altri sintomi evidenti.

Ho pensato si fosse accavallato un nervo poiché è passata una settimana dall’immersione e non ho effettuato viaggi in aereo né escursioni in montagna.

Secondo voi posso stare tranquillo oppure sarebbe meglio effettuare un controllo medico?

Vi ringrazio anticipatamente.

 

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UnoRisposta a “Formicolio al braccio dopo una settimana dall’immersione: posso stare tranquillo?”

  1. Luigi Santarella on

    Buongiorno Fulvio,
    nel tuo racconto non è specificato se durante l’immersione e subito dopo hai avuto sintomi di qualche tipo.

    Se si è manifestato qualsiasi segno e/o sintomo correlabile a malattia da decompressione durante l’immersione e entro le 48 ore successive, fino a prova contraria, bisogna considerare l’insorgenza di una malattia da decompressione. I sintomi possono essere: arrossamento cutaneo, debolezza, parestesie, paralisi, perdita di equilibrio, variazione della personalità, diametro delle pupille diseguale, disturbi della parola, tosse o fiato corto, collasso o perdita di conoscenza, prurito cutaneo, dolori alle articolazioni, spossatezza estrema, intorpidimento, formicolio, malessere generale, impossibilità del controllo degli sfinteri, mal di testa, nausea e capogiri.

    In questo caso è necessaria un visita presso uno specialista di medicina subacquea ed iperbarica.

    Considerando invece, come sembra dal tuo racconto, che fino a sei giorni dall’immersione tu fossi in stato di benessere, non ipotizzo una malattia da decompressione. Infatti l’insorgenza di sintomi dopo quarantotto ore da un’immersione rende assai poco probabile la diagnosi di malattia da decompressione.

    In questi casi si potrebbe pensare ad una radicolopatia, infatti un assetto in acqua non corretto, associato allo sforzo fisico causato dalla vestizione in preparazione per l’immersione, possono determinare infiammazione delle radici nervose che escono dalla colonna vertebrale e provocare i sintomi come dolore, intorpidimento, formicoli e debolezza lungo il decorso del nervo.

    Ti consiglio perciò di eseguire una visita fisiatrica o riabilitativa da un tuo medico di fiducia o presso il nostro Centro dove collabora il bravissimo Dott. Fontana. Questa visita, associata a una radiografia della colonna vertebrale, con lo scopo di valutare l’anatomia e la presenza di alterazioni ossee ed eventualmente a una risonanza magnetica della colonna vertebrale per studiare i nervi e i tessuti molli, potrebbe chiarire l’origine della tua sintomatologia e permettere di impostare una giusta terapia riabilitativa e se necessario, una terapia farmacologica di supporto.

    Un caro saluto,
    Dott. Luigi Santarella
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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