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28 giu 2016

Gentili Dottori,

averi bisogno di un Vostro parere circa l’acufene, che mi sta tormentando dal mese di Dicembre 2015. Ho avuto disturbo di ticchettii prima all’orecchio sinistro (per un mese e mezzo senza sosta) e poi all’orecchio destro (alcuni giorni) ora scomparsi.
Dopo i ticchettii che mi sono comparsi in montagna e sono stati attribuiti ad uno sbalzo barometrico, sono stata bene per un mese e poi piano piano è arrivato l’acufene.
A momenti è più forte e a momenti è quasi impercettibile.
Mi è stato diagnosticato catarro tubarico (impedenzometria : lieve ipoacusia sinistra) e l’otorino dal quale sono in cura, dopo la TAC che ha rilevato parecchio catarro e polipi, è intervenuto con un piccolo intervento con anestesia locale per la rimozione dei polipi nasali e riduzione dei turbinati.
Sono allergica alla parietaria e asmatica ma non ho mai avuto episodi di asma grave.
Sto effettuando insufflazioni nasali anche perché non riuscivo a stappare l’orecchio sinistro: ora riesco meglio ma sull’acufene non ha avuto il riscontro che credevo.
Non ho problemi di udito e l’esame audiometrico riscontra un lieve calo all’orecchio sinistro sui toni bassi.
Sono molto avvilita di tutta questa situazione e, Vi confesso, che mi sta rattristando e mi spiace perché sono sempre stata una persona allegra e positiva.

Vi ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

Raffaella

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UnoRisposta a “Acufene da dicembre 2015: cosa può fare Raffaella?”

  1. Andrea Galvani on

    Buongiorno Raffaella,
    grazie per averci scritto.

    Mi dispiace davvero tanto per la sua situazione.
    Le dico subito che, considerando il quadro da lei descritto, per avere un parere più preciso, le consiglio di inviarci tutta la documentazione in suo possesso all’indirizzo mail: [email protected]

    La informo che purtroppo, generalmente, l’Ossigeno Terapia Iperbarica trova indicazione solo per i quadri di ipoacusia improvvisa con/senza acufene quando è diagnosticato da meno di 30 giorni.

    Il razionale per l’utilizzo dell’OTI (ossigenoteraia-iperbarica) si basa sul presupposto che il calo audiometrico e l’eventuale acufene dipendano da un danno ipossico (scarsa/assenza di ossigenazione) dei recettori dell’udito presenti a livello della coclea dell’orecchio interno.

    Si tratta della porzione dell’organo dell’udito che è responsabile della trasduzione dell’impulso meccanico che proviene dall’orecchio medio in impulso elettro-chimico: tale trasduzione è necessaria per poi percepire adeguatamente il suono.

    Le consiglio innanzitutto di proseguire la terapia e i controlli evolutivi come è stato impostato dallo specialista che la sta curando e di valutare insieme al collega l’eventuale successiva indicazione alla T.R.T. (Tinnitus Retraining Terapy) nel caso in cui la sintomatologia dovesse rimanere stazionaria.

    Rimango a diposizione per ogni necessità o chiarimento, può chiamare la nostra segreteria al numero 0544 500152.

    Cordiali saluti,
    Dott. Andrea Galvani

    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Rimini: 02337

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