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18 gen 2017

Buonasera Dottore,

mio padre è ricoverato presso il reparto di malattie infettive del policlinico di Palermo dal 13/10/2016 e chissà fino a quanto dovrà restare.
Dopo vari esami hanno scoperto che ha contratto il batterio della brucellosi (da premettere che mio padre non mangia né latte e né latticini, ma solo formaggi stagionati). I sintomi che accusava fin dall’inizio erano febbre fino a 37.8, stanchezza, debolezza, brividi di freddo e mal di schiena.

Il problema alla schiena è presente già da diverso tempo, ma a marzo 2016 inizia ad avere un dolore più forte e il medico di  famiglia decide di curarlo con vari antidolorifici e cortisone.

A giugno 2016 consulto un medico che gli prescrive una risonanza magnetica dalla quale risulta avere molte ernie e un’occlusione del canale stenosi L3,L4,L5….

Il dottore decide di fare delle infiltrazioni che hanno leggermente migliorato il dolore e a settembre decide di fare una infiltrazione guidata sotto anestesia epidurale.

Morale della favola: ora si trova in ospedale, hanno fatto diversi esami che confermano la brucellosi in più il test della tubercolosi risulta positivo, ma sospettano che abbia avuto un contatto negli anni e che sia rimasta la positività. Da 45 giorni è in terapia antibiotica (bassado-rifampicina-gentamicina).

Hanno ripetuto la risonanza magnetica con contrasto e hanno visto che la situazione è peggiorata: si sono formate delle sacche che hanno deciso di esaminare, quindi gli hanno fatto un prelievo di liquido e di tessuto per capire se c’è presenza di un altro batterio o germe. Aspettiamo i risultati.

Insomma siamo stanchi: mio padre ha perso almeno 15kg, ha sempre mal di testa, vorrei capire se l’iter che stanno seguendo va bene.

Aggiungo che mio padre è iperteso, pende la cardiospirina e ha problemi alla prostata.

Confido nella vostra professionalità.

In attesa di un vostra risposta, vi ringrazio anticipatamente.

Mari Concetta 

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UnoRisposta a “Un caso di spondilodiscite brucellare”

  1. Andrea Galvani on

    Buongiorno Sig.ra Maria Concetta,
    grazie per averci scritto.
    Da come ha posto il quesito sembrerebbe che siano in corso alcuni importanti accertamenti diagnostici per fare luce sulla situazione: ci tenga aggiornati se ha piacere.
    Per ora la informo, in via del tutto generica, che in caso di spondilodiscite l’approccio che seguiamo al Centro Iperbarico di Ravenna è multidisciplinare:
    - Il chirurgo valuta se ci sia possibilità di “bonifica”;
    - L’infettivologo prescrive l’eventuale terapia antibiotica più indicata;
    - Il medico iperbarico imposta il percorso di ossigenoterapia iperbarica più adeguato al caso (solitamente 30 sedute a 2,5 Ata di pressione, con durata di 90 minuti a seduta e frequenza quotidiana per 5/6 giorni a settimana).
    Spero di averle risolto qualche dubbio, per qualsiasi altra necessità non esiti a contattarci allo 0544-500152.

    Un caro saluto,

    Dott. Andrea Galvani
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Rimini: 02337

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