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19 feb 2016

Buongiorno,
vi scrivo perché dopo sei mesi dal mio incidente il mio femore è ancora dolente e le radiografie evidenziano parte della frattura ancora lontana dalla guarigione.
L’incidente del 17 luglio 2015 ha provocato una frattura diafisiara scomposta pluriframmentaria del femore destro e la frattura del polso destro (curato male).
Il femore è stato trattato con chiodo endomidollare e tre cerchiaggi. A metà settembre abbiamo iniziato con la fisioterapia.
Tutto sembrava andare bene quando a fine Ottobre mi contattano per la rimozione della vite distale prossimale per la dinamizzazione della frattura. Niente fisioterapia ma solamente cyclette ed elettrostimolazione…da allora non ho avuto più pace….dolori, scricchiolii e i dottori mi rassicuravano dicendo che erano assestamenti della frattura, fare magnetoterapia…io non ero proprio convinto fino a giovedì scorso 21 gennaio quando, fatta la radiografia invece di migliorare la rima della frattura era peggiorata!
Il dottore, parlando di pseudoartrosi, mi ha consigliato un nuovo intervento di impianto di cellule staminali prelevate dalla mia cresta iliaca.
Vi chiedo, cortesemente se la strada proposta è quella giusta o se ci sono altre strade da sondare prima di dover intervenire chirurgicamente.

Vi ringrazio e saluto cordialmente 

Cosimo

 

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UnoRisposta a “Ritardo nella calcificazione del femore: cosa può fare Cosimo per stare meglio?”

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Signor Cosimo,
    mi dispiace per le problematiche che sta attraversando.

    La pseudoartrosi è un difetto di riparazione del tessuto osseo che non riesce a formare un callo osseo sufficientemente resistente per riparare la frattura che lo ha colpito.

    Tra le cause che possono portare a un difetto di guarigione di una frattura sono la presenza di alcuni fattori di rischio, tra cui il fumo, l’età, la concomitanza di malattie sistemiche come l’anemia, ipotiroidismo, il diabete, infezioni, malattie debilitanti, carenza di vitamina D, una scarsa alimentazione e l’uso di alcuni farmaci.

    Perché l’osso si ripari correttamente è necessario che ci sia un corretto riallineamento dei capi (cosa che nel suo caso è stata garantita dall’intervento in cui sono stati applicati i mezzi di sintesi) e un buon apporto di sangue e nutrimenti all’osso stesso.

    Purtroppo spesso nelle fratture del femore viene ad essere compromessa la vascolarizzazione dell’osso stesso che porta un rischio aumentato di formazione di pseudoartrosi.
    Presso il Centro Iperbarico di Ravenna abbiamo un percorso dedicato al ritardo di consolidazione delle fratture. Questo prevede un associazione tra terapia in camera iperbarica (dalle 20 alle 30 sedute), magnetoterapia da effettuarsi presso il domicilio, consulto fisiatrico per delineare un percorso riabilitativo e fisioterapico personalizzato.

    Un buon consiglio nel suo caso è di eseguire le sedute in camera Iperbarica subito dopo aver effettuato l’impianto delle cellule staminali.

    Infatti le due terapie si potenziano a vicenda andando a stimolare in maniera importante i fattori di crescita necessari alla riparazione dell’osso.
    La camera iperbarica inoltre, aumentando la vascolarizzazione e l’ossigenazione periferica, permette di nutrire adeguatamente l’osso malato e ne stimola la riparazione attivando gli osteoblasti (cellule proprie dell’osso che depositano nuova matrice ossea).

    Per qualsiasi informazione la invito a contattarci allo 0544500152.

    Cordiali saluti

    Dott.ssa Claudia Rastelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara
    Ordine dei Medici Chirurghi di Rimini n. 2074

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