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22 ago 2016

Buongiorno sono Daniele e scrivo per Concetta:

Salve sono una ragazza affetta da lupus (LES) da quando avevo 14 anni.
Oggi ne HO 36 e da settembre 2015 ho un ulcera alla caviglia sinistra che ancora non guarisce. Dopo vari tamponi il batterio che è stato isolato è “escherichia coli” che sto cercando di combattere con antibiotico via orale ciproxin mg 500 e con medicazione tre volte al dì con acqua fisiologica, fucidin 20mg/g crema e garze di connettivina plus 2mg + 40mg.

La ferita non si cicatrizza, anzi sembra che si estenda ed è di colore giallastro con parti nere.
Per quanto riguarda il lupus faccio una cura giornaliera di deltacortene 5 mg, sintrom 2 mg , plaquinil  200mg e il tolep.

Sapreste dirmi se la cura che sto facendo va bene?
Avete qualche altro consiglio?
Ho letto che voi consigliate anche di fare lavaggi nella ferita con l’estratto di pompelmo: nel mio caso potrebbe essere utile?
Sono a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o per inviarvi file.

Vi ringrazio anticipatamente

Concetta

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UnoRisposta a “Ulcera alla caviglia in paziente che soffre di lupus”

  1. Klarida Hoxha on

    Buongiorno Concetta,
    grazie per la stima mostrata nei nostri confronti: mi dispiace per la situazione difficile che stà attraversando.
    L’ulcera di cui lei parla, considerando la patologia di base cioè il lupus (LES: lupus eritematoso sistemico) rientra in quella famiglia che viene chiamata ulcera reumatica o vasculitica.
    L’infezione è solo una complicanza.
    Le ferite sono sempre contaminate e mai sterili, quindi anche l’esito del tampone può risultare positivo ma non vuol dire che ci sia un’infezione.
    Di solito una ferita infetta presenta: gonfiore attorno alla lesione (edema perilesionale), rossore, odore sgradevole, essudato copioso e di colore giallastro/verde, dolore che spesso viene descritto come “chiodi che pungono” o “pulsare”.
    L’ulcera reumatica è di origine infiammatoria e il sistema immunitario, come lei sa conoscendo la sua malattia, aggredisce i vasi sanguigni riconoscendo le proprie cellule come estranee e nemici da combattere.
    Ciò causa dei microtrombi a livello sottocutaneo e l’ulcera insorge con una parte necrotica (nera), molto dolente, un dolore diverso da quello dell’infezione.
    Spesso i pazienti lo descrivono come un “cane che morde”.
    Quando la zona necrotica comincia a pulirsi spesso è seguita da una fase risulta gialla, questo perché questa patologia rientra nella famiglia delle malattie del tessuto connettivo e il collagene si deposita in modo anomalo.
    Al Centro Cura Ferite Difficili trattiamo numerosi casi di ulcere vasculitiche con ottimi risultati. Sono ulcere che ci impiegano molto tempo per guarire e necessitano di un trattamento molto delicato.
    Bisogna saper leggere quello che la ferita cerca di comunicarci: se si sta estendendo qualcosa sicuramente le da fastidio e irrita ancora di più il sistema immunitario che continua ad attaccare. Medicare una lesione tre volte al giorno significa aumentare il rischio infettivo.
    L’estratto di semi di pompelmo è un ottimo prodotto naturale da utilizzare in ulcere infette o a rischio infettivo.
    Potrebbe esserle utile in questo caso, ma la lesione necessita di una attenta valutazione prima di scegliere la medicazione idonea, che potrebbe cambiare anche a seconda dell’evoluzione della ferita. Non si può portare a guarigione una lesione continuando a fare e rifare solamente la stessa medicazione.
    Se desidera contattarci per una prima visita la invito a chiamare il numero della segreteria al 0544/500152 oppure se vuole mandarci altre informazioni può scrivere alla mail [email protected] all’attenzione di Klarida Hoxha, coordinatrice infermieristica CCFD.

    Un caro saluto
    Klarida Hoxha

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