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31 gen 2017

Taping neuromuscolare, Kinesiotaping, Taping kinesiologico ecc… tantissimi nomi per dire la stessa cosa: il “cerotto colorato”, come lo chiamano i nostri pazienti! Questa definizione sicuramente semplifica molto la realtà, ma rende bene l’idea.

Questo particolare taping, infatti, è costituito da cotone elastico colorato e da un adesivo acrilico, distribuito ad onde, che lo rende resistente all’acqua.

Queste caratteristiche gli conferiscono un’elasticità sovrapponibile a quella cutanea.

L’applicazione del nastro prevede tensioni e metodi differenti a seconda dell’obiettivo specifico, e crea, insieme al movimento del corpo, pliche cutanee che vanno a stimolare i recettori degli strati di tessuto sottostanti.

Può essere applicato in modalità compressiva o decompressiva.

Possono essere individuate tre macro aree d’azione del taping neuromuscolare:

  • ARTICOLARE/SENSITIVA: Il cerotto è in grado di svolgere una funzione propiocettiva, cioè va a proteggere i tendini e i legamenti, perché può aiutare a mantenere in posizione corretta le articolazioni e aumenta la percezione di stabilità sulla meccanica articolare.
  • MUSCOLARE: L’epidermide è dotata di una serie di ricettori nervosi che attraverso degli stimoli esterni possono comunicare con i muscoli sottostanti. Questi cerotti, una volta applicati sulla pelle, possono, a seconda della posizione, della direzione e della tensione, inibire un muscolo sovraccaricato e contratto che preme sui ricettori del dolore, o viceversa, stimolarne uno ipotonico. In questo modo si attenua il dolore e si ripristina progressivamente la funzione motoria
  • LINFATICA/VASCOLARE: Nella cura degli edemi è in grado di ridurre il dolore e facilitare il drenaggio linfatico mediante il sollevamento della pelle. Viene applicato in modo che il cerotto determini una serie di convoluzioni e pliche della pelle, simili a piccole onde, che vanno ad agire sul flusso linfatico come pompe di drenaggio, favorendo così il riassorbimento dell’edema.
    Questa sua azione risulta particolarmente evidente in caso di vasti ematomi che si possono verificare, ad esempio, a seguito di un intervento chirurgico o di una lesione muscolare. Risolvere velocemente lo stravaso ematico fa si che vi sia una precoce riduzione dell’infiammazione e del dolore con una tempo di convalescenza ridotto.
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Qui vediamo un’applicazione su un’ematoma, rimosso dopo 4 giorni.

Analogo, il meccanismo d’azione sul sistema vascolare più superficiale. Quest’aspetto è particolarmente utile nel nostro Centro perché viene associato alla cura delle ferite difficili (CCFD).

Spesso, infatti, la cute perilesionale si presenta ipertrofica, arrossata e dolente. Migliorare la vascolarizzazione di queste aree significa ridurre il rischio d’insorgenza di nuove lesioni e facilitala guarigione di quelle presenti. Il lavoro di equipe ripaga sempre!

perilesionale1 perilesionale2

Qui potete vedere un’applicazione su cute perilesionale rimossa dopo 4 giorni, è evidente il miglioramento dell’aspetto della cute che appare maggiormente vascolarizzata.

Ecco quindi un paio di esempi sull’utilizzo del “cerotto colorato”: se avete domande o curiosità potete farle direttamente dal nostro blog!

Maddalena Vassura, fisioterapista del Centro Iperbarico di Ravenna

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