1327
articoli
pubblicati

Scrivi al Dr. Longobardi e al suo staff

INVIA LA TUA RICHIESTA

Segui i webinair con il Dr. Longobardi

PARTECIPA AI WEBINAR

Prenota una visita al Centro Iperbarico

CHIEDI UN APPUNTAMENTO

18 lug 2017

Buongiorno,

soffro della sindrome di Kienböck, vi scrivo per sapere se, nel mio caso, la camera iperbarica può essere utile.  Insegno educazione fisica e sono istruttrice di speleologia, la mobilità del polso mi è indispensabile.  

Grazie,

Armanda

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UnoRisposta a “Sindrome di Kienböck: che fare?”

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Armanda,

    grazie per averci scritto.

    Per dare un’opinione in merito al suo quadro clinico dovrei visualizzare almeno un esame Radiologico al fine di stadiare la gravità della sua lesione. Infatti L’ossigeno iperbarico è indicato nello stadio I e II della classificazione di Litchmann (edema osseo) e nello stadio IIIA (fratture del semilunare) solo se è conservata la struttura del polso (metacarpo). In questo caso, l’ossigenoterapia iperbarica ha un effetto antinfiammatorio e antalgico, favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire dai bordi della lesione e dalle cellule staminali; inoltre favorisce la formazione di nuovo osso.
    Negli stadi IIIB e IV è necessaria la sola chirurgia (rivascolarizzazione dell’osso, innesto vascolarizzato, ecc….). In questo caso l’ossigenoterapia iperbarica potrebbe essere utile solo dopo la decompressione dell’osso (chirurgia per ridurre la pressione dell’edema nell’osso) o per favorire l’attecchimento dell’innesto peduncolato.
    Al Centro, valutiamo attentamente i nostri pazienti con un’accurata visita preliminare al fine di individuare un corretto programma terapeutico che comprende oltre alle sedute in Camera Iperbarica, una visita fisiatrica ed eventualmente una terapia fisioterapica riabilitativa.
    Per ulteriori informazioni la invito a contattarci allo 0544.500152

    Cordiali saluti,
    Dott.ssa Claudia Rastelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara
    Ordine dei Medici Chirurghi di Rimini n. 2074

Rispondi

  • (will not be published)