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25 set 2015

Buona sera ,

Le chiedo cortesemente se mi può consigliare: 

Ho appena fatto dal dentista un mini rialzo di seno crestale (compreso osso sintetico) e impianto in titanio 1 nell’arcata superiore.

Ci sono controindicazioni per fare le immersioni sportive?

Eventualmente quanto tempo dovrei aspettare prima di immergermi?  

Grazie 

Cordiali Saluti

Daniela

 

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2 Risposte a “Immergersi dopo degli interventi di implantologia: dopo quanto tornare in acqua?”

  1. Luigi Santarella on

    Buongiorno Daniela e grazie dell’attenzione,
    il DAN afferma che è necessario non immergersi per almeno 24 ore dopo una cura dentale eseguita in anestesia e non immergersi per almeno una-due settimane dopo un intervento di chirurgia odontoiatrica.
    L’inserimento di impianti può mostrare problematiche tecniche dovute a deficit ossee in sede di intervento: in questo caso, prima di inserire impianti, bisogna rigenerare l’osso per evitare la protesizzazione con denti troppo lunghi che comporterebbero un rapporto sfavorevole corona/radice.
    Le procedure di innesto osseo sono particolarmente complesse e si basano sull’innesto di materiali alloplastici o omeoplastici che hanno bisogno di assoluto riposo per poter essere integrati perché il seno è una cavità attiva che cambia il suo volume in base alla respirazione.

    Ritengo quindi che sia opportuno estendere l’attesa: da sei settimane a due-tre mesi in base all’estensione dell’intervento è un tempo corretto durante il quale evitare le immersioni.
    Considerando quanto riferisci per un intervento di mini rialzo ritengo appropriato aspettare un totale di sei settimane prima di riprendere l’attività subacquea.
    Rimane comunque fondamentale il parere dell’odontoiatra che si è occupato dei controlli successivi all’intervento: solo lui infatti è a conoscenza dell’estensione dell’intervento e può sapere quanto è il caso di ampliare il periodo di riposo.

    Il mio consiglio, in generale è questo: terminato il periodo di convalescenza, torna a immergerti solo in assenza di affezione delle alte vie respiratorie (per esempio il comune raffreddore).
    Quando poi riprenderai l’attività subacquea fai particolare attenzione alle fasi di discesa: non effettuare discese troppo rapide e preferisci frequenti manovre di compensazione delicate rispetto a poche manovre compensatorie che possono forzare troppo i seni paranasali.

    Siamo a disposizione per ogni altra informazione anche telefonicamente allo 0544 500152.

    Un caro saluto,
    Dott. Luigi Santarella

    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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