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03 mag 2017

Salve

mio padre ha preso un batterio chiamato “providencia stuartii” e la ferita non si chiude da più di un anno.
Secondo lei così è normale?
Vi prego fatemi sapere

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UnoRisposta a “Infezione da batterio “providencia stuartii””

  1. Sofia Fioravanti on

    Gentile Salvatore, grazie mille per averci scritto, la sua fiducia è molto importante per noi.
    Mi dispiace molto per la condizione di suo padre, posso sentire la sua preoccupazione già dalla sua lettera.
    Partiamo dal presupposto che non esistono ferite sterili, poiché la nostra cute è di per sé contaminata da tantissimi batteri “buoni” che vanno inevitabilmente a finire nella lesione. Non tutti i batteri però sono innocui e alcuni, come appunto il Providencia Stuartii, possono effettivamente creare ritardi di guarigione.
    Nella sua richiesta non ci dice se la presenza batterio è solo sulla ferita o a livello sistemico (quindi in tutto il corpo): in ogni caso le consiglierei, se non lo ha già fatto, di fare una visita da un infettivologo per capire se può essere utile una terapia antibiotica.
    Nel nostro Centro abbiamo in cura proprio in questo periodo altri pazienti con problematiche simili a quelle di suo padre. Il percorso di cura prevede:
    • Prima valutazione di medico e infermiere in cui analizzeremo lo stato di salute generale del paziente (glicemia, emoglobina, pressione ecc), la ferita (se è arrossata, sporca, quanto butta) e le problematiche che non la fanno guarire (alterazione di vene e/o arterie, alterazioni della circolazione, dolore)
    • Valutazione della terapia antibiotica in collaborazione con il medico infettivologo
    • Medicazioni antibatteriche per combattere l’infezione direttamente dalla lesione
    • Adeguata terapia compressiva, scelta in base ai parametri misurati durante la prima visita.
    Spesso infatti non sono solo le infezioni a ritardare la guarigione, ma anche le “gambe gonfie” o medicazioni che non mantengono il clima della ferita in condizioni ottimali. Con il bendaggio si riducono questi problemi.
    Se questi accorgimenti non dovessero essere sufficienti e se la ferita non migliora si possono aggiungere alle medicazioni:
    • Ciclo di ossigenoterapia iperbarica: molto utile perché aiuta a uccidere i batteri sia spingendo i nostri globuli bianchi a “mangiarli” sia attaccandoli direttamente
    • Fotobiomodulazione: una terapia particolare che prevede l’applicazione di un gel che contiene molecole colorate (cromofori) che vengono attivate da una luce. In particolar modo la luce blu penetra nei tessuti e abbatte i batteri, pulendo la ferita.
    Mi rendo conto che la distanza sia notevole, in ogni caso possiamo creare percorsi di cura che vadano incontro sia alle vostre necessità che a quelle del trattamento. Se desidera prenotare una visita può contattare la nostra segreteria al numero 0544 50 01 52 o inviare una mail a [email protected] specificando che viene da fuori regione per rendere un eventuale consulto più agevole sia per lei che per suo padre. Spero di esserle stata utile, un caro saluto.

    Sofia Fioravanti
    Infermiera Centro Cure Ferite Difficili del Centro Iperbarico di Ravenna

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