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11 gen 2016

Buongiorno,

mia madre il 6 novembre ha subito un intervento per innesto di quattro bypass coronarici, con prelievo  della vena safena alla gamba destra.
Il problema è che dove sono stati tolti i punti della gamba destra alla ferita della safena, ha un vero e proprio buco che non si riesce a rimarginare e che richiede medicazioni giornaliere, oltre al dolore che le provoca, causando non pochi problemi alla sua deambulazione.

Non ha attualmente infezione, tra 3 giorni la manderanno a casa e mi hanno detto che dovrà continuare le medicazioni.

Non vedendo miglioramenti, anzi ad oggi è peggiorata, volevo sapere se è sempre presto o se fosse il caso di valutare soluzioni alternative per facilitare la sua guarigione. 

Vi ringrazio anticipatamente per gli eventuali consigli

Cordiali saluti

Alessandroh

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UnoRisposta a “Ferita chirurgica alla gamba destra, ecco come può essere trattata al Centro Cura Ferite Difficili”

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Alessandro,
    Grazie per averci contattato, sono davvero dispiaciuta per la situazione di sua madre.

    Le cause della deiscenza di ferita chirurgica possono essere molteplici: l’infezione del sito chirurgico anche senza segni superficiali, la circolazione, presenza di patologie concomitanti ecc.
    Sarebbe opportuna una valutazione più accurata per stabilire il percorso giusto da intraprendere.
    Presso il Centro Cura Ferite Difficili al Centro iperbarico di Ravenna esiste un percorso apposito per queste situazioni.

    Durante la prima visita valutiamo diversi aspetti: il quadro circolatorio, la presenza di più patologie, il quadro del dolore, la lesione stessa (come si presenta, il fondo della ferita, eventuali sottominature, presenza e tipo di essudato).

    È importante rilevare tutti i parametri: l’emoglobina (Hb), la glicemia (HGT), la pressione arteriosa, l’indice di Winsor (ABI- differenza pressoria braccio/caviglia), l’ossimetria transcutanea (tcpO2), la laserdopplerflussimetria (LDF) per valutare la microcircolazione, la produzione di monossido di azoto tramite la valutazione della funzionalità endoteliale (indice predittivo di successo della terapia iperbarica) e la presenza di neuropatia periferica.

    In base a quello che rileviamo scegliamo il trattamento più corretto per la persona.
    Anche la scelta delle medicazioni ha la sua importanza e a seconda di come si presenta è importante scegliere la medicazione giusta.

    Al Centro Iperbarico utilizziamo anche bendaggi medicati di zinco e cumarina con effetto antiedemigeno se la gamba dovesse presentarsi gonfia, o zinco e ittiolo con effetto antinfiammatorio.
    Il bendaggio e la scelta delle bende da utilizzare sono fondamentali per ottenere un risultato in quanto migliorano la circolazione così più sangue ossigenato irrora la ferita.

    Se l’insieme di questi trattamenti non dovesse darci il risultato atteso nelle prime quattro settimane, si opta per la scelta di altri tipi di terapia quali il plasma ricco di piastrine (PRP), innesto eterologo tramite cute bioingegnerizzata e ossigeno terapia iperbarica (OTI).

    Per casi come quello di sua madre, con ferita profonda, un metodo che può accelerare il riempimento della ferita e la guarigione è l’ utilizzo di un dispositivo chiamato Terapia a Pressione Negativa (TPN).
    Questo metodo di lavoro mette sottovuoto la lesione e aspira in continuazione, permettendo in questo modo di assorbire l’essudato in eccesso e facendo arrivare più sangue alla ferita che le porta più ossigeno.

    Tutto questo può essere eseguito presso il nostro Centro e se lei desidera può prenotare una prima visita al numero della nostra segreteria 0544/500152, [email protected]

    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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