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14 ott 2016

Ciao,
mi chiamo Elena e vorrei raccontarvi la storia di mia madre Franca di anni 80 affetta da osteonecrosi al collo del femore.
Tutto è iniziato circa un anno fa quando mia madre è caduta da un marciapiede: al momento non ha avuto alcuna reazione ma poi, a distanza di un anno, sono iniziati i dolori all’inguine.

Ha fatto una radiografia all’anca destra e successivamente sì è rivolta ad un’osteopata da cui ha fatto un paio di sedute con esito negativo.
Abbiamo chiesto consiglio a un ortopedico che le ha suggerito di fare un ciclo di infiltrazioni all’inguine e a causa delle aderenze che aveva ha provato un dolore bestiale.

Poi le è stata prescritta una risonanza magnetica. Ci siamo rivolte ad un altro ortopedico che ha confermato la diagnosi osteonecrosi al collo del femore, le ha suggerito di mettere una placca da prendere in affitto al costo di 500 euro per almeno 40 giorni. Alla fine del ciclo mia madre deve ritornare da lui ma i dolori persistono. Ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che persone affette dalla stessa malattia di mia madre sono guarite grazie all’ossigenoterapia iperbarica.
Mia madre si è informata e ha saputo di possibili incidenti in camera iperbarica che l’ha fatta ritornare sui suoi passi.
Che cosa mi consigliate?

Distinti saluti

Elena 

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UnoRisposta a “Curare l’osteonecrosi alla testa del femore a 80 anni”

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile signora Elena,
    l’ossigenoterapia iperbarica è una scelta molto valida per trattare l’osteonecrosi della testa del femore allo stadio primo e secondo.

    Al Centro Iperbarico di Ravenna facciamo seguire al paziente un protocollo di 30 sedute di ossigenoterapia iperbarica associato a magnetoterapia (presumo sia “la placca” che le ha consigliato l’ortopedico),riabilitazione motoria e farmaci come i bisfofonati solo nel caso in cui non ci siano controindicazioni.

    Il paziente accede al percorso con ossigenoterapia iperbarica dopo una visita medica di controllo per assicurarsi non ci siano problemi per cui non può sottoporsi al trattamento in base al suo stato di salute generale e l’appropriatezza alla prescrizione dell’ossigenoterapia iperbarica.

    Per quanto riguarda la pericolosità: le camere Iperbariche vengono costantemente controllate in modo scrupoloso per mantenere sempre al massimo la sicurezza. Gli incidenti di cui parla sono purtroppo incorsi anni fa per errori di gestione, ma in seguito sono scaturite ulteriori norme per la gestione in sicurezza delle camere iperbariche.

    Io le consiglio prima di tutto una visita personalizzata per capire se la patologia di sua madre possa o no beneficiare dell’ossigenoterapia iperbarica, tenendo conto che un’alternativa è la protesi dell’anca, un intervento di sicuro più invasivo e con molte più complicanze.

    Per avere altre informazioni può rivolgersi alla nostra segreteria al numero 0544.500152 o a [email protected]

    Cordiali saluti

    Dott.ssa Claudia Rastelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara
    Ordine dei Medici Chirurghi di Rimini n. 2074

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