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16 feb 2016

Qualche mese fa ha scritto sul nostro blog un amico messicano: Gustavo Garcia Garcia, chiedendoci delle statistiche relative all’efficacia dell’ossigeno terapia iperbarica per poterle presentare al suo Paese e cercare di accrescere la cultura di questa innovativa terapia.

Con Gustavo si è da subito creato un legame di amicizia che supera i confini geografici e si sviluppa online: è uno dei nostri più assidui lettori e ci segue ogni giorno su Facebook.

Per raccontarvi meglio di lui e del suo Paese gli abbiamo inviato un’intervista a cui lui ci ha risposto subito, felice di lasciare un segno anche sul nostro Blog.

gustavo_garcia_garciaSono Gustavo Garcia Garcia, sono nato nella regione di Oaxaca sulla costa dell’Oceano Pacifico appartengo all’etnia Zapoteca. L’avvicinamento al mare è stato spontaneo e naturale, in quegli anni la vita vicino all’Oceano era un arcobaleno di forme e colori. Su questa costa c’è un posto chiamato Chacahua i cui fondali sono abitati da una foresta di corallo nero; lì ho messo le bombole per la prima volta assieme a dei pescatori della zona e sono rimasto affascinato. Quel giorno è stato indimenticabile.

Qui mi è capitato tra le mani un manuale di subacquea e per la prima volta ho sentito parlare del termine “camera iperbarica”, sono rimasto per molto tempo in quel posto deserto a tre ore da Puerto Escondido Oaxaca e a otto ore de Acapulco.  Mentre ero li ho visto e saputo di diversi casi di sub che avevano avuto incidenti gravi (paraplegici) e alcuni fatali facendo pesca subacquea: non c’era nessuna camera iperbarica nella zona.
Questo mi ha portato a farmi mille domande su cosa succede al corpo in immersione, ero giovane, ero ancora un ragazzo.
Per la mia grande curiosità e casi del destino, un giorno ero su un aereo diretto in Italia, era l’inverno del 1985. Arrivato a Milano nella mia testa giravano sempre le stesse domande. Il mio istruttore ANIS era l’attuale presidente Aldo Torti, che mi ha detto che potevo cercare le risposte alle mie domande in un importante centro iperbarico, a Zingonia (BG). Così sono andato li dove ho conosciuto il Dott. Roberto Rusconi: una persone generosa, amabile e con grande cuore; le caratteristiche tipiche del popolo italiano.

Dopo aver visitato questo bellissimo Centro sono rimasto molto impresso dalle camere iperbariche e mi sono interessato molto a questo strumento, quello che può fare mi ha meravigliato.
Sono uscito da li con moltissime informazioni interessanti:  quel giorno faceva freddo ma io mi sentivo come ai tropici da quanto  mi batteva  forte il cuore, in quei libri c’erano le risposte ai mie dubbi.
Giorni dopo sono andato al consolato del Messico a Milano per parlare con la console, poi sono andato a Roma alla ambasciata  degli addetti militari per condividere quelle informazioni e a spiegare che i problemi legati agli incidenti e la perdita di vite poteva essere evitata.
Loro hanno condiviso le notizie e quelle preziose informazioni scientifiche.

Sono passati molti anni e mesi fa sono tornato in Italia, sono andato ancora a Zingonia dove sono stato accolto con la stessa generosità di sempre e dopo diversi giorni sono ripartito con moltissime informazioni e con la stessa emozione di trenta anni fa. 

Sono un lavoratore autonomo e sto facendo di tutto per realizzare due dei sogni che ho nel cassetto sin da quando ero un ragazzo.

Il Messico ha un preoccupante primato, quello di avere i bambini con la più alta obesità al mondo, lo stesso accade nella popolazione adulta e il diabete è una malattia che colpisce gran parte della popolazione; l’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che circa 14 milioni di persone siano affette da questo male. 

Una volta tornato a casa ho proseguito nella mia ricerca di informazioni e ho scoperto dell’esistenza del Centro Iperbarico di Ravenna, ho visto il vostro lavoro, letto ogni giorno il vostro blog, i video e Facebook. Per questo ho deciso di contattare il dottor Longobardi che mi ha generosamente fornito molte informazioni mediche e il responsabile marketing Piergiorgio Marotti che mi ha fornito informazione e statistiche.

Ho chiesto questi dati per fare delle comparazioni tra la realtà italiana e la nostra disastrosa realtà in Messico. Mi sono incontrato con il personale medico del Ministero della Sanità della regione di Puebla e ho proposto quel sogno avevo nel cassetto sin da quando ero ragazzino.
Quando mi sono ritrovato faccia a faccia con i governatori e la classe politica avevo con me la speranza di motivare il “governatore della Salute” grazie ai video e alle statistiche che portavo con me e spiegando in una presentazione come si lavora in Italia con la medicina iperbarica e gli incredibili risultati che sono stati ottenuti.

C’è a stato un grande entusiasmo ma dopo pochi giorni hanno deciso che non era un progetto importante e da un momento all’altro hanno chiuso il discorso. 

Ora vi spiego per bene il mio sogno. Sogno che il trattamento con l’ossigenoterapia iperbarica sia parte dei servizi del sistema nazionale de salute, perché vedo soffrire la mia gente e la frequenza con cui vengono fatti interventi di amputazione non mi lascia in pace: 75.000 interventi ogni anno. Questo solo per quanto riguarda gli ospedali pubblici. E se aggiungiamo i privati? E quelli che sono morti per la mancanza de attenzione medica? 

La situazione della medicina iperbarica in Messico

Nel mio Paese si trattano più o meno le stesse patologie che vengono trattate in Europa, a eccezione della fibromialgia di cui non ho ancora sentito in Messico.
La situazione è ambivalente, per alcuni va bene e per altri invece molto male. Vi spiego meglio.
Va bene per quelli che hanno i soldi per pagare i costosi trattamenti negli ospedali di prestigio che lavorando con camere importate dell’America (USA). Va bene per quelli che hanno il servizio sanitario della Marina  Armata del Messico con operatori e camere a norma. 

iperbarica_messicoMa va male per quelli che fanno ossigenoterapia con camere fatte in Messico,  quelli che sono “l’altro Messico”,  parlo dei 50 milioni di messicani che si trovano in estrema povertà.
Quello tra di loro che con grandi sacrifici trovano i soldi per iniziare i trattamenti in queste “camere fabbricate e vendute per gente non professionale” che hanno grandi difetti di fabbricazione e che vengono create da chi non ha nemmeno la minima conoscenza di come dev’essere fatta una camera iperbarica.  Vengono fatte dalle ditte che producono i serbatoi dei camion e le bombole per il gas o da qualunque saldatore improvvisato.
Vengono certificate con norme ISO  e altri distintivi di qualità quelle che in realtà sono solo delle vere e proprie “pentole a pressione”.

Sono costruite senza conoscere quali sono le basi dei sistemi di erogazione dell’ossigeno, non c’è nemmeno un ossimetro su queste “bare metalliche” – Scusate ma mi fa bollire il sangue- sono installate canne di plastica e mascherine per uso non iperbarico.

Come ben sapete ci sono delle regole precise riguardo l’erogazione dell’ossigenoterapia, fondamentali per raggiungere degli ottimi risultati, ma qui non vengono seguite e questo porta a convivere con un grande rischio.

Questa è la situazione in Messico: buone prassi per i ricchi e contemporaneamente questa “finta” terapia che danneggia a la vera medicina iperbarica creando confusione tra le persone malate e i medici.

Inoltre non c’è nessuna Università in cui vi sia il corso di specialità in medicina subacquea e iperbarica. Questo è l’altro mio grande sogno.

Sono contento per il lavoro che fate voi con grande serietà, passione e professionalità e per tutti gli italiani che possono guarire e tornare a casa su due gambe.

Complimenti anche per diffondere le vostre conoscenze. Grazie. 
Devo ringraziare  tutti voi della grande famiglia iperbarica italiana per darmi la opportunità di esprimermi. Non vi preoccupate di quel che ho scritto qui: sono io e unicamente io il responsabile. 

Giorno dopo giorno, nel mio piccolo, cerco di modificare piccole monoposto coi pezzi di ricambio, di dotarle di ossimetri e di fare le prime camere con la ossimetria in maschera; cerco di condividere i protocolli con amici che hanno lo stesso desiderio di fare le cose bene con le risorse che abbiamo in mano. 

Vi saluto e ringrazio voi e i vostri lettori. Chiedo scusa si questo racconto potrà un po’ offendere la sensibilità di qualcuno.

Io no mollo, ho i calli alle mani a forza di bussare alle porte “importati”. Mi auguro, un giorno, di veder realizzati i miei sogni! So che se questo giorno arriverà sarà senza dubbio grazie all’aiuto e alla collaborazione italiana. 

Grazie cari. Grazie  a tutti voi che fate delle camere iperbariche delle macchine di sorrisi, di  benessere, di salute.

Grazie di cuore. 

Gustavo Garcia Garcia. 

messico1

 *questa intervista è stata riadattata dalla storia che ci ha scritto Gustavo, eventuali errori sono dovuti al fatto che l’articolo era scritto in italo – messicano ;)

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