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13 giu 2017

Buongiorno,

la paziente ha 64 anni e lo scorso 7 dicembre è stata ricoverata per un infarto antero-apicale con ictus ischemico a origine cardio-embolica da trombosi apicale v.s. con afasia.

Prende il cumadin e dal 23 gennaio ha un’ulcera torpida alla gamba destra peri malleolare, in trattamento, caratterizzata da fondo misto granuleggiante, con parziale fibrina adesa. Tutto è iniziato con un semplice ematoma, curato per circa un mese con Ematonil.

La paziente ha sofferto di ulcera varicosa alla gamba sinistra al malleolo mediale, che è completamente guarita nel periodo in cui era ricoverata in ospedale. Quando è stata visitata dal chirurgo vascolare, le è stato diagnosticato che non si tratta di un’ulcera su base vascolare, non è meritevole di rivascolarizzazione e la causa sarebbe da imputare al cumadin, che però secondo il cardiologo non può essere sospeso sostituto da ebpm o altro.

Chiedevo un vostro parere, se possibile, o un suggerimento, sperando di essere stato il più esaustivo possibile.

Grazie mille,

Rodolfo

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UnoRisposta a “Ulcera alla gamba destra: Rodolfo chiede un consiglio”

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Rodolfo,
    grazie per averci contattato e mi dispiace per la situazione.
    Capita spesso che persone affette da lesioni cutanee prendano farmaci per altre patologie di base: curiamo spesso pazienti che convivono con il cumadin da anni.
    A volte anche solo per un piccolo trauma si trovano ad affrontare situazioni complicate proprio a causa dell’effetto di questo farmaco, che è, per dirlo con parole semplici, quello di sciogliere il sangue.
    Spesso si formano ematomi, che sono comunque dei corpi estranei: il sangue si coagula e crea uno spazio all’ interno dei tessuti che diventa ipossico (non permette all’ ossigeno di arrivare), per questo può infettarsi e può evolvere in una lesione cutanea.
    Una volta che la lesione si apre, il cumadin, oltre a essere la concausa, diventa anche responsabile di un ritardo nella guarigione.
    Una delle fasi più importanti nella guarigione della lesione, infatti, è proprio la fase coagulativa, che però in questo caso viene meno.
    Non è comunque il caso di sospenderlo perché il problema cardiaco ha di certo la sua importanza. Si può guarire con le giuste medicazioni e i giusti bendaggi.
    Attenzione al curettage (che fa sanguinare la lesione) perché è difficile andare a ricreare l’emostasi. Ci vuole un po’ di tempo e probabilmente anche la scelta della medicazione giusta incide sulla guarigione.
    Non ho molti altri elementi per poterle dare molti consigli pratici senza vedere la lesione.
    Se desidera però ci può contattare per un’eventuale valutazione del caso chiamando la segreteria del Centro Iperbarico al numero 0544-500152

    Cordiali saluti,
    Klarida Hoxha
    Coordinatrice infermieristica Centro Cura Ferite Difficile del Centro Iperbarico di Ravenna

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