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22 lug 2015

Salve dottore,
sono una studetessa di Biologia Marina.

Ho riscontrato tramite un ecocontrastografia la presenza di pervietà del forame ovale con significativo shunt destro-sinistro in condizioni basali (elevato numero di microbolle).

Il medico iperbarico mi ha consigliato di non fare nessun intervento poiché il forame è troppo grande e quindi anche un’operazione non annullerebbe il rischio. Volevo chiederle se la presenza del forame compromette anche l’attività di apnea.

La ringrazio,
Martina

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UnoRisposta a “Forame Ovale Pervio: ci sono controindicazioni per l’apnea?”

  1. Luigi Santarella on

    Gentile Martina, grazie per l’attenzione. Sono felice di comunicarti che potrai continuare a immergerti, in apnea (e solo in apnea), con la massima sicurezza (relativamente alla Pervietà del Forame Ovale o PFO/FOP).

    il Forame Ovale è un canale di 2,5 centimetri che tutti abbiamo tra la parte destra e quella sinistra del setto che divide in quattro camere il nostro cuore.

    Normalmente il canale è coperto da una membrana che lo chiude. Nel caso della Pervietà (Pervietà del Forame Ovale) la membrana si solleva (per lo più sotto sforzo) e fa passare il sangue dalla parte destra (sangue venoso che viene dalla periferia) alla parte sinistra (sangue arterioso ed ossigenato che va alla periferia). In pratica, parte del sangue venoso si immette nel sangue arterioso senza essere filtrata dal polmone. L’entità del problema dipende da quanto sangue bypassa il polmone (cioè da quanto è grave lo shunt destra sinistra).

    Può essere necessario chiuderlo per l’immersione con autorespiratore. Al Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email [email protected]) consideriamo necessaria la chiusura solo quando ci sono 3-4 criteri su una scala di sei:
    1) pregresso incidente cerebrale ischemico o da decompressione subacquea;
    2) evidenza strumentale (TAC, RMN, PET) di danno ischemico cerebrale;
    3) rischio di trombofilia (positività in omozigosi per il fattore II, fattore V, fattore MTHFR, omocisteina, proteina S);
    4) ecodoppler transcranico positivo per passaggio di bolle in condizioni basali;
    5) ecocardiografia transtoracica positiva per aneurisma del setto interatriale;
    6) ecocardiografia transesofagea positiva per un PFO con dimensioni superiori a 4 millimetri (quest’ultima indagine, essendo invasiva, è eseguita solo in preparazione all’intervento di chiusura del PFO).

    Per l’apnea, invece, la Pervietà del Forame Ovale non è una controindicazione.
    Durante la rapida risalita (in apnea), il PFO rappresenta una valvola di sicurezza per il sangue che – sul fondo – si era centralizzato nei polmoni (iperafflusso centrale o blood shift). Lo scarico del sangue dai polmoni è, così, più rapido durante la risalita verso la superficie.
    Alcuni campioni di apnea profonda hanno il PFO.

    La Federazione Italiana Medici dello Sport autorizza il rilascio dell’idoneità agonistica per l’apnea in caso di PFO. Mentre per le immersioni con autorespiratore esso è una controindicazione (fino a sei mesi dopo l’eventuale chiusura).

    Se desideri la visita o il parere di un cardiologo esperto in medicina subacquea fai sicuramente riferimento alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Master in Medicina Subacquea e Iperbarica. Il direttore è l’autorevole cardiologo prof. Antonio L’Abbate. Un ricercatore e docente in materia è il dr. Claudio Marabotti (responsabile della cardiologia dell’Ospedale di Cecina, Livorno). Troverai i contatti nel web.

    Un caro saluto,
    Dott. Luigi Santarella
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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