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07 mar 2016

Mia figlia è diabetica da 10 anni,

le e stata riscontrata nella parte davanti della gamba sinistra nella tibia una necrobiosi lipoidica. Ci è stato detto che non ci si fa niente però continua a crescere ed ha già una circonferenza di 4 cm.

Volevamo sapere se c’è la possibilità di fare qualcosa visto che aumenta e la giovane età la demotiva un po’.

Attendo una sua risposta, nel frattempo la ringrazio molto.

distinti saluti 

Gloria

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UnoRisposta a “Necrobiosi lipoidica da diabete giovanile, ecco come agire”

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Gloria,
    mi dispiace molto per il problema che sua figlia sta affrontando, si tratta di conseguenze specifiche in ragazze che come lei soffrono di diabete giovanile.

    La necrobiosi lipoidea è una complicanza antiestetica che si presenta con la formazione di piccole macchie rosso scuro sulle gambe e che con il tempo assumono un colorito biancastro e aumentano la loro consistenza. È una malattia abbastanza rara (colpisce lo 0,3% dei pazienti diabetici, solitamente giovani donne e con un buon controllo glicemico), le cui cause sono sconosciute anche se si presume siano di natura autoimmune.

    In letteratura sono stati descritti trattamenti multipli che purtroppo non hanno portato a risultati coerenti. Al Centro Iperbarico abbiamo studiato un percorso per riuscire a migliorare il più possibile gli aspetti annessi alla necrobiosi lipoidica e abbiamo già trattato con buoni risultati altre pazienti giovani affette da questa patologia.

    Il percorso che seguiamo in questi casi è personalizzato e prevede:
    • Farmacoterapia per il controllo della risposta immunitaria
    • Sedute di PRP: Plasma ricco di piastrine che stimola la rigenerazione dei tessuti
    • Eventuale intervento di chirurgia ambulatoriale mini-invasiva per l’asportazione delle lesioni
    • Laser terapia
    • La neurostimolazione periferica con tecnologia FREMS che permette di aumentare l’attività di vasomozione e di conseguenza migliora la microcircolazione. Inoltre in caso di presenza del diabete, che col tempo altera anche la parte nervosa, migliora la percezione in caso di neuropatia periferica.
    • Ossigenoterapia Iperbarica: attraverso la sintesi di monossido di azoto modula la risposta immunitaria e il danno vasculitico, induce la formazione di nuovi vasi sanguigni dai bordi della lesione, aumenta l’attività dei fibroblasti e la deposizione di nuove fibre collagene.

    Per poter seguire questo percorso è di estrema importanza che il paziente abbia un buon controllo glicemico e un valore di emoglobina glicata inferiore al 9%.

    Se è interessata ad approfondire questo percorso può chiedere maggiori informazioni chiamando la segreteria del Centro Iperbarico al numero 0544 500152, saremo lieti di valutare insieme la sua situazione e poterle consigliare la soluzione più adatta nel suo caso.

    Klarida Hoxha

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