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28 ago 2015

Gentile  Dott.,
le scrivo per chiederle un consiglio riguardo alla mamma delle mia ragazza che è stata operata il 12.11.2014 di protesi totale al ginocchio sinistro.

Dopo l’operazione ha avuto alcune problematiche: faringite non riconosciuta subito e cominciata a trattare dopo 4 giorni con antibiotici; inoltre un mese dopo ha avuto un’infezione urinaria e due bronchiti.

Il 3 febbraio 2015 è stata sottoposta ha uno sblocco nel ginocchio in narcosi causa aderenze.

Dopo una lunga serie di fisioterapia ad oggi sua mamma soffre ancora di forti dolori e poca mobilità del ginocchio. Ci sono giorni che al tatto risulta molto caldo.

Viste le infezioni avute dopo l’intervento, la protesi potrebbe essere stata colpita da batteri? Le consiglierebbe una scintigrafia ossea con leucociti marcati?

La mia ragazza ha posto questa domanda ai medici che la seguono e la risposta è stata che è troppo presto per far questo esame, perché di solito si fa trascorso un anno.

Dall’intervento gli unici esami che le hanno fatto fare sono stati : emocromo, VES e PCR. La VES è risultata 29 su un valore max di 20, la PCR è risultata normale con valore di 0,12 su un max di 0,50.

Che consiglio ci può dare?

In attesa della sua gentile risposta, la ringrazio e porgo Cordiali Saluti

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UnoRisposta a “Ginocchio dolorante in seguito a intervento di protesi: c’è infezione?”

  1. Andrea Galvani on

    Buongiorno Christian,
    grazie per averci scritto.

    Dalla sua domanda mi sembra di capire che al momento, per fortuna, non c’è ancora una diagnosi di “infezione della protesi impiantata”.

    Se con il tempo aumentasse questo sospetto, per arrivare a fare una diagnosi certa sarebbe necessario un approccio multidisciplinare: esame clinico, un altro controllo degli indici laboratoristici e tecniche di imaging.

    Approfitto per darle qualche informazione in più su questo tipo di problema: l’infezione della protesi è una complicanza che tutto sommato accade raramente e, purtroppo, spesso si manifesta spesso quando sono presenti già alcuni altri fattori di rischio come il diabete, fumo di sigarette, vasculopatie o altre patologie croniche.

    L’approccio terapeutico adottato per questo tipo di problematica è quasi sempre multidisciplinare e combinato: prevede terapia medica (antibioticoterapia specifica) e terapia chirurgica (eventuale bonifica). A queste può essere combinato anche un ciclo di Ossigenoterapia Iperbarica di supporto (solitamente 15-20 sedute con frequenza quotidiana e durata di 90 minuti a seduta), la cui fattibilità deve essere valutata caso per caso nel corso di una visita con un medico iperbarico.
    Spero di esserle stato d’aiuto a chiarire alcuni aspetti e mi auguro che il suo problema si risolva quanto prima.

    Per qualsiasi chiarimento sull’Ossigenoterapia Iperbarica o per qualsiasi altro dubbio non esiti a contattarci al numero 0544-500152.

    Un caro saluto,
    Dott. Andrea Galvani
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Bologna: 16646

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