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16 giu 2017

Buongiorno,

scrivo per chiedere un consiglio per mia madre: ha 78 anni e ha avuto un ictus cerebrale a inizio marzo, con conseguente paralisi del lato sinistro. Ha ripreso lentamente la sensibilità della gamba, ma non del braccio. E’ cosciente ma non riesce a parlare.
Da oltre due anni lamenta un dolore a due dita del piede destro.
Attualmente è ricoverata in lunga degenza all’ospedale di Mussomeli in Sicilia. Sono stata da mia madre due settimane fa (purtroppo vivo e lavoro a Modena) e ho fatto notare al personale che il piede di mia madre era freddo e grigio. Hanno  fatto una visita chirurgica e hanno prospettato l’amputazione del piede includendo anche metà gamba.
La mia domanda è : prima di proseguire con l’amputazione della gamba non si può fare altro?

In attesa di un vostro riscontro,

Grazie,

Rosa Maria

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UnoRisposta a “Rosa Maria chiede un parere per la madre malata”

  1. Sofia Fioravanti on

    Gentilissima Rosa Maria,
    per prima cosa vorrei ringraziarla per la fiducia accordataci, conosco molto bene questo tipo di situazioni e so quanto possano essere dolorose, sia in termini fisici che emotivi. Purtroppo le informazioni che mi dà sono poche per poter avere un quadro chiaro della situazione.
    Da quello che posso capire, il problema sembra collegato alle arterie, ovvero ai vasi che portano il sangue dal cuore a tutto il resto del corpo. Talvolta il percorso del sangue viene ad ostruirsi per diverse ragioni (stenosi, placche ateromasiche), portando così ad una riduzione dell’apporto di ossigeno e nutrienti. La situazione può essere aggravata da alcune patologie come l’ipertensione, il diabete, l’immobilità, l’obesità, il tabagismo.
    Per prima cosa le suggerirei, se non lo ha già fatto, di chiedere un secondo parere ad un chirurgo vascolare che dopo aver eseguito i dovuti approfondimenti diagnostici (ecocolordoppler arterioso, angiotac, angiografia) potrà valutare la gravità della situazione. Le possibilità sono potenzialmente molteplici: si possono eseguire angiografie, interventi di rivascolarizzazione, ossigenoterapia iperbarica.
    Il nostro centro tratta molti pazienti di questo tipo: esiste, infatti, un percorso dedicato. Per prima cosa si esegue una prima visita durante la quale medico e infermiere valutano sia le condizioni generali del paziente sia le problematiche direttamente correlate all’arteriopatia; per questo si esegue l’ossimetria, un esame che valuta quanto ossigeno arriva in un determinato angiosoma (ovvero la parte di arto irrorata da una specifica arteria) e il laser doppler, un esame che valuta la funzionalità della parete dei vasi sanguigni.
    Qualora il medico lo ritenga opportuno potrebbe prescrivere, in assenza di complicazioni, delle sedute di terapia di 90 minuti. Durante la terapia il paziente respira in maschera il 100% di ossigeno. Questo innanzitutto porta più ossigeno ai tessuti e promuove l’angiogenesi, permettendo la formazione di circoli collaterali, nuovi vasi che bypassano l’ostruzione e che portano sangue alla zona.
    Mi rendo conto la portata della distanza, sappia però che saremo ben lieti di visitare sua madre. Può prendere appuntamento per una visita contattando la segreteria al numero 0544 50 01 52 o inviare una mail a [email protected] specificando che viene da fuori regione, in maniera tale da rendere un eventuale consulto più agevole sia per lei che per sua madre.
    Nella speranza di esserle stata utile le porgo cordiali saluti,

    Sofia Fioravanti
    Infermiera Centro Cure Ferite Difficili del Centro Iperbarico di Ravenna

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