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16 ago 2017

Sabatino era il papà di Ruggero, Anastasia e Maria Pia, un uomo forte che ha vissuto una lunga vita nell’amore della sua famiglia.
Qualche anno fa, purtroppo, ha iniziato a soffrire di Alzheimer: una patologia che ti fa invecchiare pian piano e ti porta via una delle cose più importati per tutti noi, la memoria.

Sabatino non si è arreso, insieme alla sua famiglia ha deciso di seguire un percorso multidisciplinare che comprendeva anche alcuni cicli di ossigenoterapia iperbarica: la prima volta nel 2015, in cui ha fatto 20 sedute e poi due successivi richiami da 10 l’ultimo dei quali si è concluso ad ottobre 2016.

sabotinoA inizio anno Sabatino ci ha lasciato e per i suoi cari è stato un grande vuoto ritrovarsi senza la colonna portante della loro vita.

Durante il funerale hanno pensato di fare una bellissima azione per il futuro, perché rimanesse un ricordo indelebile ma anche utile del loro caro: hanno raccolto delle donazioni con cui hanno deciso di comprare alcune barelle che hanno regalato al nostro Centro Iperbarico.

Siamo di Ravenna per cui per noi il Centro Iperbarico è sempre stata una realtà conosciuta anche se non sapevamo bene le diverse cure che si possono fare e quali patologie si possono curare.

Anastasia (figlia di Sabatino) e la moglie di Ruggero (cognata di Sabatino) sono state in cura per due diverse patologie e i risultati sono stati ottimi: Anastasia ha persino potuto evitare l’intervento chirurgico che le avevano prospettato a causa della sua osteonecrosi ed è tornata al lavoro.

Dopo queste esperienze, anche nostro papà ha deciso di provare la camera iperbarica quando l’ha colpito l’Alzheimer.
Papà ha seguito un percorso multidisciplinare che prevedeva diversi cicli di ossigenoterapia e altre cure come la FREMS terapia, i massaggi ecc..

Ci sono due ricordi particolari che ci vengono in mente quando pensiamo al suo periodo qui.
Ogni volta che entrava in camera iperbarica guardava con aria speranzosa Stefano Matteucci, uno dei tecnici, per cercare un po’ di conforto e sicurezza e Stefano gli rispondeva sempre con un sorriso, lo confortava e lo aiutava ad entrare. Il nostro babbo si sentiva già meglio e qualsiasi timore scompariva.
Un altro momento che ricordiamo erano le visite: il Dott. Longobardi era sempre attentissimo, premuroso e scrupoloso quando lo visitava, confrontava gli esami e aveva sempre una parola di incoraggiamento per aiutarlo e sostenerlo.

Abbiamo deciso di fare questa donazione perché il percorso del nostro babbo qui è stato un percorso di gioia, che ha portato ottimi risultati e le cure sono state davvero efficaci: abbiamo la speranza che chi si ritroverà su queste barelle possa avere un percorso ricco di buone notizie come è stato il suo e come sono state tutte le altre esperienze qui per la nostra famiglia.

Speriamo che possano essere delle vere e proprie “barelle portafortuna”, perché sappiamo che chi arriva a fare un percorso di cura è pieno di speranza e quando la speranza si trasforma in certezza positiva è uno dei momenti più belli e felici da vivere.

Ogni volta che il nostro babbo usciva dal Centro e gli chiedevamo come si sentisse rispondeva “mi hanno fatto una visita come mai in vita mia…”, questo gesto è un ringraziamento per tutte queste visite, per l’attenzione, la cura e la grandissima dolcezza con cui lo staff di questo Centro ci ha accolto.

Un grande grazie lo diciamo noi alla famiglia di Sabatino: ai figli Anastasia, Ruggero e Maria Pia e alla loro mamma Elsa per questa donazione, queste “barelle portafortuna” daranno qualcosa in più ai pazienti in cura, potranno aiutarli in un modo speciale durante il loro percorso di guarigione.

 

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