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02 set 2015

Buonasera, cercando maggiori informazioni sono arrivata a leggere di voi..

Mi è stato diagnosticato il morbo di kienbock al polso destro nel gennaio 2015, dopo molti anni di sofferenza senza trovarne la causa. Nonostante i diversi anni trascorsi sono ancora nella fase iniziale e vorrei maggiori informazioni sul vostro trattamento: in cosa consiste e quali risultati potrei sperare di ottenere nel mio caso?

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UnoRisposta a “Morbo di Kienbock: quali risultati si possono ottenere con l’Ossigenoterapia Iperbarica?”

  1. Andrea Galvani on

    Buongiorno sig.ra Claudia,
    grazie per averci scritto.

    Il “morbo” di Kienbock è la necrosi dell’osso semilunare del polso. È una problematica che raramente si manifesta in tutti e due i polsi: sembra che la mano interessata sia quella abitualmente più utilizzata e che un lavoro abitudinario con una maggiore presenza di manualità pesante costituisca uno dei fattore di rischio per l’insorgenza.

    La terapia chirurgica può prevedere l’intervento conservativo di rivascolarizzazione dell’osso oppure l’approccio “biomeccanico” che prevede invece l’accorciamento dell’osso.
    Questo secondo intervento è necessario nel caso in cui l’ortopedico stabilisca che la causa della sofferenza delle ossa del polso sia l’eccessiva lunghezza del radio (osso laterale dell’avambraccio). In questa situazione infatti, senza l’intervento, il problema potrebbe ripresentarsi.

    Prima dell’intervento (in particolare quando ci troviamo nel primo dei due casi che le ho descritto) potrebbe risultare utile fare un ciclo di Ossigenoterpia iperbarica.

    Le riporto di seguito alcuni interessanti appunti presentati dal dottor. Longobardi a un convegno su questo argomento:
    “il razionale dell’ossigenoterapia iperbarica nel morbo di Kienboeck è forte anche se mancano evidenze in letteratura sull’appropriatezza dell’OTI in questa patologia.
    L’ossigeno iperbarico è indicato nello stadio I e II della classificazione di Litchmann (edema osseo) e nello stadio IIIA (fratture del semilunare) solo se è conservata la struttura del polso (metacarpo). In questo caso, l’OTI ha un effetto antinfiammatorio e antalgico, favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire dai bordi della lesione e dalle cellule staminali; inoltre favorisce la formazione di nuovo osso.
    Negli stadi IIIB e IV è necessaria la sola chirurgia (rivascolarizzazione dell’osso, innesto vascolarizzato, ecc….). In questo caso l’OTI potrebbe essere utile solo dopo la decompressione dell’osso (chirurgia per ridurre la pressione dell’edema nell’osso) o per favorire l’attecchimento dell’innesto peduncolato.”

    Ovviamente è necessaria un accurata visita medica per valutare bene la sua situazione ed il problema e capire se nel suo caso la Terapia Iperbarica può essere indicata. In ogni caso la informo che il ciclo di Ossigenoterapia per le persone con questo problema prevede 30 sedute di camera iperbarica (una al giorno per 5 giorni consecutivi a settimana) della durata di 90 minuti ciascuna.

    Ogni persona che decide di intraprendere questo percorso al Centro Iperbarico viene seguita anche da un collega Fisiatra che valuterà se è necessario praticare terapia fisica e riabilitativa.

    Per ogni ulteriore chiarimento o informazione sulla malattia può chiamarci al numero 0544 500152.

    Un caro saluto,
    Dott. Andrea Galvani
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Bologna: 16646

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